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Due ponti in pietra e 7 chiese: è il piccolo angolo di Svizzera che parla italiano ed è bellissimo  

Giornico, il borgo delle 7 chiese e del fiume che si divide in due

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La Svizzera non smette mai di sorprendere. A due passi dal nostro paese, a ogni visita regala un nuovo angolo di bellezza, un nuovo motivo per innamorarsi ancora dei suoi paesaggi e dei suoi borghi. Qui, tra i paesini più pittoreschi di tutto il Canton Ticino, troviamo Giornico, un piccolo scrigno di storia e di armonia incastonato nel cuore della Valle Leventina.

Dal 2022, Giornico fa ufficialmente parte dei Borghi più belli della Svizzera, e non a caso. Questo villaggio racchiude in sé la poesia di un paesaggio che unisce natura e architettura, memoria e presente. Qui, dove un tempo si fermavano i pellegrini in viaggio lungo la storica via del Gottardo, il tempo sembra essersi posato con delicatezza.

Attraversato dal fiume Ticino, che proprio in questo punto si divide in due rami formando un piccolo isolotto abitato, la località offre un colpo d’occhio sorprendente. Il borgo si svela con le sue case in pietra, i ponti antichi e gli edifici religiosi, immerse tra vigneti che colorano i pendii con tonalità calde e rassicuranti.

Un lontano passato che parla ancora al visitatore

Giornico non è solo un luogo da ammirare: è un racconto vivente. Le sue origini affondano nel tempo - nei documenti medievali compare già intorno all'anno 940 con il nome de Iudicibus Giornicensis, poi Iornico e infine Zurnigo nel XIII secolo.

La sua posizione strategica, ai piedi delle gole della Biaschina, ne fece per secoli una tappa fondamentale per chi desiderava attraversare le Alpi tramite il passo del San Gottardo. Fu anche un importante centro politico e religioso della valle, grazie all'influente casato dei Da Giornico, che - circa un millennio fa - si schierò con il Sacro Romano Impero, contro i canonici del Duomo di Milano.

Ma la pagina più celebre della sua storia resta quella della Battaglia dei Sassi Grossi del 1478, quando i Confederati svizzeri sconfissero i milanesi e conquistarono il controllo del passo del Gottardo. Un monumento all’ingresso settentrionale del paese ricorda ancora oggi quell’episodio, che segnò il destino della regione.

Giornico è un museo a cielo aperto

Passeggiare per le vie del borgo è come camminare all'interno di un museo senza pareti. In pochi passi, ci si ritrova circondati da antichi edifici, ponti in pietra ad arco e scorci pittoreschi che sembrano usciti da un'altra epoca.

Nel cuore del borgo si trova Casa Stanga, oggi sede del Museo etnografico della Leventina. Edificata nel Quattrocento come locanda per i viandanti della via del Gottardo, la sua facciata è decorata con oltre cinquanta stemmi di nobili e viaggiatori illustri, opera della bottega di Giovanni Tarilli e Domenico Caresana di Cureglia. All’interno, il museo custodisce oggetti d’arte sacra, antichi strumenti di trasporto, fotografie e documenti che raccontano la vita quotidiana della valle.

Ma Giornico non vive solo di memoria: alle porte del paese, un edificio moderno progettato dall’architetto Peter Märkli ospita il museo La Congiunta, che espone sculture e rilievi dell’artista zurighese Hans Josephsohn. Il museo è visitabile tutto l’anno, e le chiavi si ritirano - in perfetto spirito ticinese - presso l’osteria del paese.

Non lontano da qui, due ponti medievali a schiena d’asino collegano il territorio alle due sponde del Ticino. Fermarsi su uno di essi regala una delle viste più poetiche di tutta la Leventina, con l’acqua che scorre lenta e le case di pietra che si specchiano nel fiume. Come in un dipinto d'artista.

La torre millenaria, i resti longobardi e le chiese del borgo

È quasi incredibile pensare che un villaggio così piccolo custodisca ben sette chiese, ognuna con la propria storia e la propria anima. La Chiesa di San Nicolao (o San Nicola) è il gioiello più prezioso: uno dei migliori esempi di architettura romanica del Canton Ticino. La sua costruzione iniziò nel 1202 e terminò nel 1210. All’interno, la navata unica e la pietra viva creano un’atmosfera di raccoglimento e serenità. Della Chiesa di San Michele, edificata nel XIII secolo, rimane oggi solo il fonte battesimale, trasferito nella chiesa di San Nicolao. La navata attuale risale al 1787, mentre il campanile fu eretto nel 1861.

La Chiesa di San Pellegrino, situata nella frazione di Altirolo lungo l’antica via Francisca, risale al XV secolo. Qui si conserva il più grande ciclo di affreschi tardocinquecenteschi del Canton Ticino. La tradizione racconta che il santo venerato visse in una grotta poco distante, dove fu poi sepolto nel XV secolo. La Chiesa di Santa Maria del Castello, costruita nel XII secolo accanto a un castello distrutto nel 1518, conserva intatto il fascino del romanico più puro. Degna di nota è anche la Chiesa di Santa Maria di Loreto, un elegante edificio barocco eretto tra il 1680 e il 1682 grazie alla generosità di Pietro Pedrini, un barbiere veneziano. Il suo campanile custodisce ancora una campana manualedel1682,perfettamentefunzionante.

Il viaggio nella storia di Giornico non si ferma qui. Tra i monumenti più antichi spicca la Torre d’Attone, risalente a prima dell’anno Mille: è considerata il più vetusto monumento delle Valli Lepontiche. Citata per la prima volta nel 1311, oggi appartiene al Comune e domina ancora il borgo come un silenzioso guardiano del passato. Sulle alture, a circa 250 metri sopra il villaggio, si trovano le rovine del Castellaccio, una fortificazione a base triangolare che risale probabilmente all’Alto Medioevo e che si ritiene di origine longobarda.

Giornico è molto più di un semplice borgo: è una piccola meraviglia dove la natura incontra la storia, dove ogni pietra racconta un’epoca diversa e ogni scorcio invita a fermarsi. È la porta della Leventina, come la definì il politico ticinese Stefano Franscini, ma anche una finestra aperta su un tempo lontano, dove l’uomo e la montagna hanno imparato a convivere con equilibrio.

 
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