È 200 volte più piccola di Tokyo, ma le scale mobili di questa città italiana sono lunghe come quelle della capitale giapponese
Prima in Europa e seconda al mondo: questa città ha risolto in maniera geniale i suoi problemi
C'è una città in Italia che, se dovessimo ragionare in termini di medagliere, potrebbe vantare due ori e altrettanti argenti. Iniziamo dai primi posti: capoluogo di regione più alto d'Italia e sistema di scale mobili più lungo d'Europa. Poi le medaglie d'argento: secondo capoluogo di provincia più alto d'Italia dopo Enna e seconda rete di scale mobili per lunghezza al mondo dopo Tokyo. A proposito della capitale giapponese, per chi fosse interessato qui ci sono tutte le info per i tour turistici a Tokyo. Ma torniamo alla nostra "misteriosa" città. Si potrebbe dire però che sia anche un classico esempio di incompiuta all'italiana, con un progetto visionario che non è riuscito a concretizzarsi e che adesso, paradossalmente, sta diventando quasi una sorta di fardello. Probabilmente molti di voi avranno già capito di chi stiamo parlando: benvenuti a Potenza, il capoluogo di regione e la città più popolosa della Basilicata restando sempre in tema di primati.
La cittadina lucana durante gli anni '90 ha deciso di trasformare una necessità in una virtù. Il suo centro storico infatti si erge a oltre 800 metri di altitudine, mentre molti dei nuovi quartieri sono a valle. Non a caso è chiamata la "città verticale" o delle "cento scale", perché per molto tempo gli abitanti dovevano affrontare dure salite e scalinate per recarsi a piedi in centro. In tanti così sceglievano di utilizzare l'auto, con il risultato di congestionare il traffico. Ecco che allora a Potenza è nato un progetto visionario: non solo realizzare un sistema di scale mobili capaci di far muovere i pedoni con più facilità, ma di integrarlo perfettamente alla mobilità pubblica tra metropolitana, navette e autobus. Insomma, lo scopo era quello di far dimenticare apotentini e turisti l'automobile. Ecco allora la storia di Potenza e delle sue scale mobili.
Le scale mobili di Potenza

Al giorno d'oggi a Potenza c'è una rete formata da quattro scale mobili, tutte gratuite. In totale stiamo parlando di un sistema lungo ben 1,3 chilometri, al mondo secondo solo a quello di Tokyo che arriva a 1,5 chilometri. Quella della cittadina lucana però è un sistema più articolato visto che è stato studiato per coprire degli importanti dislivelli. Andando in ordine cronologico, la prima scala mobile inaugurata a Potenza è stata quella Viale Marconi datata 1994 e lunga 430 metri. Nel 2008 poi è arrivato il secondo impianto, quello di Via Armellini lungo 50 metri.
Il fiore all'occhiello però senza dubbio è quello di Santa Lucia. Lungo 600 metri - percorribili in circa 15 minuti -, è diventato operativo nel 2010. Questa scala mobile si divide in due moduli collegati tra loro da un passaggio pedonale coperto lungo 120 metri, tanto da essere definita come un Ponte Attrezzato costato complessivamente 16,5 milioni di euro. Infine l'ultima scala mobile di Potenza è l'impianto Basento, lungo 132 metri e inaugurato nel 2021. Tutto perfetto allora? Beh, non esattamente.
La situazione oggi

Se il progetto era ambizioso, la gestione nel tempo invece ha lasciato molto a desiderare. Negli ultimi anni infatti le scale mobili di Potenza sono diventate tristemente famose non solo per il loro record, ma anche per le problematiche che si sono palesate. Ricordate l'idea del connettere gli impianti al trasporto pubblico cittadino? Stando a quanto si legge dalla stampa locale questo progetto sarebbe rimasto tale solo sulla carta. Fatte le scale mobili l'interconnessione poi non sarebbe arrivata.
Il grande problema però è il degrado, tanto che in diversi articoli si parla di stato di abbandono. Muffa, secchi per raccogliere l'acqua e continui guasti hanno portato a una graduale diminuzione dell'utilizzo degli impianti. Durante i primi anni quello di Santa Lucia registrava 15.000 passaggi al giorno - con punte di 25.000 in alcuni giorni -, scesi poi nel 2023 a 6.000. Un vero peccato per chi si contende il record niente di meno con Tokyo, con la speranza che i fondi ora stanziati per la manutenzione ordinaria e straordinaria possano rimettere in moto il progetto iniziale così lungimirante.
