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È il benvenuto monumentale alla città: per entrarci devi attraversare un arco che ha più di 400 anni  

Porta Camollia, la soglia che racconta secoli di battaglie, leggende e coraggio

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C'è un luogo a Siena dove la storia sembra attendere il visitatore ancora prima che entri in città. È Porta Camollia, l'antica porta che guarda verso Firenze e che per secoli ha rappresentato il punto più delicato e strategico delle difese senesi.

Attraversarla oggi significa varcare una soglia carica di racconti, leggende e memorie che hanno contribuito a forgiare l'identità della città del Palio.  

Le antiche origini e la leggenda di Romolo

La sua storia affonda le radici in un passato che sfuma tra mito e realtà. Secondo la leggenda della fondazione di Siena, nel VII secolo a.C. Romolo, il leggendario fondatore di Roma, avrebbe inviato il condottiero Camullio per catturare i nipoti Senio e Ascanio. Fu proprio qui che il comandante stabilì il proprio accampamento, lasciando un segno così profondo da dare il nome alla porta e all'intera area circostante.

Le prime testimonianze storiche dell'esistenza di una porta in questo luogo risalgono al 1082, quando i documenti parlano già della "Porta di Camullia". Nel corso dei secoli, essa divenne il principale accesso settentrionale di Siena, lungo la Via Cassia e sulla direttrice che conduceva a Firenze. Proprio per questo motivo fu sempre la più sorvegliata, la più fortificata e, in molti momenti della storia, anche la più temuta.

A rafforzarne la funzione difensiva contribuì, nel 1270, la costruzione dell'Antiporto di Camollia, una poderosa struttura militare eretta a breve distanza dalla porta principale. Ancora oggi, percorrendo il tratto che separa le due fortificazioni, si può immaginare quanto fosse complesso e ben organizzato il sistema difensivo della Repubblica di Siena.

La posizione strategica di Porta Camollia la rese protagonista di numerosi episodi bellici. Già nel 1141 i fiorentini riuscirono a superare le difese e saccheggiarono la città per tre lunghi giorni. Un nuovo tentativo di conquista arrivò nel 1230, ma questa volta Siena riuscì a resistere. Le prove più dure, tuttavia, dovevano ancora arrivare.

L'assedio fiorentino e il Fortino delle Donne

Nel XVI secolo la città visse il periodo più drammatico della sua storia. Durante il celebre assedio del 1554-1555, le truppe fiorentine alleate con l'esercito del Sacro Romano Impero strinsero Siena in una morsa, che si concluse con la caduta della Repubblica. La porta medievale venne pesantemente danneggiata e infine distrutta.

Eppure, tra le pagine più emozionanti di questa vicenda emerge un episodio che ancora oggi suscita ammirazione. Nel XVI secolo, dopo la feroce battaglia di Camollia combattuta tra Siena e Firenze, venne costruito il cosiddetto Fortino delle Donne, una fortificazione destinata a proteggere il lato più vulnerabile della città.

A realizzarlo furono tremila donne senesi guidate dalle nobildonne Livia Fausti, Fausta Piccolomini e Laudomia Fonteguerri. Nobili e popolane lavorarono fianco a fianco armate di pale, picconi e fascine, contribuendo personalmente alla costruzione delle difese cittadine. Il fortino era progettato per ospitare cannoni e archibugi e per essere una vera e propria macchina difensiva, destinata a proteggere il fronte settentrionale di Siena. Ancora oggi, pochi metri sotto la porta, sul lato sinistro, è possibile osservare i resti di quella straordinaria opera militare che testimonia il coraggio e la determinazione delle donne senesi.

La ricostruzione di porta Camollia all'inizio del XVII secolo

L'aspetto attuale di Porta Camollia risale invece al 1604. Dopo la distruzione avvenuta durante l'assedio, la struttura venne completamente ricostruita su progetto del pittore e architetto Alessandro Casolani e successivamente decorata dallo scultore Domenico Cafaggi. Basta alzare lo sguardo verso la parte superiore dell'arco per scoprire uno dei dettagli più affascinanti della città. Qui campeggia la celebre iscrizione latina "Cor magis tibi Sena pandit", che può essere tradotta con le parole: "Siena ti apre il cuore più della sua porta".

Il motto fu realizzato per celebrare l'ingresso in città di Ferdinando I de' Medici, Granduca di Toscana, e rappresenta ancora oggi uno dei messaggi di benvenuto più poetici che si possano leggere all'ingresso di una città storica.

Forse è proprio questa frase a racchiudere il significato più autentico di Porta Camollia. Non è soltanto un monumento o un'antica fortificazione: è il luogo dove Siena accoglie chi arriva, raccontandogli immediatamente la propria anima fatta di orgoglio, resistenza, eleganza e memoria. 

Attraversare questa porta significa entrare nel centro storico di una delle città medievali più belle del mondo, ma anche percorrere un confine invisibile tra presente e passato. Qui le leggende della fondazione si intrecciano alle battaglie che hanno cambiato il destino della Toscana, mentre il coraggio delle donne senesi continua a riecheggiare tra le antiche mura.

E quando, dopo aver superato l'arco monumentale, ci si ritrova immersi nelle strade di pietra del centro storico, si comprende che quell'antica iscrizione non era soltanto una formula celebrativa: Siena, davvero, apre il suo cuore a chi decide di scoprirla.

 
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