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Oltre 90 opere d'arte sui muri: il borgo delle fiabe a due passi da Roma dove ogni vicolo racconta un sogno  

In questo suggestivo borgo è possibile rivivere le più belle favole dell’infanzia semplicemente passeggiando tra i vicoletti, grazie alla street art.

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Cercate un’idea per una gita fuori porta? Vi portiamo alla scoperta del fortunato borgo di Sant’Angelo, nel viterbese, a solo un’ora di distanza da Roma, che grazie a un’associazione culturale è riuscito a riscrivere il suo destino. Il paese delle fiabe vi aspetta per offrirvi un viaggio nell’arte dei murales e un'immersione nei colori degli immensi disegni a tema onirico. Verrete travolti da un’esperienza unica, diversa e divertente.

La storia del paese delle fiabe

C’era una volta un piccolo paese di nome Sant’Angelo di Roccalvecce. Era un piccolo borgo sperso nella campagna viterbese, con poche anime ad abitarlo, perlopiù anziani. Nel corso degli anni, si era spopolato, era stato abbandonato e dimenticato. Le sue case stavano crollando, i negozi stavano chiudendo ad uno ad uno e cumuli di immondizia erano stati gettati nelle sue campagne. Nessuno si occupava di questo posto e gli abitanti erano oramai rassegnati alla loro triste sorte.

Fortunatamente, a riscrivere il destino del borgo, ci ha pensato l’Associazione Culturale Arte e Spettacolo (ACAS), fondata dai fratelli Gianluca e Paola Chiovelli. Grazie alla loro forza di volontà e all’indomito coraggio, sono riusciti a rivalorizzare il paese d’origine dei loro nonni, ormai dimenticato, trasformandolo in un paese delle fiabe grazie ai murales! Hanno, innanzitutto, ripulito il borgo di Sant’Angelo e recuperato i luoghi storici e simbolici del paese: hanno riattivato la storica fontana della Chiesa di San Michele Arcangelo e restaurato una piccola edicola religiosa, la Madonnella deiRufoloni.Quest'ultimastrutturaerastatacostruita nel 1874 da un brigante del luogo, chiamato Rufolone, per ringraziare la Madonna del Nespolo per avergli salvato la vita.

Ma il progetto più importante è iniziato nel 2017 e ha rianimato il borgo, perché sono stati realizzati dei grandi murales sulle pareti delle case del paese, tutti collegati da un unico tema, ossia le fiabe. E così, a poco a poco, le mura del paese dimenticato si sono riempite di colore e popolate di personaggi fantastici. Grazie a tale iniziativa, giovani e meno giovani sono ritornati tra le vie del paese abbandonato, per ammirare le splendide opere d’arte.

Cosa trovare nel paese delle fiabe

Oltre 90 opere d'arte sui muri: il borgo delle fiabe a due passi da Roma dove ogni vicolo racconta un sogno

[foto @Darek i Jola/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Passeggiando tra i vicoli del paese, potrete ritornare bambini e riconoscere tutte le fiabe che vi hanno accompagnato nell’infanzia, come Cenerentola, Il Brutto Anatroccolo, Hansel e Gretel, Il Giro del Mondo in 80 giorni, Peter Pan, La Bella Addormentata, La Fabbrica di Cioccolato e tante altre. Il primo murale a essere realizzato è stato Alice nel Paese delle Meraviglie, che si può ammirare nella piazza principale del paese. Date un’occhiata all’ora che segna l’orologio del Bianconiglio poiché non è messa a caso; riporta, infatti, le 11:27 e ricorda il giorno dell’inaugurazione dell’opera, cioè il 27 novembre del 2017. L’artista che lo ha realizzato è TinaLoiodicechesuccessivamenteèstataaffiancata da altre street artists, tutte donne, tra cui Isabella Modanese, Cecilia Tacco, Daniela Lai, Layla Xing, SteReal (Stefania Marchetto), Stefania Capati e Desiré Di Liberto. 

Ogni murales ha uno stile unico e i soggetti vengono spesso rielaborati in chiave moderna. Le opere di Vera Bugatti ne sono un esempio: in Cappuccetto Rosso e il Lupo, la bambina abbraccia il lupo invece di averne paura, affrontando così il tema della violenza sugli animali. Una curiosità interessante è che alcuni personaggi delle fiabe, soprattutto dei bambini, hanno le sembianze degli abitanti del borgo, come nei murales di Alice nel Paese delle Meraviglie o della Piccola Fiammiferaia. L’intento dell’associazione, infatti, era quello di coinvolgere il più possibile la comunità.

Non troverete solo murales ma anche piccole installazioni, come la Spada nella Roccia, che consente di cimentarsi nel provare ad estrarla per diventare il re del borgo, e anche delle sculture, come Brontolo. Non dimenticatevi di strofinargli il naso per avere tanta fortuna! Per non perdere nessun murales, è possibile prendere, in qualsiasi esercizio commerciale del paese, la mappa del borgo. Se, inoltre, l’impresa dei fratelli Chiovelli vi è piaciuta, potrete lasciare una piccola donazione sotto il murale di Peter Pan, anche perché il progetto è in continua crescita.

Grazie a questo progetto di rivalutazione, il paese di Sant’Angelo è rinato. Gli abitanti hanno accettato e apprezzato la moderna idea della street art e, dopo un primo momento di impasse, ora sono numerose le famiglie che chiedono alle artiste di disegnare il volto dei loro bambini nelle opere. L’arrivo dei tanti visitatori appassionati di favole ha contribuito a far nascere nuove realtà economiche, il numero degli abitanti è aumentato e sono ripartiti gli antichi mestieri artigianali. 

Passeggiando tra i boschi di Sant'Angelo

Se la passeggiata nel paese non vi ha stancato e volete scoprire altri luoghi del viterbese, ci sono dei vecchi sentieri che collegano il borgo ai suoi vicini. Quello più famoso non poteva che essere il Sentiero dei Castelli e delle Fiabe che collega Sant’Angelo a Roccalvecce e a Celleno, il “borgo fantasma”. Altri comuni nelle vicinanze e degni di nota sono Graffignano e Civita di Bagnoregio, la famosissima “città che muore”. 

[foto copertina @Darek i Jola/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

 
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