È l'unica Pompei chirurgica d'Italia: nella casa del medico immortale 150 strumenti chirurgici che puoi vedere ancora oggi
La Domus del Chirurgo di Rimini è una miniera archeologica vivente, un luogo dove la medicina romana rivive ancora oggi
Nel cuore di Rimini, all’interno di Piazza Ferrari, si cela un tesoro sorprendente: la Domus del Chirurgo, un complesso archeologico unico al mondo che ha trasformato il centro storico in un vero e proprio laboratorio della storia antica. Questa residenza romana del II-III secolo d.C. è una narrazione sulla vita, la medicina militare e l’arte di vivere nell’antica Ariminum.
Una scoperta fortuita e un racconto che emerge dalle radici

La Domus del Chirurgo è stata riportata alla luce nel 1989, durante la sistemazione dei giardini in piazza Ferrari: radici di un albero portarono alla luce frammenti di mosaico e tracce di affresco su terreni ritenuti fin allora privi di interesse archeologico. Dopo indagini sistematiche e scavi, l’area di circa 700?m² è stata completamente edificata, dando vita a un percorso scenografico inaugurato nel dicembre 2007. La Domus occupa un’area trapezoidale di 30?m di larghezza per circa 21?m di profondità, ma comprende anche strutture sovrapposte: una residenza tardo antica (V-VI secolo) e una casa bizantina altomedievale. Camminando su passerelle sospese, si osservano ambienti come il triclinio contreletti, una taberna medica, un cubicolo, la stanza di Orfeo e un giardino-cortile dotato di fontana-ninfeo. Molti ambienti conservano pavimenti musivi di grande bellezza, realizzati in opus tessellatum e opus reticulatum. Nella taberna medica emerge il mosaico raffigurante Orfeo tra gli animali, con le pantere e cerbiatti incorniciati in un cerchio mistico. Gli affreschi sulle pareti, tipici dell’arte riminese, mostrano motivi vegetali, anime mitiche e paesaggi stilizzati.
Eutyches, il medico greco-militare proprietario della domus

Una delle scoperte più affascinanti riguarda il proprietario della casa, probabilmente Eutyches, un medico di cultura greca, forse militare, testimonianza di un graffito recante la dicitura Eutyches Homo Bonus. Al rinvenimento si associano vasetti con iscrizioni in greco, la mano votiva a Giove Dolicheno e un piede di statua raffigurante il filosofo Ermarco. La datazione delle monete rinvenute – l’ultima risale al 257-258 d.C. – ha permesso di collocare l’incendio distruttivo verso la metà del III secolo. Il ritrovamento più straordinario è un corredo chirurgico composto da circa 150 strumenti in bronzo e ferro, molti ancora nei loro astucci o rotoli di cuoio. Include bisturi, sonde, tenaglie odontoiatriche, leve ortopediche, untrapanoa braccio e il celebre Cucchiaio di Diocle, strumento usato per estrarre frecce conficcate nei tessuti. È la collezione più completa conosciuta al mondo di attrezzi medici antichi.
Sulle tracce della Rimini imperiale
La scoperta della Domus si inserisce nel patrimonio archeologico più ricco dell’Emilia-Romagna, frutto di campagne di scavo condotte dalla seconda metà del Novecento in poi. Rimini custodisce l’anfiteatro romano, l’Arco di Augusto, la Domus del Chirurgo e altri siti emblematici, che testimoniano la stratificazione di civiltà tra antichità e Medioevo.
L’area archeologica è ospitata da una struttura moderna completamente vetrata, che consente di osservare i resti dal livello stradale. Passerelle sospese conducono tra mosaici, mura, ambienti legati alla vita domestica e professionale. La visita dura circa un’ora; il biglietto costa circa 5?€, e spesso è incluso nel Museo della Città Luigi Tonini che conserva gli strumenti chirurgici originali e altri reperti. La Domus del Chirurgo è aperta tutto l’anno, chiusa il lunedì, con orari che variano tra stagione estiva e invernale.
