È tra le 30 spiagge più belle d'Italia: a Sorrento c'è la piscina naturale dove la potente regina incontrava i suoi amanti
Non è solo bellissima ma ha alle spalle anche una storia incredibile: cosa sapere sui Bagni della Regina Giovanna a Sorrento
Ci sono luoghi che non si dimenticano, che si imprimono nella memoria come un sogno vivido, capace di restare negli occhi per sempre. Tra le meraviglie della Costiera sorrentina, ce n’è uno in particolare che sembra scolpito dalla natura per ispirare poeti, sedurre regine e incantare viaggiatori: sono i Bagni della Regina Giovanna, un angolo nascosto e leggendario di Sorrento, dove il tempo si ferma e l’acqua ha il colore del mito.
- Bagni della Regina Giovanna: dove il mito incontra il mare più segreto di Sorrento
- Bagni della Regina Giovanna, anche archeologia vista mare
- Come arrivare ai Bagni della Regina Giovanna
Bagni della Regina Giovanna: dove il mito incontra il mare più segreto di Sorrento

Si apre come una gemma tra le rocce della punta del Capo, ed è molto più di una semplice insenatura. È una pozza naturale che comunica con il mare attraverso un arco di pietra, un bagno circolare e trasparente incorniciato da scogliere e macchia mediterranea.
Il nome evoca immediatamente un’aura di mistero. Chi era la Regina Giovanna? E perché questo posto porta il suo nome? La storia affonda nel XIV secolo e racconta di Giovanna d’Angiò, regina di Napoli dal 1343 al 1382. Una figura complessa e affascinante, discussa e spesso demonizzata dalle cronache del tempo, che la descrivono come una donna potente, sensuale e indipendente. Secondo la leggenda, la regina era solita rifugiarsi proprio in questo luogo, lontano dagli occhi della corte, per incontrare i suoi amanti e bagnarsi nelle acque cristalline, protetta dalla natura e dalla scogliera. Alcuni racconti popolari parlano addirittura di amori clandestini finiti tragicamente, con giovani cavalieri spintigiù dagli scogli dopo aver condiviso la notte con la regina. Una narrazione fosca, certo, ma che ha contribuito a costruire il fascino magnetico di questo luogo, sospeso tra realtà e immaginazione. Chi si avventura oggi fino ai Bagni della Regina Giovanna può in effetti facilmente capire perché proprio qui si siano concentrate storie di passione e segreti. La bellezza selvaggia e l’intimità naturale di questa piscina naturale creano un’atmosfera fuori dal tempo, perfetta per perdersi, per nuotare nel silenzio, per sentire il mare senza filtri.
Bagni della Regina Giovanna, anche archeologia vista mare
I Bagni della Regina Giovanna non sono solo natura e mito. A pochi passi dalla piscina si trovano i resti di una villa romana del I secolo a.C., probabilmente appartenuta a Pollio Felice, un ricco patrizio amico di Orazio e Virgilio. Questo sito archeologico, pur non essendo valorizzato quanto meriterebbe, è un tesoro storico e culturale di straordinario interesse. La villa si estendeva su più livelli e includeva ambienti residenziali, terme, cisterne e giardini affacciati direttamente sul mare. Le colonne, i pavimenti in cocciopesto, i frammenti di affreschi raccontano la raffinatezza dell’epoca e il desiderio, già allora, di costruire un rapporto intimo e privilegiato con il paesaggio. Pochi passi separano dunquel’antichità dalla natura incontaminata, in un continuo gioco di rimandi tra passato e presente.
Come arrivare ai Bagni della Regina Giovanna

Arrivare ai Bagni della Regina Giovanna è già un’esperienza in sé. Il percorso parte dal centro di Sorrento e si snoda tra stradine strette, uliveti, limoneti e antiche ville affacciate sul golfo. Dopo circa 30 minuti a piedi si arriva a Capo di Sorrento, e da lì si imbocca un sentiero in discesa che conduce alla scogliera. Il cammino, immerso nella macchia mediterranea, regala scorci indimenticabili: l’odore di erbe selvatiche, il canto delle cicale, il profilo del Vesuvio che si staglia all’orizzonte, il mare che luccica tra i rami. Tutto sembra orchestrato per preparare il viaggiatore a un incontro speciale. E quando finalmente si arriva in vista della piscina naturale, incorniciata da un arco roccioso che la separa dal mare aperto,si comprende che l’attesa è stata ripagata. I colori qui sono irreali: il verde smeraldo si fonde con il blu profondo, le rocce dorate si specchiano nell’acqua, i riflessi danzano sulla superficie. Nei giorni limpidi, si riesce a vedere il fondale con una chiarezza sorprendente, e nuotare in queste acque è come tuffarsi in un dipinto vivente.
