È una cittadina incantata ma custodisce un segreto davvero inquietante: si trova nelle Marche la città delle mummie d'Italia
Urbania è un borgo con un notevole patrimonio storico-artistico. Ecco una guida sulle sue bellezze
In provincia di Pesaro e Urbino, il comune di Urbania è incorniciato da sinuose colline. Luogo ideale per la partenza di escursioni e percorsi nella natura, Urbania ha tanto da offrire in una visita al suo centro storico. I punti di interesse, che raccontano la lunga storia locale, non mancheranno e arricchiranno l'esperienza visiva del visitatore.
Nota fino al 1636 con il nome di Casteldurante, la località cambiò in Urbania in onore di papa Urbano VIII dopo essere stata elevata a città e diocesi.
Nel borgo l'artigianato è un vero e proprio tesoro: Urbania ha infatti ricevuto la certificazione di "Città della Ceramica", in quanto il MISE ne ha riconosciuto una secolare tradizione nella lavorazione di questo materiale. Ma Urbania è anche chiamata la "Città delle ;ummie". Scopriamo perché e vediamo insieme che cosa vedere in una gita in compagnia di familiari e amici.
Palazzo Ducale, teatro Bramante, ponte del Riscatto e non solo: le bellezze storico-artistiche di Urbania
Arrivati a Urbania non potrà assolutamente mancare una visita al monumentale Palazzo Ducale, eretto a fine del XV secolo, sopra l'anteriore rocca dei Brancaleoni. Progettato dall'architetto Francesco di Giorgio Martino e di circa 6mila mq, l'edificio - dovuto alla committenza dei Montefeltro-Della Rovere - domina il fiume Metauro e il centro storico. La visita al Palazzo consente di scoprire una delle maggiori residenze dei duchi di Urbino, in cui si è svolta l'ultima fase della storia ducale con Francesco Maria II Della Rovere che abitò l'imponente edificio per circa cinquant'anni. Il territorio passò poi allo Stato della Chiesa.
L'architettura esterna mantiene la duplice identità di fortificazione e di palazzo-corte rispecchiando l'aspetto "combattente" della Signoria locale ma anche la elegante cultura cortigiana.
All'interno del Palazzo Ducale, al primo piano, troviamp il Museo Civico di Urbania, e in particolare nella sala delle carte geografiche, spiccano due rari globi del matematico, astronomo e cartografo fiammingo Gerhard Kremer (detto Gerardo Mercatore): la Sfera terrestre del 1541 e la Sfera celeste del 1551. Nell'edificio è presente anche una biblioteca con più di 40mila volumi e l'Archivio Storico.
Al piano terra vi sono gli spazi per l'accoglienza turistica come anche i laboratori di ceramica, la Galleria Montefeltro e le sale Paolo Volponi per convegni e incontri. Ma il Palazzo offre spazi di interesse anche nei sotterranei, grazie al Museo Demeoetnoantropologico di Storia dell'Agricoltura e dell'Artigianato.
Non solo. Urbania spicca anche per la bellezza architettonica del teatro Bramante, a tre ordini di palchi con loggione. La sua particolarità è l'essere stato realizzato sulle fondamenta di un'antica fortezza del '300 ma - nel 1726 - l'edificio fu integralmente rinnovata a opera dell'Accademia degli Acerbi che diede il progetto all'architetto parmigiano Pietro Abati.
Altri luoghi di interesse sono il Duomo di San Cristoforo, il principale luogo di culto locale, il ponte del Riscatto, legato alla leggenda del riscatto dei prigionieri cristiani dai saraceni, il Barco Ducale, la residenza estiva attigua ai luoghi di caccia dei duchi di Urbino, e il museo diocesano Lunardi, che conserva opere d'arte sacra e sculture di grande valore storico.
La Chiesa dei Morti, l'origine della sua particolarità
Nella Chiesa dei Morti di Urbania, già Cappella Cola fino al 1836 e ornata da un portale gotico, c'è una silenziosa cripta in cui 18 corpi mummificati dimorano da più di quattro secoli. E' il cimitero delle Mummie, noto per il fenomeno della mummificazione naturale, che richiama ogni anno migliaia di visitatori. Il luogo è noto in tutto il mondo ed è stato spesso oggetto di servizi giornalistici e televisivi.
La ragione dell'esposizione di questi cadaveri sta nel fatto che, nei primi anni del XIX secolo, dopo l'istituzine dei cimiteri extraurbani per volontà dell'editto napoleonico di Saint Cloud del 1804, i cimiteri furono spostati fuori dalle mura per motivi sanitari. Così molti cadaveri furono riesumati e trovati, sorprendentemente, in buono stato di conservazione. Di seguito furono i membri della Confraternita della Buona Morte a sistemare le 18 mummie così come è possibile osservarle oggi.
La visita guidata dura alla Chiesa dei Morti circa 25 minuti e comprende gruppi fino a 25 persone. Da notare che il biglietto include anche l'ingresso al museo diocesano Lunardi.
