È una delle migliori passeggiate sul mare d’Italia: la scogliera scolpita è unica nel suo genere, e non troverai altrove niente di simile
Con le sculture che la decorano difficilmente troverai altrove qualcosa di simile, una camminata davvero speciale
Chi arriva a Caorle per respirare il profumo di salsedine e lasciarsi cullare dal canto delle barche, scopre presto che il mare qui non è soltanto un orizzonte da contemplare: è un laboratorio creativo a cielo aperto. Sul lungomare che conduce al Santuario della Madonna dell’Angelo, i giganteschi massi di trachite euganea non si limitano a difendere la costa, ma raccontano storie scolpite a colpi di scalpello. È la Scogliera scolpita, ribattezzata Scogliera Viva: un simposio biennale che, dal 1992, trasforma la linea frangiflutti in un’esposizione permanente di oltre centotrenta sculture, modellate da artisti provenienti da ogni continente.
Origini scolpite nella trachite: al gesto di Sergio Longo al simposio internazionale

Tutto comincia nell’estate del 1992, quando lo scultore trevigiano Sergio Longo si presenta in riva al mare con martello e scalpello. Le onde gli fanno da colonna sonora mentre incide il viso severo di Nettuno e, poco dopo, la figura eterea di una ninfa. L’impatto di quelle prime forme, nate su pietra destinata a rimanere anonima, è dirompente: residenti e turisti affollano il lungomare, incuriositi da un’opera che pare sbocciata dalla roccia stessa.
L’amministrazione comunale fiuta il potenziale e, già l’anno seguente, istituisce un simposio di scultura che, da annuale, diventa ben presto biennale. Da allora, ogni due anni Caorle spalanca le porte a dieci, talvolta quindici artisti selezionati tramite bando internazionale. Lavorano en plein air per dieci giorni, tra il salmastro che impregna i ferri e la sabbia che si infila nelle tasche. Nascono così figure mitologiche, volti che sembrano cantare con il vento, animali marini e forme astratte che riflettono temi contemporanei: dalla tutela dell’ambiente al dialogo fra culture. A ogni edizione la scogliera si allunga idealmente di qualche metro, arricchendosi di nuovi tasselli – ad oggi se ne contano più di 130, alcuni così amati da diventarepuntifotografici iconici.
Una passeggiata d’arte tra onde, sculture e piccoli riti quotidiani

La passeggiata lungo la Scogliera scolpita inizia dal bianco Santuario della Madonna dell’Angelo: basta scendere i gradini e fissare lo sguardo sull’acqua per notare, un metro più in basso, i blocchi di trachite animati dalla luce. Il percorso si snoda per circa un chilometro lungo il Lungomare Petronia. Qui statuine di pochi centimetri convivono con bassorilievi alti quasi due metri; alcuni artisti hanno intagliato cavità dove l’acqua s’insinua, lasciando spruzzi di sale che, col tempo, velano la pietra di muschi e licheni. Il bello è che l’ingresso è gratuito e accessibile ventiquattr’ore su ventiquattro: i runner dell’alba passano accanto a busti greci, le famiglie in bicicletta contano i delfini scolpiti, le coppie tornano al tramonto perindovinarei riflessi rosa fra le fessure.
Se si visita Caorle durante il simposio – l’ultima edizione si è svolta dal 20 giugno al 1 luglio 2023, la prossima è attesa per l’estate 2025 – vale la pena fermarsi qualche minuto a osservare i maestri al lavoro: gli urti del martello riecheggiano, i turisti chiedono spiegazioni, i bambini osservano stupiti le scaglie di pietra volare come coriandoli. Non manca un piccolo rituale per i più curiosi: cercare il primo Nettuno di Longo, parzialmente levigato dalla salsedine, e passargli la mano sul tridente, gesto che – secondo i pescatori – porta fortuna prima di uscire in barca. A pochi passi, la ninfa originaria sembra guardare il mare con aria assorta: due custodi silenziosi, ancora protagonisti dopo oltre trent’anni di maree e mareggiate.
Un incontro fra tempo e creatività che non smette di stupire

La Scogliera scolpita di Caorle è la prova concreta di come l’arte, se abbraccia il paesaggio anziché sovrastarlo, riesca a parlarci con voce duratura. Le sculture mutano lentamente: si ricoprono di sale, cambiano colore, talvolta si incrinano; eppure continuano a raccontare l’energia di chi, in dieci giorni di polvere e fatica, ha fermato un’idea dentro la roccia. Visitare questo museo senza biglietto significa riscoprire un rapporto primordiale con la materia, con l’acqua che modella e il vento che scolpisce a sua volta.
Per chi cerca un’esperienza diversa dalla classica giornata in spiaggia, la passeggiata lungo la Scogliera Viva regala un itinerario culturale leggero ma profondissimo: un cammino in cui ogni masso, nato per sfidare le onde, diventa voce collettiva di artisti e comunità. E quando il sole tramonta dietro il campanile del borgo antico, accarezzando le statue di luci dorate, ci si rende conto che queste rocce non sono soltanto barriere, ma pagine viventi di un racconto che si rinnova a ogni mareggiata. Dopo trentatré anni, la prima carezza di Longo sulla trachite continua a propagarsi come un’eco tra le onde: una promessa di bellezza che, stagione dopo stagione, invita chiunque passi di qui a farsi scolpire, almeno per un istante, dallo stupore.
