È uno dei più grandi e importanti d’Europa: questo monastero siciliano è il tesoro UNESCO che non ti aspetti
Alla scoperta di uno dei luoghi più belli di Catania: il Monastero dei Benedettini è l’emblema del connubio tra tradizione, religione e architettura.
Catania è considerata lo scrigno del barocco siciliano, perché sono numerosi i luoghi e gli edifici costruiti secondo i canoni estetici di questo stile sofisticato e ricercato. Tra i monumenti di pregio, spicca il Monastero dei Benedettini, una delle testimonianze più belle della sovrapposizione delle influenze architettoniche che si sono succedute nelle varie epoche in Sicilia. Non a caso è stato annoverato nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO e, all’interno delle sue stanze, ha accolto gli uffici di numerose istituzioni civili, tra cui l’Osservatorio Astronomico, una caserma e tutt’ora è la sede della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. Il Monasteroèstatoprotagonistadeiprincipali accadimenti di questa città.
Monastero dei Benedettini di Catania: la testimonianza della tradizione barocca in Sicilia che sopravvive nei secoli

Il Monastero dei Benedettini di Catania fu edificato nel 1558 e la sua principale caratteristica è quella di aver resistito alle numerose calamità naturali che hanno sconvolto la città. Più volte restaurato e ricostruito, racchiude una serie di stili architettonici differenti. La struttura originaria aveva una forma quadrata e racchiudeva un chiostro detto “dei Marmi”, conosciuto anche come Chiostro di Ponente, per la presenza del colonnato in marmo di Carrara. Al centro era situata una fontana quadrilobata, con dei decori rinascimentali.
Dopo la feroce eruzione dell’Etna del 1669, la chiesa accanto al monastero fu distrutta e ricostruita nel 1687. Nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 1693, invece, Catania fu devastata da un violentissimo terremoto (per gli esperti di magnitudo 7,7 della Scala Richter), che rase al suolo quasi l’intera Val di Noto. Del Monastero sopravvissero solo il piano interrato, una parte del primo piano e 14 colonne del chiostro. La seconda ricostruzione iniziò nel 1702, quando fu rinnovato il Chiostro dei Marmi o di Ponente e aggiunti il Chiostro di Levante, il giardino, il Caffeaos in stile eclettico, le zone destinate alla vita collettiva dei monaci (biblioteca, cucine, refettori), i due giardini pensili, l’Orto Botanico e il giardinodeiNovizi.All’edificio,poi,venne affiancata la Chiesa di San Nicolò l’Arena.
Ai lavori parteciparono maestranze provenienti da tutte le province e i migliori architetti siciliani, come Battaglia, Battaglia Santangelo, Palazzotto, Ittar. Tra di essi ci fu anche Giovan Battista Vaccarini, che ideò le Cucine, il Refettorio grande e la Biblioteca. L’architetto visse a Roma ed ebbe la fortuna di studiare con i migliori insegnanti, come Fontana e De Sanctis e, nelle sue creazioni, si ispirò a Bernini e Borromini. Al termine di questi lavori, il Monastero diventò ben presto uno dei più importanti d’Europa e attrasse benedettini provenienti da tutto il mondo.
Consigli per la visita al monastero

Il complesso può essere visitato tutti i giorni, dalle ore 10 alle 18. Poiché attualmente è sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, negli orari di apertura della facoltà, l’ingresso è libero ma si possono visitare solo gli spazi riservati agli studenti. Le visite guidate hanno un costo di 10 euro e sono previste riduzioni per studenti, over 65, tesserati FAI e Touring Club, disabili e accompagnatori. Per tutte le informazioni sui prezzi e le prenotazioni delle visite guidate, consulta il sito.
