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Fagagna, il paese delle favole a un passo da Udine   

Un borgo gioiello dove volano le cicogne e corrono gli asini

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Il nome Fagagna trae origine dal latino “fagus” che significa “faggio”, in riferimento ai boschi che ricoprivano questo territorio del Friuli Venezia Giulia a cavallo tra le montagne e il mare. La zona, oggi situata nella provincia di Udine, era già abitata al tempo dei Romani, e le prime testimonianze del borgo risalgono al I sec. d.C., complice la vicinanza alla strada che collegava Iulia Concordia alla Mansio Ad Silanos, l'odierna Artegna.Fagagnavanta un antico passato, e il mirabile Castello di Villalta è la testimonianza più significativa nonché simbolo del centro. L’imponente struttura che troneggia l’abitato e la pianura viene considerata il più importante maniero medievale del Friuli Venezia Giulia, un tempo dominio del patriarca d’Aquileia, conquistato col tradimento da Ezzelino da Romano, signore di Treviso. Venne edificato nella prima metà del secolo (il primo documento che lo cita risale al 1158) come parte di una linea fortificata di difesa che spuntava sulle alture che fronteggiano la pianura, creata contro le scorrerie degli Ungari. Ai suoipiedi,sorsero i primi nuclei abitativi, il borgo Paludo e quello di Pic, a cui si aggiunsero altre cinque borgate che nei secoli si compattarono formando un unico abitato.  

Oggigiorno a Fagagna si respira ancora l’atmosfera di un tempo, ed è proprio questo il suo fascino, un vero e proprio spettacolo in occasione della sagra settembrina che inscena il suggestivo palio, durante il quale quattro asini appartenenti ai borghi di Fagagna, Centro, Paludo, Pic e Riolo, si sfidano in una corsa sfrenata. Una grande festa dove non mancano i banchetti ricolmi di primizie della stagione e di piatti della buona tradizione contadina friulana, che omaggia gli insaccati locali: un trionfo di salumi e portate insaporite dall’immancabile carne di maiale, con la quale si prepara anche uncondimentospeciale, il Pestât, preparato con il lardo e le verdure.  

E poi Fagagna è la sua natura, vegliata dalle cicogne bianche, a tutti gli effetti abitanti del borgo, reintrodotte sul territorio grazie ad un progetto virtuoso. Queste protagoniste vengono considerate come “architetti del paesaggio” che impreziosiscono i camini o i pali della luce con i loro inconfondibili nidi. La bella convivenza è stata resa possibile dall’Oasi avifaunistica dei Quadris, che si occupa di salvaguardare anche altre specie come l'Ibis eremita e i Cavalli konik, un ambiente dolce e verdissimo da non perdere, l’ennesimo luogo che rende Fagagna una realtà più bella di una favola.  

Cosa vedere a Fagagna 

Il Castello di Villalta 

Fagagna, il paese delle favole a un passo da Udine
Castello di Villalta. Foto di Ulderica Da Pozzo

La storia del Castello sta nelle radici delle fondamenta romane. Il documento più antico che lo riguarda risale al 1158, e nei secoli successivi, venne assediato, distrutto e ricostruito più volte vivendo tanti capitoli che descrivono una significativa resilienza e che lo resero il più maestoso castello della regione. Nel 1500 venne effettuato il più importante ampliamento strutturale, raggiungendo la massima espressione architettonica che tutt’oggi lo caratterizza. La doppia cinta muraria, i camminamenti di ronda, il ponte levatoio, le torri di difesa e i pittoreschi cortili interni sono inoltre testimonianze della passata grandezza e importanza strategica del castello, per secoli proprietà dei Signori di Villalta-Caporiacco e dei Conti della Torre,famiglianobile e prestigiosa nel Patriarcato di Aquileia, a cui diede ben tre Patriarchi. 

Nei secoli, il maniero divenne anche un rifugio sicuro per le truppe, soprattutto in epoca napoleonica, e dopo la disfatta di Caporetto quando il Castello vide l’insediamento di un comando austro-ungarico all'interno delle sue mura. La posizione strategica, abbarbicato com’è sul punto più alto del borgo con una visuale privilegiata sulla pianura friulana, fu una prerogativa militare nei secoli, oggi è invece un’esclusività che incanta i turisti e che rende il castello una tappa immancabile. 

Le dimore storiche e il museo 

Fagagna, il paese delle favole a un passo da Udine
Casaforte La Brunelde. Foto di Alessandro Michelazzi

Ad un passo dal borgo di Fagagna, spuntano due cammei da non perdere, architetture come scrigni della storia e di un elegante abitare, impreziositi da affreschi e giardini come eden. La prima è la bellissima Casaforte Brunelde dei conti d’Arcano, che tuttora la abitano e aprono le sue porte per condividere bellezza. Dagli archivi, questa dimora venne citata già nel 1208, ed oggi conserva quel fascino medievale celato nel raffinato stile cinquecentesco. Le camere affrescate rievocano antichi fasti, l’antica cucina, con il grande focolare e il girarrosto a peso di metà ‘500, è un inno all’operosità del tempo, e poi la “sala rossa”,il“saloncino”, la “caminata” trecentesca con gli scacchi bianchi e rossi regalano un viaggio tra le epoche rivelando il gusto prezioso per i dettagli. Aspetto curioso è quello di conoscere le funzioni delle aree più modeste, come quella del granaio di epoca medievale, che fungeva da sala de la justitia, ovvero il tribunale del borgo. 

Casa Asquini è un altro gioiello. Anche questa residenza storica è abitata, e qui risiedono i conti Asquini che hanno valorizzato al meglio la struttura dopo un lungo e appassionato restauro. Il nucleo più antico risale al ‘500, il resto è un almanacco del passato con angoli che racchiudono tutto il significato dell’abitare di un tempo, come il caratteristico “fogolâr”, o la biblioteca e l'importante archivio familiare che custodiscono il sapere di generazioni. La settecentesca cappella privata offre un intimo raccoglimento mentre gli ampi spazi del giardino invitano ad una passeggiata per riscoprire i ritmi lenti e tutto il piacere di un tuffo nella natura. Casa Asquini è visitabile solo inoccasionedel Festival delle dimore storiche del Friuli Venezia Giulia. 

Per respirare ed approfondire la vita e il passato di Fagagna, da non perdere il Museo Cjase Cocèl di Fagagna, il quale propone un vero e proprio viaggio nel tempo. Un’esperienza immersiva all’interno di un’antica casa rurale chiamata in questo modo in quanto abitata a lungo dalla famiglia Chiarvesio soprannominata “Cocèl”. Tra i suoi muri si racchiude tutto il sapere della vita contadina tra Ottocento e metà Novecento. Una visita consente di svelare come veniva strutturato il lavoro quotidiano nei campi e qual era la realtà quotidiana della gente di campagna, uno spaccato di vita locale immersivaedistruttiva.  

L’oasi e le scampagnate nei dintorni 

L’Oasi dei Quadris 

Fagnana è un gioiello culturale ma allo stesso tempo un luogo in stretta connessione con l’ambiente che lo circonda, la flora e la fauna. L’Oasi avifaunistica dei Quadris è uno spazio naturalistico nato con lo scopo di recuperare le tipicità ambientali del territorio e tutelare quelle più a rischio. Qui è nato il progetto di reintroduzione della cicogna bianca, la bella inquilina che sorvola il borgo e nidifica negli angoli più impensabili, e della conservazionedell’Ibis eremita, un’altra specie endemica che necessita di attente tutele per prosperare. Un vero e proprio eden virtuoso, molto frequentato dalle famiglie e dalle scolaresche, un paradiso naturale dove trascorrere qualche ora nella natura in un ambiente dal fascino selvaggio ma allo stesso tempo molto sereno.  

I percorsi in bicicletta e le pause di gusto 

Fagagna è inoltre un punto di partenza perfetto per esplorare il territorio collinare in provincia di Udine, soprattutto, in bicicletta. È possibile seguire su due ruote l’incantevole Anello dei Castelli, quasi 26 chilometri che partono da San Daniele del Friuli e raggiungono i Castelli di Arcano e Fagagna. Il percorso non intercetta solo antichi manieri ma anche importanti testimonianze della storia, come il forte di Col Roncone, costruito poco prima dell'inizio della Prima Guerra Mondiale. L’itinerario attraversa i paesi di Battaglia, Madrisio, Pozzalis e Rive d'Arcano, fino a ricongiungersi al percorso della ciclovia del Tagliamento (FVG6) a Villanova, e rientrare aSanDaniele. 

Un altro percorso da appuntare è il più ampio Anello dei castelli medievali, un itinerario che conta più di 61 chilometri e attraversa l’ampia regione delle colline moreniche situata a nord-ovest di Udine, un andare poetico che collezione scorci e paesaggi unici. Partenza dal capoluogo di provincia e si risale lungo la ciclovia Alpe Adria (FVG1) fino alla località di Vendoglio, per poi fare tappa a Fagagna. Si passa vicino al Castello di Moruzzo e si entra a Santa Margherita del Gruagno, piccolo borgo fortificato, per poi rientrare a Udine lungo la ciclovia FVG1.  

Pedalare si sa, stimola l’appetito, e le occasioni per fare tappa in qualche osteria tipica, non mancano. La gastronomia del territorio è autentica e genuina e offre piatti tipici come la brovada, il muset e le salsicce, solo per citare la triade del menù di carne. Ma a Fagagna merita un assaggio l’omonimo formaggio tipico e tutti i gustosi insaccati, così il fiore all’occhiello conosciuto nel mondo, il prosciutto del vicino paese di San Daniele. Il tutto da accompagnare con la polenta e con l’immancabile Pestât, l’eccellenza di Fagagna. Si tratta di un condimento del tutto peculiare pensato per conservare nel lardo di suino i profumi e i sapori delle erbe e delle verdure degli orti nel periodo autunnale. Il Pestât si produce nel periodo della macellazione del maiale, ancora a livello familiare e da pochissimi macellai, per questa ragioneèconsiderato un presidio Slow Food, nonché delizia del territorio.  

Per conoscere al meglio Fagagna e approcciare l’esplorazione del borgo e dei suoi dintorni, è possibile rivolgersi allo I.A.T. di Fagagna in Piazza Unità d’Italia 3. 

 
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