Fallimento Thomas Cook, dalla Grecia all'Europa del Nord: uno tsunami sul turismo mondiale
Tutto quello che c'è da sapere sul "caso" dell'anno nel mondo dei viaggi
Il fallimento del tour operator inglese Thomas Cook figura tra le notizie principali del giorno. Sono oltre 600 mila i viaggiatori che si trovano in difficoltà, dopo l'annuncio da parte dell'amministratore delegato Peter Fankhauser. Presentatosi di fronte ai giornalisti, l'ad ha espresso il proprio rammarico per il drammatico epilogo della vicenda, dopo che per mesi si è cercato un accordo in grado di salvare la società. I tavoli di confronto con il Governo britannico si sono però conclusi con un nulla di fatto, portando lo storico tour operator a dichiarare bancarotta.
Oltre 150 mila viaggiatori del Regno Unito coinvolti
I maggiori disagi del fallimento di Thomas Cook sono caduti sulle spalle dei turisti inglesi. Secondo le prime stime, a rimanere coinvolti sono stati oltre 150 mila cittadini inglesi, i quali si trovavano in giro per il mondo quando l'amministratore delegato della compagnia ha annunciato in pubblico la fine dell'azienda. Per il loro rimpatrio, l'esecutivo guidato da Boris Johnson ha organizzato il più grande rimpatrio dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a oggi. Si è infatti reso necessario il noleggio di 40 voli charter per il trasporto di tutte le persone rimaste a terra.
Germania seconda nazione più colpita
Con 140 mila viaggiatori coinvolti, la Germania è la seconda nazione più colpita dopo il Regno Unito. A differenza dell'Inghilterra però, il governo tedesco non ha adottato un meccanismo di rimpatrio simile, in quanto per legge è il tour operator che in caso di fallimento deve rimborsare e riportare nel loro Paese i clienti. Al momento, le operazioni di rimpatrio sono gestite dalla compagnia aerea Condor, controllata tedesca del tour operator Thomas Cook, che ha la propria sede presso la città di Francoforte. Nel caso specifico, da Berlino si sta valutando se accettare o meno la richiesta di prestito d'emergenza lanciata dalla società aerea Condor in queste ultime ore. Ad oggi, la compagnia non accetta più clienti del tour operator britannico sui suoi voli d'andata.
La situazione nel resto d'Europa
Allarme in Bulgaria, con cui Thomas Cook vantava fino a pochi giorni fa una stretta collaborazione, garantendo la presenza di circa 300 mila turisti all'anno fra cittadini tedeschi e inglesi. Situazione critica anche in Grecia, dove sono in attesa di rimpatrio oltre 50 mila persone, a cui si aggiungono i 15 mila rimasti a Cipro. Pagano dazio anche i Paesi dell'Europa del Nord, per cui si contano 35 mila viaggiatori interessati. Sono invece circa 40 mila le persone da rimpatriare tra Belgio, Olanda e Turchia.
Verifiche in corso in Italia
In Italia il tour operator britannico non vanta lo stesso appeal che ha in altre nazioni europee, su tutte Germania e Bulgaria. Gli ultimi aggiornamenti parlano di verifiche in corso da parte delle autorità italiane per accertare la presenza o meno di connazionali rimasti in qualche scalo aeroportuale in giro per il mondo dopo il fallimento della società britannica.
