Franco Battiato, i luoghi delle canzoni di un artista leggendario
Il maestro catanese ci ha lasciati a 76 anni. Una vita di ingegno musicale e poesia in musica che ha attraversato confini, epoche e aperto gli occhi a culture lontane
Con la morte di Franco Battiato, scomparso oggi all’età di 76 anni dopo una lunga malattia della quale si sono avute solo pochissime notizie, l’Italia e il mondo perdono un geniale interprete della musica e non solo. Un uomo la cui cultura e passione per la cultura si è espressa in decenni di capolavori, raccontati ancor prima che cantati con una voce calda e accogliente, tipica di chi alle urla preferisce anteporre la pienezza di una frase ben pronunciata.
Finissimo interprete de La Cura, forse il suo capolavoro più celebre e apprezzato, Battiato era nato a Ionia, un comune che oggi non esiste più a poca distanza dall’Etna il 23 marzo 1945. Protagonista della musica italiana tra gli anni Settanta e Ottanta, è riuscito a interpretare generi, stili e ambientazioni spesso contrastanti tra di loro, dando però a ognuna delle sue canzoni una cifra stilistica e filosofica difficilmente replicabile nel panorama nazionale e internazionale.
Appassionato di meditazione e della spiritualità orientale, con i suoi 42 album (30 registrati in studio, 8 live e quattro di colonne sonore), il maestro era stato anche brevemente impegnato, tra il 2012 e il 2013, nella politica della sua Sicilia, come assessore regionale al Turismo. Del resto lui era del mondo un conoscitore attento, capace di inserire all’interno dei suoi testi luoghi apparentemente sperduti e lontani. Un viaggiatore delle sette note, che ci ha fatto conoscere l’India dei mercanti, il Kurdistan del condottiero Mustafa Barzani, le danzatrici di Bali e la lontanissima Elephant Island, non lontano dall’Antartide.
Proprio alle destinazioni citate nelle sue canzoni è dedicato il sito Mappiato.it, dal quale abbiamo raccolto qualche ispirazione per rivivere i luoghi di Battiato, tappe di un viaggio durato quasi mezzo secolo che oggi risuona ancora più forte, ma che rimarrà indelebile nel tempo. Arrivederci, grande Franco.
Tennessee – La Cura
L’abbiamo detto: La Cura è in assoluto la canzone che rappresenta la quintessenza del pensiero artistico di Franco Battiato. In questo successo del 1996, contenuto nell’album L’imboscata, l’artista siciliano canta “vagavo per i campi del Tennessee, come vi ero arrivato chissà”. Questo stato USA è celebre per la sua tradizione nella musica country, avendo dato i natali a decine di artisti che si sono specializzati nel genere. Da scoprire la sua città principale, Nashville, un vero e proprio museo della musica a cielo aperto.
Bretagna – Centro di gravità permanente
È un vero e proprio trattato di geografia, nonché una canzone che almeno una volta nella vita abbiamo canticchiato tutti sotto la doccia o sul tragitto verso il lavoro. In Centro di gravità permanente Battiato nomina più e più volte richiami geografici europei e asiatici, dalla vecchia bretone ai furbi contrabbandieri macedoni, fino alle strade di Pechino e i cori russi. La Bretagna, in particolare, è una regione del nord della Francia caratterizzata dalla bellezza dei paesaggi marittimi e da un profondo background culturale che fa di questa parte dell’Hexagon quasi uno stato a sé stante.
Prospettiva Nevskij
Un po’ come Via del Corso per Roma, anche San Pietroburgo ha la sua strada più famosa: è Prospettiva Nevskij, letteralmente il Corso della Neva. Quattro chilometri e cinquecento metri che partono da Piazza del Palazzo e arrivano al Monastero di Aleksandr Nevskij. La strada fu realizzata a inizio Settecento su volontà di Pietro il Grande, che voleva un collegamento monumentale tra l’allora capitale della Russia zarista e Mosca, che lo sarebbe diventata solo dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917. La canzone dedicatagli da Franco Battiato risale al 1980, contenuta nell’album Patriots, ma ne è celebre anche la reinterpretazione di Alice e dei Bluvertigo.
Bali – Voglio vederti danzare
È l’isola indonesiana più famosa, più frequentata e più amata dai turisti. La abbiamo scoperta solo nell’ultimo decennio, ma per Battiato non era certo una novità. La sua celebre Voglio vederti danzare del 1982, presente nel disco L’arca di Noé e ripubblicata sia in spagnolo che in inglese, racchiude al suo interno le immagini delle zingare del deserto che indossano “candelabri in testa”, così come la raffigurazione delle balinesi nei giorni di festa. I costumi delle giornate di festa delle donne di Bali sono dei veri e propri capolavori dell’arte, con enormi copricapi dorati e stoffe cangianti che rappresentano tutto il bello di un’isola cantata nel successo indimenticato
