Luigi e Dani di Gayly Planet, il turismo LGBTQ alla prova delle trasformazioni sociali contemporanee
Le interviste On è il nuovo format di PaesiOnLine per parlare di turismo oltre i soliti schemi. Abbiamo incontrato Luigi e Dani di Gayly Planet, veri e propri guru dei viaggi LGBTQ , con i quali riflettiamo – anche - sulle “speranze per il futuro”
Parlare di turismo è facile, farlo di diritti umani certamente meno. Ancora oggi nel mondo sono decine le realtà nazionali dove la comunità LGBTQ è sottoposta a vessazioni, leggi e punizioni inique che impediscono a due uomini o due donne di esprimere liberamente il loro io. Si sente spesso dire che “le cose stanno cambiando”, e per certi versi è così.
Perché considerare come eccezionale quello che dovrebbe essere normale, come l’amore? Perché imporre a qualcuno di nascondere la propria identità, nell’ordinarietà e nella straordinarietà dei momenti della vita?
Anche nei viaggi, la voce della nostra comunità si fa sentire: per voglia, per necessità o per cercare un punto di riferimento? Lo abbiamo chiesto a Luigi e Dani di Gayly Planet, che hanno creato nel 2017 uno dei blog di riferimento per il turismo LGBTQ In Italia. Insieme, ci siamo concessi un viaggio ideale tra località, pensieri e riflessioni. Un incontro che ci inorgoglisce e che si inserisce nel nostro progetto de Le Interviste On, per parlare di turismo in modi e con persone nuove.
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Luigi e Dani, come mai avete deciso di raccontare il mondo dei viaggi LGBTQ ?
Gayly Planet è nato durante un lungo viaggio a Gran Canaria, il primo in quelle che poi sono diventate per noi una certezza: le Isole Canarie. Eravamo a Maspalomas, una vacanza poco prima del nostro matrimonio, e una volta lì abbiamo scoperto che la città è una delle destinazioni più friendly d’Europa e una vera e propria mecca del turismo LGBTQ .
Ci siamo guardati un po’ sorpresi, perché non avevamo letto in nessuna guida quanto questo turismo fosse così importante qui. Abbiamo subito pensato che ci volesse una Gayly Planet, una guida che potesse raccontare tutti i luoghi dal punto di vista LGBTQ per fare in modo che altri viaggiatori come noi fossero in grado di trovare informazioni sempre aggiornate e puntuali. Non solo per quanto riguarda i locali o per la vita notturna, ma anche attività culturali e informazioni pratiche su come viaggiare in modo sicuro in quei paesi in cui per la comunità LGBTQ esistono pene severissime.
Il nostro blog dal 2017 e in pochissimo tempo è diventato il blog di viaggi LGBTQ più letto in Italia e ogni anno oltre 2 milioni di persone consultano le nostre guide in cerca di informazioni per i loro viaggi.
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C'è un ricordo di viaggio particolare al quale associate una "speranza per il futuro"?
In ognuno dei nostri viaggi cerchiamo di essere il più sostenibili possibile e questo aspetto per noi è fondamentale se pensiamo al futuro, non solo del nostro pianeta ma anche del settore turistico.
Questi due anni ci hanno permesso di fermarci e capire profondamente il senso del viaggio, di avvicinarci ancora di più a un turismo meno mordi e fuggi e più immersivo nella cultura locale di un luogo.
Fra i ricordi di viaggio che associamo proprio a “speranza per il futuro” mettiamo al primo posto l’esperienza fatta insieme ad una famiglia della comunità Karen nel nord della Thailandia. Una comunità che vive completamente immersa nella giungla di Chiang Mai insieme ai propri elefanti: vivere con loro, con tempi che non sono decisi da un orologio ma dalla natura e dagli elefanti è stata un’esperienza incredibile. Tra l’altro questa è un’esperienza molto accessibile e facile da prenotare, proprio a dimostrare che vivere dei momenti incredibili e unici in viaggio è sempre possibile, ma bisogna volerlo.
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In quale città (in Italia, in Europa o nel mondo) vi siete sentiti più voi stessi?
Amiamo tantissimo viaggiare e in ogni posto che visitiamo ci sono alcuni luoghi che più di altri sentiamo nostri. In Italia ci piace perderci in ogni paesino della Basilicata, in Europa amiamo Berlino ma anche il paesaggio lunare di Lanzarote mentre se pensiamo a destinazioni nel mondo in cui ci sentiamo più noi stessi sicuramente ci sono Bangkok e Osaka.
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