6 giardini storici da visitare in primavera
Dove passeggiare nella natura e nella storia con l’arrivo della bella stagione
Aria pulita, profumo di fiori e colori che tornano a esplodere: prepariamoci all’arrivo della primavera che lascia il passo al lungo letargo. E qual è la prima cosa che vi viene voglia di fare?
Semplice, immergersi nella natura e respirare a pieni polmoni. Iniziano a riempirsi i parchi cittadini ma, per chi non vuole rinunciare alla bellezza retrò, il nostro Belpaese custodisce decine e decine di giardini storici che sono delle vere e proprie perle da scoprire: commissionati da nobili, frequentati da principesse o artisti, nascondono un tripudio di arte e natura. Ecco i più spettacolari.
I Giardini di Sissi, a Merano l’anfiteatro dei fiori amati dall’imperatrice

Tra le splendide e gettonate montagne del Trentino-Alto Adige si nasconde un paradiso naturale di una bellezza disarmante. Penserete di sognare passeggiando tra quasi trecentomila tipologie di fiori diversi, dai tulipani ai narcisi fino ai giacinti di colori e profumi estasianti, una delle passioni dell’imperatrice Sissi che nel Castello Trauttmansdorff di Merano era solita soggiornare durante l’inverno. Dopotutto la cittadina termale di Merano divenne, fin dall’Ottocento, meta di turisti provenienti da tutta Europa che qui si rigeneravano per il clima e la natura predominante.
I Giardini di Castel Trauttmansdorff contano una superficie di dodici ettari che prende la forma di un anfiteatro dove è la natura a dare spettacolo alternando paesaggi mediterranei ed esotici (con ottanta ambienti botanici che ospitano specie di tutto il mondo) a panorami spettacolari sulle montagne. Un mix di natura, arte e cultura con al centro il castello, un tempo residenza dell’imperatore Francesco Giuseppe e di sua moglie, oggi sede di un ristorante e un punto turistico-museale.
Il giardino dell’Isola Bella, l’elegante bomboniera sul Lago Maggiore

Il Piemonte non è solo Langhe o cime innevate ma vanta delle perle di indubbia bellezza. Tra queste ci sono le isole Borromee e, in particolare, l’isola Bella con i suoi trecento metri di lunghezza quasi del tutto occupati dal giardino all’italiana del Palazzo Borromeo.
L’edificio dell’omonima famiglia risale al Seicento e il giardino che lo circonda è un tipico esempio di progetto barocco pensato come un vascello che si staglia nelle acque del Lago Maggiore. Il monumento principale del giardino è il Teatro Massimo ma non mancano statue (quella dell’unicorno è il simbolo della famiglia Borromeo), obelischi e svariate fontane, il tutto distribuito su dieci livelli di terrazzamenti adornati da fiori e piante rare: c’è il parterre delle azalee, i muri di rose che esplodono a maggio come gli oleandri a giugno, periodo più bello per godersi il giardino dell’Isola Bella. Tra i più suggestivi c’è l’angolo del Giardino d’Amore le cui siepi disegnano un ricamo visibile dall’alto.
Villa Durazzo Pallavicini, uno dei parchi più belli d’Italia è in Liguria

Uno dei più prestigiosi esempi di giardino storico italiano ed europeo si trova a Genova ed è il Parco Durazzo Pallavicini di Pegli costruito nel 1846. A volerlo fu il marchese Ignazio Alessandro Pallavicini per omaggiare la nobildonna Clelia Durazzo, a realizzarlo fu l’architetto Michele Canzio. Il parco ligure – premiato nel 2017 come il più bello d’Italia – conta otto ettari di collina in cui ci si immerge non soltanto per respirare la bellezza naturale ma anche per meditare ed arricchirsi culturalmente. Non a caso l’itinerario è organizzato come uno spettacolo teatrale con tanto di prologo, antefatto e tre atti composti da quattro scene; ogni scena si sussegue tra laghi, cascate, giochi d’acqua, piante rare e scorci scenografici che vi faranno credere di essere in un posto magico e infinito. E così tra una camelia e un pino marittimo vi appariranno di fronte all’improvviso architetture classiche e gotiche per un salto nel tempo che vi stupirà.
Villa Medicea di Castello, a Firenze la splendida residenza di campagna dei Medici

Tra le colline toscane nei pressi del capoluogo fiorentino c’è un luogo che sembra essersi fermato nel tempo. Si tratta della Villa Medicea di Castello – o Villa Reale – una delle più antiche residenze di campagna della prestigiosa famiglia dei Medici costruita nel 1477 (fu la preferita di Cosimo I). Per capire la portata storica di questo luogo basti solo sapere che per questa villa Botticelli dipinse ‘La Nascita di Venere’ e ‘La Primavera’, opere che solo successivamente furono trasferite agli Uffizi.
Oggi non è soltanto Patrimonio dell’Unesco ma anche sede dell’Accademia della Crusca e quindi visitabile raramente. Per fortuna il giardino all’italiana datato 1538 è sempre aperto al pubblico ed è uno spettacolo d’altri tempi pieno di opere nascoste: vedi la Fontana di Ercole e Anteo o la Grotta degli Animali o del Diluvio entrambe del Tribolo. Non mancano le rarità vegetali come la collezione di agrumi con cinquecento specie uniche al mondo ed esemplari di oltre trecento anni, o anche la zona delle erbe officinali con il raro gelsomino indiano di Goa.
Villa Lante, a Bagnaia il manierismo diventa giardino

A Bagnaia, a pochi chilometri da Viterbo, c’è un gioiello storico famoso anche oltre i confini del Lazio. Si chiama Villa Lante della Rovere - e già il nome ricorda fasti nobili e virtuosi – ed è un esempio spettacolare di giardino manierista all’italiana datato Cinquecento. Un parco enorme progettato da Jacopo Barozzi da Vignola e commissionato dal cardinale Gambara con un percorso fatto di fontane, cascate e giochi d’acqua, siepi curatissime e labirinti tipici di quel tempo che regalano effetti sorpresa ad ogni angolo.
Protagoniste indiscusse qui sono le fontane, predisposte su cinque livelli di terrazzamenti, con flussi sgorganti e continui: bellissime la Fontana del Quadrato con la scultura di Taddeo Landini, la Fontana dei Lumini con ben settanta getti d’acqua e la Fontana della Tavola chiamata così perché qui il cardinale era solito tenere i suoi pranzi d’estate.
Una chicca curiosa di Villa Lante è la ‘ghiacciaia’, una struttura sotterranea a forma di cilindro che veniva riempita di neve per poi rinfrescare le bevande e i gelati del godurioso cardinal Peretti-Montalto, altro residente prestigioso del parco.
Ad Agrigento da non perdere il Giardino della Kolymbethra

Tra profumi di zagara e gelsomino e la vallata storica agrigentina c’è un gioiello archeologico e naturalistico che racconta tutto della Sicilia in una storia di sapori e colori lunga secoli. Gli agrumi sono uno dei simboli della Trinacria e nel Giardino della Kolymbethra non possono certo mancare insieme ai mandorli, gli ulivi, i pistacchi e i fichi d’india, altre ricchezze gastronomiche di questa terra.
Risalente al V secolo a.C., questo giardino siculo si trova tra il tempio dei Dioscuri e quello di Vulcano, nato a seguito della realizzazione dell’acquedotto Feace utile ad irrigare tutta la valle. Il giardino di Agrigento fu una delle mete principali del Grand Tour tra il XIX e il XX secolo, oltre all’itinerario botanico tra agrumi e piante tipiche della macchia mediterranea non dimenticate di visitare gli antichi ipogei.
