Giulio Ielardi, il 'camminatore seriale' che ha ripercorso la Via Appia a piedi da Roma a Brindisi
Un’esperienza lunga 600 chilometri che un fotografo ha deciso di fare per mettersi alla prova con un “cammino” alternativo
l turismo dei cammini unisce la tensione spirituale presente in molti di noi con la volontà di compiere un’esperienza di viaggio non convenzionale. Dipendentemente dal tempo a disposizione e dalla preparazione fisica, infatti, è possibile realizzare piccoli tour di qualche giorno o vere e proprie maratone che mettono a dura prova la nostra resistenza.
In quale di queste due categorie rientra l’esperienza di Giulio Ielardi? Abbiamo deciso di intervistare il fotografo che ha deciso di affrontare il percorso storico della Via Appia, la Regina Viarum che i romani realizzarono per collegare Roma a Capua, proseguendo fino a Brindisi, allora uno degli ultimi avamposti dell’Italia continentale prima delle province balcaniche.
Quella di Giulio, fotografo e appassionato di viaggi, è un’avventura che ha richiesto una certa preparazione - fisica sì, ma anche mentale e culturale - e dimostra che con la dovuta organizzazione si è capaci anche di superare ostacoli apparentemente insormontabili.
Abbiamo intervistato Giulio Ielardi per chiedergli qualcosa in più sul suo viaggio lungo la Via Appia, ma anche quali sono stati i luoghi che più lo hanno stupito durante il lungo percorso dalla Capitale all’estremo oriente d’Italia.
Chi è Giulio, e perché ha deciso di percorrere a piedi il percorso dell'Appia?
Sono un fotografo e da sempre sono appassionato di libri e di viaggi. Dopo aver letto "Appia" di Paolo Rumiz, col racconto di quel lungo cammino di oltre seicento chilometri a piedi da Roma a Brindisi, ho deciso di partire anche io. Mi ci sono voluti qualche anno e il presentarsi delle condizioni ideali, ma ce l'ho fatta.
I cammini sono sempre più popolari tra i turisti. Qual è stata la tua esperienza in questo senso, soprattutto sui posti dove dormire?
L'Appia non è il Cammino di Santiago e io l'ho scelta anche per questo. Non volevo un cammino rodato e super frequentato, ma un po' l'adrenalina dell'apripista. Prima di partire ho prenotato i posti dove dormire a ogni tappa, con un tempo contingentato per l'impresa (quasi un mese) non potevo permettermi il lusso di improvvisare.
Quali sono i punti più belli della Via Appia che consiglieresti a ogni viaggiatore di visitare?
Sicuramente il primo tratto da Roma alle Frattocchie, alle porte dei Castelli Romani. Poi la tappa tra Fondi e Itri, nel basso Lazio, con un paio di chilometri di basolato pressoché integro nella solitaria valle di Sant'Andrea. Infine il cammino rurale di fine viaggio, da Mesagne a Brindisi. Ma lungo tutto il cammino si incontrano situazioni splendide, dall'anfiteatro di Capua al castello di Monteserico in Basilicata, dai paesaggi di Formia alle murge di Gravina e Altamura.
