Giuly e Riky, due ragazzi e il sogno di girare il mondo in camper
Due ragazzi, due animali, un camper e un sogno: il giro del mondo in camper. Ecco un racconto davvero unico!
Mollo tutto e parto. Quante volte avrai pronunciato questa frase, magari al termine dell'ennesima improduttiva riunione in ufficio o quando il trambusto del quotidiano sembrava impossibile da affrontare? Certo, chiunque vorrebbe dimenticarsi problemi e pensieri alle spalle e partire, ma non è tutto oro quello che luccica.
Ci sono due ragazzi, Giuly e Riky, che hanno deciso di unire la voglia di fuga a quella di viaggiare: ed è nato 24piu1_aroundtheworld, il loro profilo Instagram e progetto che ci fa sognare ad occhi aperti: fare il giro del mondo in camper.
Una coppia, due cani, un camper, nessun vincolo: ci siamo fatti raccontare, per questo nuovo appuntamento con Le interviste On, cosa li ha spinti a questa avventura e soprattutto cosa significa vivere viaggiando. Sarà tutto bellissimo, o forse alcuni dettagli ci faranno ricredere sulla "libertà di viaggiare"?
Lo scopriremo solo leggendo le risposte che questi due simpaticissimi e bravissimi ragazzi hanno dato a PaesiOnLine. E buona lettura!
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Giuly e Riky, due cani e un camper: come vi descrivereste davvero?
Per dare una risposta seria, siamo due viaggiatori fulltimer partiti a bordo di un camper con l’idea di girare il mondo intero insieme ai nostri due cani. In realtà preferiamo descriverci come una famiglia che non ama stare ferma, in senso figurato e non solo. Il nostro mondo è in continuo divenire.
Ci siamo conosciuti 8 anni fa in un bar dove entrambi lavoravamo, ci siamo innamorati e dopo 6 mesi di fidanzamento abbiamo iniziato la nostra convivenza. Non molto tempo dopo abbiamo iniziato l’avventura di gestire il nostro primo bar, che abbiamo fatto crescere con grande impegno. Sono arrivate prima Mya, un cocker spaniel, e qualche anno dopo Meggy, la piccola di famiglia, una golden retriever molto giocherellona. Nel frattempo, abbiamo adocchiato un altro bar, più grande e più impegnativo, che abbiamo acquistato lasciando (un po’ a malincuore) il primo. Nel mezzo, abbiamo scoperto la nostra grande passione: i viaggi zaino in spalla. Poi all’improvviso siamo stati obbligati a passare da una vita iper frenetica alla calma forzata del lockdown e abbiamo maturato la consapevolezza di quanto le grandi soddisfazioni che il nostro bar ci dava ci stavano al contempo logorando. Lo stress stava minando la salute stessa della nostra coppia e, pur amando il nostro lavoro, ci siamo accorti che era arrivato nuovamente il momento di un cambio. Abbiamo deciso di partire per scoprire il mondo, senza meta, tempi o paletti.
La preparazione è stata lunga. Al contrario di quanto qualcuno potrebbe pensare vedendo la nostra scelta, infatti, siamo sì due ragazzi decisi e forse un po’ temerari, ma di certo non siamo sprovveduti. Sapevamo che non sarebbe stato per nulla facile organizzarci per un viaggio così indefinito e ci siamo presi tutto il tempo necessario per farlo a dovere. Abbiamo venduto il bar e acquistato un camper (che noi chiamiamo TIB) per garantire a noi e soprattutto ai nostri cani un punto d’appoggio comodo e sicuro, quindi abbiamo iniziato a studiare le prime tappe in modo da rendere più graduale possibile il passaggio alla nostra nuova vita.
Ora siamo in viaggio da 9 mesi, abbiamo toccato 6 nazioni e 2 continenti. Abbiamo cambiato più volte piani, quando le condizioni sanitarie o amministrative dei luoghi che desideravamo visitare ce lo hanno imposto o quando nuove scoperte e curiosità ce lo hanno fatto desiderare. Ecco perchè stiamo già progettando le prossime tappe, ma sempre un pezzo per volta, consapevoli che la nostra sarà un’avventura in continuo divenire.
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Come descrivereste il viaggiare in camper? E a chi consigliereste di fare un'impresa come la vostra?
Per noi la scelta di partire in camper è stata un must. Volevamo avere la libertà di muoverci scegliendo giorno per giorno il nostro percorso ma al contempo la certezza di offrire alle nostre due cagnolone una CASA che facesse d’appoggio e da luogo sicuro a tutta la famiglia. Il camper è esattamente questo: una casa in grado di seguire a nostra voglia di esplorare. Ci permette di vivere ogni giorno in un posto diverso: in riva al mare, in una fitta pineta o in un nascosto paesino di montagna, preferibilmente - se le leggi e la sicurezza lo permettono, in soste libere.
L’equazione camper = libertà però non è del tutto vera, quanto meno se confrontata con il viaggiare zaino in spalla. Un conto è la vacanza di 2 settimane o anche un mese in camper, un conto è un viaggio di durata indefinita. Cambia proprio il modo di pensare al mezzo e di viverlo. Se da un lato hai la tua casa insieme a te, dall’altro capisci che è una casa a cui pensare: come molti hanno paura dei furti nelle abitazioni, anche noi abbiamo il pensiero che mentre siamo lontani qualcuno potrebbe forzare, rubare o anche solo danneggiare involontariamente il nostro camper che ci aspetta in parcheggio. Inoltre, nel viaggiare devi prestare attenzione a non rovinare la carrozzeria o peggio, la meccanica, soprattutto se si tratta di un mezzo ingombrante (come effettivamente è il nostro) e ti trovi in strade piccole o dissestate come quelle che ci capita spesso di incontrare. Ad esempio in Iran, muoversi richiedeva mille attenzioni, tra strade malmesse e stile di guida dei locali.
Insomma, hai sempre qualcosa a cui pensare come a casa, di certo non ti permette di viaggiare in totale libertà mentale come quando ci si muove zaino in spalla. Per contro hai tutte le comodità di una vera abitazione (tranne in quei casi in cui per qualche giorno non trovi rubinetti per il rifornimento d’acqua).
Viaggiare in libertà era il nostro sogno e siamo entusiasti di realizzarlo, ma non nascondiamo che è tutt’altro che facile. Ecco perchè possiamo consigliarlo solo a persone super avventurose, pronte ad accettare tutte le parti belle ma anche tutte le difficoltà di un viaggio. Persone che abbiano davvero voglia di visitare il mondo, ma che abbiano anche una notevole elasticità mentale. Uno degli aspetti più difficili per noi è stato infatti proprio quello di abituarci al cambio di vita. Entrambi abbiamo sempre lavorato duramente, già da quando eravamo giovani. E come tutti eravamo inseriti in un mondo in cui tempi, routine e impegni sono rigorosi e scandiscono con precisione le giornate. Abbandonare improvvisamente tutto questo lascia disorientati in modo difficilmente immaginabile senza provarlo. Per noi ci son voluti 3 mesi ad abituarci - eppure anche ora, dopo 9 mesi, ci capita a volte di alzarci spiazzati dal non avere una routine di impegni e doveri.
Inoltre il nostro è un viaggio libero ma può essere anche fonte di parecchio stress se vissuto nel modo sbagliato: siamo sempre in movimento, dobbiamo informarci costantemente su leggi, burocrazia e situazioni sanitarie per non incappare in sorprese poco piacevoli.
Però potersi anche solo sedere a osservare come le diverse popolazioni vivono la propria giornata è un’esperienza impagabile, che ti apre la mente e ti arricchisce profondamente.
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Qual è il primo luogo dove ci consigliate di tornare a viaggiare?
Questa è una domanda tutt'altro che facile. Razionalmente diremmo che dipende da tantissime cose: gusti personali, situazioni locali, esperienze. Se però dobbiamo cercare una risposta unica, è la Turchia. Per noi è il quarto mese in questo Paese. Abbiamo passato qui tre mesi fantastici prima di entrare in Iran e ora siamo tornati qui, un po' per necessità e un po' per scelta, quando non ci è stato possibile entrare a Dubai come avevamo progettato. Passando tutto questo tempo in Turchia ci siamo accorti che ha veramente tantissimo da offrire: un'enorme varietà di cose da vedere, tra attrazioni naturali, monumenti e cittadine, luoghi culturali, ricreativi e occasioni di contatto con la natura. Lo spettacolo mozzafiato della Cappadocia, le piscine naturali di Pamukkale, i resti dell’antica Efeso, i fuochi perenni del monte Chimera, Halfeti, villaggio di pescatori dove nascono rose nere totalmente naturali, il paesino di Cumalizikik, fermo nel tempo all’epoca dell’impero ottomano, ma anche Istanbul, vera metropoli cosmopolita e decisamente attuale. Gli Hamman dove ritemprarsi ed i bazar dove curiosare tra mille merci colorate. Noi ci siamo innamorati di questo posto!
Abbiamo scoperto una popolazione molto aperta, desiderosa di entrare in contatto e pronta ad aiutare il turista. E poi anche economicamente è molto abbordabile!
A lato pratico, in questo momento la Turchia si trova in lista E, quindi è possibile entrare nel Paese senza problemi purché con corridoio turistico. Nelle prossime settimane è altamente probabile che le misure di restrizione legate alla pandemia vengano ulteriormente semplificate.
