Ha fatto innamorare persino Russel Crowe: questo splendido paese tutto di roccia è uno dei borghi più belli della Provenza
Un paese arroccato e costruito nella roccia, tra scorci provenzali, storia e set cinematografici che hanno affascinato anche Russell Crowe.
Adagiato come un presepe di pietra sulla collina, Gordes è uno di quei borghi della Provenza che ti restano addosso. Arrivando dalla strada panoramica, il paese appare compatto, con le case color miele che sembrano crescere direttamente dalla roccia, sospese tra la valle del Luberon e il cielo terso del Vaucluse. È un villaggio arrampicato su vicoli lastricati e scalinate irregolari, dove ogni curva apre uno scorcio nuovo su tetti in terracotta, facciate in pietra calcarea epersianesocchiuse.Ma Gordes non è solo cartolina: è un mosaico di storia medievale, architetture rurali e spiritualità cistercense, che negli ultimi decenni ha affascinato registi come Ridley Scott e artisti come Marc Chagall. Percorrerlo significa leggere nel paesaggio la storia di una comunità che ha usato la pietra come difesa, risorsa e linguaggio quotidiano, trasformando un costone roccioso in uno dei Plus Beaux Villages de France.
Gordes, balcone di pietra sulla valle del Luberon

Gordes sorge sui rilievi dei Monts de Vaucluse, affacciato come un balcone naturale sulla valle del Luberon. La prima immagine che colpisce è quella del paese aggrappato al fianco della collina, con le case color miele disposte l’una sopra l’altra, i tetti in terracotta e i muri in pietra calcarea che sembrano una naturale continuazione della parete rocciosa. Da quassù lo sguardo abbraccia una pianura agricola che cambia volto con le stagioni: uliveti, vigneti, mandorli e campi coltivati disegnano un mosaico di colori mutevoli, dall’argento delle foglie d’ulivo al verde intenso delle viti. La posizione elevata non è frutto di un semplice gusto paesaggistico, ma di scelte strategiche maturate nel Medioevo, quandocontrollare dall’alto le vie d’accesso alla valle significava difesa, sicurezza e sopravvivenza per l’intera comunità. Oggi Gordes appartiene alla rete dei Plus Beaux Villages de France, riconoscimento che premia il patrimonio architettonico ben conservato e un paesaggio rimasto coerente nel tempo. La sua silhouette compatta, illuminata da una luce netta tipicamente provenzale, è diventata una delle immagini più riconoscibili dell’area del Luberon, a metà strada tra borgo fortificato e terrazza panoramica sulla campagna del Vaucluse.
Vicoli, castello e la città nascosta sotto la roccia

Il cuore di Gordes si sviluppa attorno al castello, una massiccia costruzione che domina la piazza principale con torri, mura compatte e aperture regolari nella pietra. Nato come fortezza medievale e trasformato nel XVI secolo in residenza più confortevole, il castello di Gordes conserva ancora oggi un aspetto severo, quasi a ricordare le epoche di guerre e razzie che hanno segnato la storia del borgo. Dal castello si diramano i vicoli lastricati, le celebri calades, che salgono e scendono seguendo la morfologia della collina. Qui non esiste una pianta regolare: le strade curvano, si restringono, si trasformano in scalinate improvvise, creando scorci pittoreschi ma nati in realtà da esigenze difensive e dall’esigenzadiripararsidal mistral. Le facciate chiare riflettono il sole, le finestre sono piccole, le persiane colorate interrompono appena la continuità dei muri. Sotto questa trama di vicoli si nasconde un’altra Gordes. Le caves du Palais Saint-Firmin formano un intricato sistema di ambienti sotterranei scavati nella roccia, dove per secoli sono state ospitate cisterne, frantoi, depositi e spazi di lavoro. La città continuava idealmente sotto i piedi degli abitanti, sfruttando il sottosuolo per conservare olio, acqua e prodotti agricoli a temperatura costante. Una vera “città sotto la città”, oggi visitabile lungo percorsi guidati che raccontano l’organizzazione economica del borgo provenzale.
Village des Bories, abbazia di Sénanque e il legame con arte e cinema

Pochi chilometri fuori dal centro storico, Gordes cambia volto e diventa campagna contadina. Nel Village des Bories si cammina tra capanne in pietra a secco, costruite sovrapponendo lastre senza malta, con pareti spesse e coperture a falsa cupola. Queste strutture servivano come abitazioni stagionali, stalle, fienili e depositi collegati al lavoro nei campi: un piccolo insediamento rurale organizzato attorno alla produzione agricola, testimone concreto di un sapere costruttivo essenziale e funzionale. A nord del borgo, in una valle appartata, sorge l’abbazia di Notre-Dame de Sénanque, fondata nel XII secolo dai monaci cistercensi. La chiesa, il chiostro e gli edifici monastici, dalle linee sobrie e rigorose,siinseriscono in un paesaggio oggi celebre per i campi di lavanda che in estate tingono di viola l’intera conca. Nonostante la fama fotografica, Sénanque resta prima di tutto un luogo di vita monastica attiva. Nel Novecento Gordes ha attirato artisti come Marc Chagall, Victor Vasarely e il fotografo Willy Ronis, sedotti dalla luce tersa e dalle geometrie delle case. Nel 2005 il borgo e il Luberon sono diventati anche set cinematografico: Ridley Scott ha scelto questi scenari per diverse scene del film Un’ottima annata, con Russell Crowe, consolidando l’immagine di Gordes come perfetto villaggio provenzale da grande schermo.
Come arrivare a Gordes e consigli per la visita

Raggiungere Gordes è piuttosto semplice, e fa parte del piacere del viaggio. Il borgo dista circa quaranta minuti in auto da Avignone e una ventina da Cavaillon, lungo strade che risalgono dolcemente i rilievi del Vaucluse tra vigneti e oliveti. L’auto resta il mezzo più comodo per esplorare il Luberon, ma in alta stagione è bene arrivare presto per trovare parcheggio nei pressi del paese. Il centro storico è interamente da vivere a piedi: scarpe comode sono indispensabili per affrontare le salite e le calades in pietra. Una buona idea è iniziare la visita dal punto panoramico sulla strada d’accesso, per cogliere la sagoma arroccata del borgo,epoisalire verso il castello, la chiesa di Saint-Firmin e le caves sotterranee. Nel pomeriggio si può proseguire verso il Village des Bories e, con un po’ di tempo in più, raggiungere l’abbazia di Sénanque. Il periodo migliore per visitare Gordes va dalla primavera all’inizio dell’autunno, quando la campagna è nel pieno dei colori e, a giugno e luglio, la lavanda è in fioritura. In estate il borgo può essere molto affollato: per godere della sua atmosfera, conviene programmare pernottamenti in zona e concedersi passeggiate serali, quando la luce radente esalta i toni dorati della pietra e Gordes si accende di una quiete tutta provenzale.
