Ha inventato l'oggetto che usiamo ogni giorno: nel cuore delle Marche c'è una città che ha "riscritto" la storia
È la città delle Marche nota per la sua tradizione industriale ed è capace di conciliare arte, tradizione, artigianato e natura incontaminata.
È uno di quei luoghi che accoglie i visitatori con una bellezza e un senso di autenticità difficile da trovare altrove. Siamo nell’entroterra marchigiano, in provincia di Ancona, ai piedi degli Appennini, in una vallata verde e armoniosa, che ospita una città che unisce il fascino della storia con la vitalità del presente. Laboriosa per natura, è un piccolo gioiello che ha saputo reinventarsi nel tempo senza mai perdere la propria identità. Prima fucina di ferro e poi patria dei maestri cartai (arte per la quale è conosciuta in tutto il mondo), oggi è sede di eccellenze industriali nel settore degli elettrodomestici. I suoi abitanti hanno fatto della creatività e dell’ingegno una cifra distintiva, capaci di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. Fabriano è storia e innovazione, tradizione e bellezza, un invito sincero a fermarsi e scoprire le sue bellezze.
Fabriano: le attrazioni da non perdere nella "città della carta"

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Il cuore pulsante di Fabriano è, senza dubbio, la sua piazza triangolare, piazza del Comune, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, ma dove la bellezza continua a vibrare. Al centro troneggia l'elegante fontana Sturinalto, ottagonale, risalente al 1285, vero simbolo della città. Tutt'intorno, la storia si dispiega in pietra, archi e dettagli.
Il Palazzo del Podestà, in pietra bianca di Vallemontagnana, è un esempio raffinato di gotico del 1255, con il suo suggestivo “arcone” che permetteva il passaggio sopra il fiume Rivo, un tempo visibile proprio sotto l'edificio. Poco distante, il Loggiato di San Francesco con le sue arcate altissime, disegnate nella seconda metà del Quattrocento, incornicia la piazza, creando un effetto prospettico che lascia senza fiato. A completare questo elegante salotto urbano, c'è il Palazzo del Comune, affiancato dal Palazzo Vescovile e dalla Torre dell'Orologio, un complesso seicentesco che racconta il lato istituzionale e religioso della città. Sul retro, una perlapergliamantidellospettacolo:ilTeatroGentile. Costruito nel 1692 e rinato nel 1884 dopo un incendio, con la sua pianta a ferro di cavallo e i quattro ordini di palco, è un piccolo gioiello di eleganza e acustica.
Da non perdere la Pinacoteca Civica “Bruno Molajoli”, uno scrigno di opere sacre e testimonianze della vita fabrianese, che accompagna il visitatore in un viaggio intimo attraverso i secoli. Immancabile, infine, la Cattedrale di San Venanzio. Eretta nel 1253, custodisce al suo interno una ricchissima collezione di opere manieriste e barocche, dai dipinti di Salvator Rosa a quelli di Gregorio Preti, fino ai capolavori di Orazio Gentileschi, come la “Crocifissione” e le “Storie della Passione”. Ogni dettaglio racconta una devozione antica e una straordinaria sensibilità artistica.
L'antica arte della carta

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Nel silenzio solenne dell'ex Convento di San Domenico, oggi trasformato in un affascinante spazio museale, prende vita una delle storie più antiche e preziose di Fabriano: quella della carta. Il Museo della Carta e della Filigrana è molto più di un'esposizione; è un racconto vivido, fatto di mani sapienti, tecniche ingegnose e tradizioni che si tramandano da secoli.
Il percorso museale accompagna i turisti lungo tutte le fasi della produzione: dall'arrivo degli stracci, che venivano stoccati nel cosiddetto “monte”, alla loro trasformazione in fogli pregiati, pronti a essere spediti non solo in Italia ma anche all'Estero. Tra le sale si rimane affascinati davanti a vere opere d'arte: le filigrane, antiche e moderne, delicate impronte su carta che dal XIII secolo impreziosiscono album, quaderni, agende e persino banconote. Un linguaggio fatto d'acqua e luce, nato proprio qui. Emblematica è, poi, la Gualchiera Medioevale Fabrianese, una ricostruzione fedele di un macchinario usato dai leggendari “Mastri Chartai”, un colosso di ingegno e forza idraulica che,conmovimentilentieregolari,trasformavastracci di cotone e lino in polpa finissima per carta pregiata.
Tradizione gastronomica di Fabriano
La cucina fabrianese è cura delle tradizioni, un ponte tra il presente e le radici contadine della comunità. Qui, tra le colline marchigiane, ogni piatto parla la lingua semplice e sincera della terra, dei gesti tramandati e delle stagioni seguite con rispetto. I cappelletti in brodo, le lasagne fatte in casa, il piccione ripieno e la coratella sono solo alcune delle specialità che compongono il patrimonio gastronomico locale. Sapori intensi, autentici, che affondano le radici in una tradizione povera, ma creativa, capace di trasformare ingredienti essenziali in piatti gustosi. Proprio nella semplicità degli ingredienti si riflette la storia di una comunità legataallaterra,allavoroquotidianoealla convivialità. A Fabriano, mangiare non è solo nutrirsi, ma celebrare un'identità fatta di memoria, fatica e calore familiare.
