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Ha la forma di una goccia e solo 1000 abitanti: il borgo geometrico ai piedi del monte che sembra un disegno  

Un borgo antico, tra storia, natura e mistero: si trova in Umbria

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Nel cuore più verde dell'Umbria, ai piedi del maestoso Monte Cucco e immerso nell'omonimo Parco Naturale del Monte Cucco, sorge un piccolo borgo a forma di goccia. Un luogo dal preciso disegno geometrico, che sembra custodire il segreto del tempo lento: Costacciaro.

Qui la storia si arrampica sulle colline, si intreccia con le rocce calcaree e riaffiora tra torri antiche, grotte misteriose e silenzi che sanno di Medioevo. L'ideale per un viaggio alla scoperta dell'Italia più autentica e per un weekend di sano relax e stacco dalla routine quotidiana.

Dalle origine romane all'Unità d'Italia

Le origini di Costacciaro affondano in un passato remoto. Secondo alcune ipotesi il primo insediamento potrebbe risalire addirittura all'epoca romana, ma le prime testimonianze storiche certe emergono nel XIII secolo. In quel periodo l'antico castello, costruito in posizione strategica lungo la storica Via Flaminia, venne acquistato dal Comune di Gubbio.

Da allora, il borgo rimase legato alla città eugubina fino alla devoluzione del Ducato di Urbino allo Stato Pontificio nel XVII secolo. Secoli dopo, nel 1860, il borgo entrò a far parte del neonato Regno d'Italia.

Oggi di quel passato rimangono suggestive tracce sulla sommità di una verde collina: i ruderi della rocca e ciò che resta dell'antica cinta muraria, silenziosi testimoni di secoli di vicende e dominazioni.

Le misteriose grotte del Monte Cucco e gli antichi pioneri della speleologia

Il fascino di Costacciaro è legato indissolubilmente al Monte Cucco. La vetta domina il paesaggio con i suoi 1500 metri di altitudine. Prati d'alta quota, fitti boschi di faggio e una natura sorprendentemente incontaminata disegnano uno scenario bucolico che sembra uscito da un racconto. Il suo Parco Naturale è un vero paradiso per chi ama le attività all'aria aperta: escursioni, speleologia, deltaplano e passeggiate panoramiche tra forre, sorgenti e corsi d'acqua purissimi.

Ma il Monte Cucco nasconde anche un sorprendente mondo sotterraneo. Qui si apre infatti uno dei sistemi carsici più impressionanti d'Italia: le celebri Grotte del Monte Cucco, ideali per chi ama esplorare e addentrarsi nelle profondità del sottosuolo.

Le prime tracce della loro esplorazione risalgono addirittura al Cinquecento. All'interno della roccia sono state rinvenute due date incise da antichi pionieri della speleologia: 1499 e 1551. Immaginare quei primi esploratori che si avventuravano nelle viscere della montagna, con mezzi rudimentali, aggiunge un alone di avventura alla visita.

Il complesso sotterraneo è imponente: circa 35 chilometri di sviluppo e una profondità che raggiunge -922 metri, caratteristiche che lo rendono il quarto sistema carsico più esteso d'Italia.

Dopo un lungo periodo di chiusura, le grotte sono state riaperte nel 2009 grazie a importanti lavori di manutenzione e messa in sicurezza. Oggi possono essere visitate grazie a percorsi attrezzati, illuminazione e guide specializzate. Gli speleologi più esperti, invece, possono accedere autonomamente richiedendo un permesso all'Università degli Uomini Originari di Costacciaro, l'antica istituzione che gestisce il sito.

Passeggiare nel borgo medievale tra vicoli caratteristici, arte antica e.. un presidio dei Templari

Costacciaro conta circa un migliaio di abitanti, distribuiti anche nelle frazioni di Villa Col de' Canali, Costa San Savino e Rancana. Quest'ultima, minuscola e quasi sospesa nel tempo, si sviluppa attorno ai resti di Palazzo Lupini, antica residenza di caccia della famiglia Montefeltro. Di quel passato rimangono alcune mura e parte della torre di guardia, che evocano le battute di caccia e le storie aristocratiche di un tempo.

Il borgo conserva ancora la tipica struttura medievale fatta di vicoli raccolti, porte urbiche e torri difensive. Quattro erano le porte che si aprivano nella cinta muraria: Porta dell'Orologio, del Trione o del Rivellino, di Guerrino Gambucci e del Monumento o di San Lorenzo.

Tra le testimonianze più suggestive del luogo, spiccano anche i resti della Rocca del Càssero e la Torre Civica del XIII secolo.

Il monumento più importante del borgo è senza dubbio la Chiesa di San Francesco, costruita nella seconda metà del XIII secolo e ampliata agli inizi del Settecento. La facciata romanico-gotica, realizzata con la bianca pietra calcarea del Monte Cucco, è uno degli elementi medievali meglio conservati. Il portale è impreziosito da fasci di colonnine decorate e bassorilievi con figure animali tipiche della simbologia romanica. Sopra il portale si apre uno splendido rosone, ornato da sottili colonnine e motivi vegetali scolpiti nei capitelli.

All'interno la chiesa custodisce una struttura a tre navate con abside profonda, arricchita da affreschi nello stile di Matteo da Gualdo e da altari lignei del Seicento.

Come molte chiese francescane, l'edificio era anche luogo di sepoltura. Sotto il pavimento venivano tumulati i defunti e le pareti conservano dipinti votivi dedicati al suffragio delle anime.

Secondo alcune tradizioni locali, inoltre, la chiesa sarebbe stata un importante presidio dei Templari, forse addirittura un centro culturale e di reclutamento per il territorio circostante.

Un'altra apprezzata testimonianza medievale è la Torre della Roccaccia, costruita tra XIII e XIV secolo in pietra calcarea. Il nome deriva probabilmente dal cattivo stato in cui si trovava quando venne così soprannominata. Oggi invece si presenta completamente restaurata.

Un viaggio nella natura e nella scienza, anche questo è Costacciaro

E per chi desidera scoprire i segreti del territorio, Costacciaro offre anche interessanti luoghi didattici e museali. Nel centro del paese si trova il Museo delle Grotte e dell'Ambiente Carsico del Parco del Monte Cucco, ospitato nell'ex chiesa di San Marco Evangelista. Il museo racconta la geologia del territorio e il mondo sotterraneo delle grotte.

Poco distante si trova anche il Borgo Didattico per l'educazione ambientale, pensato soprattutto per famiglie e scuole, dove bambini e ragazzi possono conoscere da vicino i delicati equilibri della natura.

Un altro centro importante è il Centro escursionistico naturalistico e speleologico, ospitato nell'antico monastero delle Benedettine detto delle Santucce (XIII-XV secolo).

La Corsa delle Botti: la festa che accende il borgo

Se volete scoprire il borgo nel momento più vivace dell'anno, il periodo ideale è novembre, quando si svolge la famosa Corsa delle Botti di Costacciaro.

La manifestazione nacque nel 1991 per celebrare la vendemmia e il momento della vinificazione. Dopo alcuni anni di pausa dovuti alle accese rivalità tra le squadre, la gara è stata rilanciata nel 2009 grazie a un gruppo di giovani del paese.

La competizione è spettacolare: due enormi botti vengono fatte rotolare lungo le vie del borgo, fissate a un asse con timone e trainate da squadre di giovani chiamati bottaioli. Ogni squadra è guidata da un capo bottaiolo e accompagnata da un oste e da un direttore di gara.

A sfidarsi sono le due "osterie" simboliche del territorio, ossia Hostaria de la Porta, che rappresenta il capoluogo, e Hostaria de la Rocca, legata alla frazione di Villa Col de' Canali. La gara si svolge in due manche cronometrate e vince la squadra che completa il percorso nel minor tempo.

Costacciaro non è un borgo che si visita di fretta. È uno di quei luoghi che si scoprono lentamente.Tra grotte millenarie, torri medievali e tradizioni ancora vive, questo piccolo paese umbro offre qualcosa che molti viaggiatori cercano senza trovarlo: la sensazione autentica di entrare in un mondo rimasto intatto nel tempo. Come una volta, E forse è proprio questo il suo segreto più grande.

 
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