Hiking in Canada: cosa mettere nello zaino e quali sentieri scegliere
Sentieri, equipaggiamento e documenti per un'avventura outdoor in Canada: una guida pratica per chi vuole esplorare laghi, foreste e cime del Nord.
Esiste un Nord America fatto di silenzi, foreste boreali e laghi di un azzurro che sembra dipinto: è il Canada, e per gli appassionati di outdoor vale da solo la traversata dell’Atlantico. Cime imponenti, sentieri di ogni difficoltà e una popolazione che della gentilezza ha fatto un tratto distintivo rendono il viaggio indimenticabile. Per chi ama camminare, è una di quelle mete che restano impresse, e una buona eSIM per il Canada, attivata prima del decollo, evita lunghe code al banco degli operatori telefonici all'arrivo.
Prima dello zaino, però, vengono i documenti. I cittadini italiani non hanno bisogno del visto turistico, ma serve l'ETA (Electronic Travel Authorization), l'autorizzazione elettronica obbligatoria per chi arriva in aereo. Si richiede online sul sito ufficiale del governo canadese, costa pochi dollari e arriva via email in poche ore, ma conviene muoversi con qualche giorno di anticipo. Il passaporto deve essere valido per tutta la durata del soggiorno, ed è raccomandata un'assicurazione sanitaria che copra le spese di evacuazione medica nelle aree più isolate. Qui un'ambulanza o un intervento alpino possono costare quanto un volo intercontinentale.
Sul fronte equipaggiamento, alcune accortezze sono ormai consuetudine. Le escursioni termiche, anche d'estate, possono essere notevoli, soprattutto quando si guadagna quota o ci si addentra nei parchi delle Montagne Rocciose.
- abbigliamento a strati, con un guscio antipioggia di buona qualità (in alta quota può grandinare anche a luglio);
- scarponi già rodati, mai nuovissimi;
- borraccia o sacca da idratazione, con qualche pastiglia potabilizzante per l'acqua dei torrenti;
- bastoncini da trekking, utili per i guadi e per affrontare le discese più ripide;
- repellente per insetti, perché le zanzare canadesi mettono alla prova anche i camminatori più temprati;
- spray anti-orso nei parchi dove è raccomandato (Banff, Jasper, Yoho), reperibile sul posto;
- mappa cartacea e bussola, perché nei boschi il segnale dello smartphone è debole;
- cerotti idrocolloidali per le vesciche, preziosi quando si hanno davanti molti chilometri.
Sui sentieri c'è solo l'imbarazzo della scelta. Chi atterra sulla costa occidentale difficilmente rinuncerà al Plain of Six Glaciers Trail, che parte dalle acque turchesi del Lake Louise e risale fino a una storica sala da tè con vista sui ghiacciai. Più impegnativo, lo Skyline Trail nel Jasper National Park regala una traversata in cresta di oltre quaranta chilometri tra praterie alpine e branchi di caribù. Sulla costa pacifica, la West Coast Trail dell'isola di Vancouver mette alla prova con una settimana di fango, scale di corda e spiagge selvagge, da prenotare con largo anticipo per via dei posticontingentati. Sul versante atlantico, lo Skyline Trail del Cape Breton Highlands, in Nuova Scozia, si percorre in mezza giornata e termina su un promontorio a strapiombo sull'oceano, con i salti delle balene a fare da sottofondo.
Per orientarsi tra livelli di difficoltà e prenotazioni, le guide ai parchi nazionali canadesi restano un punto di riferimento utile. C'è poi un dettaglio che separa una bella vacanza da una vacanza memorabile: la connessione. Caricare una foto del Moraine Lake col fiato ancora corto, condividere la posizione GPS con chi aspetta al parcheggio, controllare il radar meteo prima di affrontare un passo esposto: tutto passa da una linea dati affidabile. Un'eSIM si configura in pochi minuti dallo smartphone, copre quasi tutto il territorio frequentato dai turisti e costa molto meno di un piano di roaming tradizionale. Quando ilMondiale finirà e i tabellini saranno archiviati, le distese canadesi continueranno a custodire un fascino senza tempo: una scenografia che vale il viaggio anche fuori dai grandi eventi sportivi.
