I luoghi della Genova di Gino Paoli: sfumature ed emozioni che hanno fatto da sfondo alla sua musica
Un viaggio tra le perle della città che hanno scritto le pagine più belle delle sue canzoni
La musica piange Gino Paoli. L'Italia saluta uno dei massimi esponenti della sua musica leggera, un artista che ha regalato emozioni e sospiri con le sue canzoni, in un racconto eterno legato alla sua Genova con un doppio filo. Nato a Monfalcone, in Friuli-Venezia Giulia, ma cresciuto a Pegli, un quartiere storico della città ligure: tra queste strade scorre l'eco delle sue canzoni e di alcuni capolavori che resteranno scolpiti, in eterno, nella storia della musica italiana.
La Genova di Gino Paoli
In una celebre canzone, Gino Paoli cantava "Genova non è la mia città". Era il titolo di uno dei brani dell'album "Sempre" pubblicato nel 1988 e raccontava la storia di un amore perduto e di uno sguardo, diverso, nei confronti di quella città che ha scandito il racconto della sua musica, da un capolavoro all'altro. Uno sfondo unico alternato tra le sensazioni delle canzoni: tre cartoline, in particolare, riassumono i luoghi della sua Genova, una costante della sua vita.
Boccadasse - La gatta
Uno dei quartieri simbolo della musica di Gino Paoli è Boccadasse. Un antico borgo marinaro, compreso tra l'estremità di corso Italia e il Capo di Santa Chiara, che regala ai suoi visitatori uno sguardo panoramico sul mare e sull'identità, l'anima di Genova. I colori delle case, i vicoli stretti che le separano, la piccola baia circondata dal contesto cittadino, raccolta e silenziosa.
Boccadasse è stata per tanti anni la casa di Gino Paoli: l'artista viveva proprio qui, nel luogo che ha ambientato la canzone "La gatta", uno dei suoi successi più amati. Ma non solo, perché proprio al suo borgo Gino Paoli ha dedicato "Boccadasse", un brano incluso nell'album "Ti ricordi? Non mi ricordo" del 2004, inciso con Ornella Vanoni.
Bar Latteria Igea - Quattro amici
"Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo. Destinati a qualche cosa in più che a una donna ed un impiego in banca". Iniza così il racconto di "Quattro amici", una canzone che racconta una storia vera. Perché il bar in questione era il Bar Latteria Igea, all'angolo tra via Casaregis e via Cecchi o, per i più esperti di luoghi genovesi, semplicemente alla Foce. Proprio in questo bar, tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, si ritrovavano gli artisti che hanno gettato le basi per la scuola genovese, qualche anno prima di un'epoca di successi senza precedenti.
Tra gli assidui frequentatori del Bar Latteria Igea, oggi sostituito da un altro bar, oltre a Gino Paoli c'erano Luigi Tenco, Umberto Bindi, Bruno Lauzi, figure iconiche della nostra musica. "Tra un bicchier di whisky ed un caffè tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi sarà" la cartolina magnifica di questo luogo del cuore.
Vico dei Castagna - Il cielo in una stanza
"Quando sei qui con me questa stanza non ha più pareti" è uno dei versi più amati e apprezzati della musica leggera italiana. Aveva scelto di aprire così la sua "Il cielo in una stanza" Gino Paoli, una canzone che custodisce l'incontro con una ragazza in una casa di appuntamenti in vico dei Castagna, tra i Caruggi di Genova.
Un brano in cui brilla l'immagine del 'soffitto viola' che non esiste più e del 'cielo sopra di noi'. Un'istantanea che racconta l'amore puro tra la ragazza e il cantante, un momento in grado di modificare il tempo e lo spazio per rendere l'esperienza sognante, immensa. Eterna, come la musica di Gino Paoli.
