Questi borghi tra le colline francesi ti faranno venire voglia di programmare subito un viaggio in Provenza
Tra campi di lavanda e pendii dai dolci fianchi, questi villaggi provenzali sembrano usciti da una favola cavalleresca
Quando si parla di Provenza si pensa subito all’atmosfera bucolica e rilassata della campagna francese, allo stile anticato che ha il sapore di vissuto, al profumo di lavanda e ai suoi colori pastello. Provenza è sinonimo di passato che non muore ma che anzi, rappresenta mai come oggi l’immagine di pace e serenità alla quale tutti aspiriamo. Oltre ai soliti circuiti che incorniciano quadri dai toni pastello, esistono percorsi meno conosciuti ma di uguale bellezza, uno di questi è il giro dei villaggi “arroccati”. Si tratta di borghi dal fascino senza tempo, testimonianze del Medioevo francese che arrivano a noi dopo attenti restauri che nehanno valorizzato lo stile provenzale. In francese si chiamano ‘villages perchés’ e si trovano abbarbicati su speroni di roccia con ai piedi sterminati e colorati campi di lavanda. Viste mozzafiato sulla campagna circostante, vicoli pittoreschi e palazzi storici: ogni borgo ha la sua bellezza e le sue particolarità, non ne troverete mai uno uguale all’altro. Ecco la nostra ‘top cinq’ sui villaggi da visitare in Provenza.
- Saint-Étienne-les-Orgues, il paese delle erboristerie
- Simiane-la-Rotonde, il villaggio che fiorisce insieme alla lavanda
- Viens, il borgo medievale di ‘caractère’
- Gordes, il luogo di villeggiatura preferito dagli intellettuali francesi
- Bonnieux, il villaggio arroccato diventato set cinematografico
Saint-Étienne-les-Orgues, il paese delle erboristerie
Incamminandoci lungo la strada della lavanda, ai piedi del monte Lure, ecco un grazioso villaggio famoso in passato per essere centro di erboristi e drogherie. Saint-Étienne-les-Orgues è un borgo fatto di vicoli pittoreschi e casette in pietra, tutto circondato da boschi e campi di erbe aromatiche e lavanda in un’atmosfera privilegiata con aria buona e luce magnifica.
Ci troviamo nelle Alpi dell’Alta Provenza, a quaranta chilometri da Digne-les-Bains, in quello che in origine era strutturato su due villaggi gallo-romani: Saint- Étienne e Onègues che andarono in rovina con la peste del XIV secolo. L’abitato si risollevò grazie all’allevamento delle pecore e alla lavorazione della lana, solo dopo si sviluppò la produzione dei medicinali a base di piante officinali vendute fino alla metà del XIX secolo. Macchia mediterranea a parte, i turisti arrivano a Saint-Étienne-les-Orgues anche per il suo olio essenziale di lavanda, per il miele IGP della Provenza e l’agnello Sisteron. Non manca il tour culturale conla chiesa di Saint-Étienne per chi ama l’architettura religiosa, o l’ex abbazia di Notre-Dame-de-Lure, monumento storico immerso nella foresta del monte Lure a oltre 1200 metri tra tigli e faggi secolari. Passeggiando tra i vicoletti sarete allietati dalla vista delle case datate XV secolo, incontrerete un vecchio fienile romanico e gli archi di un acquedotto che serviva un tempo a portare acqua ad un mulino andato poi distrutto. Il monte Lure oltre ad una vista spettacolare sulla valle, offre anche la possibilità di sciare grazie ad una piccola stazione sciistica degli anni Trenta con sei impianti di risalita; e quando arriva la primavera si parte con diversi sentieriescursionistici.
Simiane-la-Rotonde, il villaggio che fiorisce insieme alla lavanda
Abbandonato di inverno si ripopola durante il periodo di fioritura della lavanda, il villaggio di Simiane-la-Rotonde rinasce da fine giugno a metà agosto aprendosi al magnifico panorama sul paesaggio circostante dalle sfumatura del lilla. Arroccato in cima ad una collina alta 650 metri – tra i monti Ventoux e Luberon – nel cuore del territorio dove si coltiva lavanda e lavandino (il 90% della produzione mondiale) su un’area di ventimila ettari.
Un giardino a cielo aperto con le varietà di lavanda ed erbe aromatiche che diventano protagoniste del borgo circondato da uliveti, tutto contribuisce al tipico quadro provenzale. Dominato dalla rotonda del suo castello medievale, Simiane-la-Rotonde incanta con le sue stradine piene di fiori e le botteghe di artigianato, i terrazzi costruiti proprio per godere della vista sui campi di lavanda: chicca da non perdere il caratteristico mercato coperto del XVI secolo da dove si può ammirare una splendida vista sul paesaggio. Non manca la parte storica con vari elementi architettonici che spaziano dal Medioevo al Rinascimento, vedi il castello della famigliaSimiane-Agoult di cui oggi rimane la suggestiva rotonda del XII secolo – la più antica testimonianza di arte romanica provenzale – che domina il villaggio dall’alto della collina. La parte sud della fortezza è stata recentemente ristrutturata e ospita, nelle sue splendide sale medievali, mostre temporanee oltre a un laboratorio di aromaterapia e distillazione della lavanda. Nel mese di agosto si tiene qui un festival di musica antica.
Viens, il borgo medievale di ‘caractère’
Piccolo e charmant, Viens rientra a pieno titolo nella rete dei villaggi arroccati in Provenza. Si tratta di un suggestivo borgo medioevale all’apparenza disabitato (ma qualcuno c’è) e incastonato tra i paesaggi del Luberon e gli immancabili campi di lavanda, che sovrasta dall’alto della sua roccia da dove appare come un’inespugnabile fortezza.

Fare tappa a Viens significa fare un salto indietro nel tempo visto come le tracce del suo passato sono ancora ben visibili grazie all’attento restauro realizzato dal Comune e dai suoi abitanti. Tra le viuzze strette a nido d’aquila, le case antiche riabitate di recente e ristrutturate con gusto, tutto richiama il passato medioevale di Viens, vedi la Torre dell’Orologio. Lasciatevi coinvolgere dai signori in piazza che giocano ‘a pétanque’, l’equivalente provenzale delle bocce italiane. E nel giro botteghe non dimenticate di acquistare un tipico miele locale (una rarità quello al rosmarino), delpan speziato francese oltre agli onnipresenti estratti di lavanda. Dal villaggio di Viens partono tre sentieri che vanno alla scoperta delle Bories di Caseneuve e delle Gole di Oppedette: impagabile la loro vista dalla terrazza sospesa nel vuoto.
Gordes, il luogo di villeggiatura preferito dagli intellettuali francesi
Si dice sia uno dei borghi più belli di Francia, di sicuro è molto amato dai francesi considerato l’arrivo, negli ultimi anni, di artisti ed esponenti culturali che hanno deciso di acquistare qui la loro dimora per le ferie (aumentandone il costo della vita). Gordes è un altro splendido villaggio arroccato su di uno sperone roccioso, a cui si aggiungono gli altri elementi tipici dei borghi provenzali, dalle case in pietra con le stradine lastricate, al magnifico castello con la sua sagoma svettante: qui è stato girato il film ‘Un’ottima annata’ con Russel Crowe (vedi anche Bonnieux).

Gordes attira flotte di turisti soprattutto in primavera-estate, tutti sanno che il momento migliore per visitarlo è il tramonto quando sia la roccia su cui è costruito che la facciata delle abitazioni si dipingono di sfumature calde e meravigliose. È mozzafiato la vista dai piccoli terrazzi a strapiombo sul parco del Luberon e sui monti di Vaucluse, tutto il centro storico è curato e preservato: il regolamento comunale prevede che ogni abitazione venga ristrutturata esclusivamente con la stessa tipologia di pietra. E occhio agli allacci, niente cavi in aria ma tutti obbligatoriamente interrati. Ma si sa, ogni tipo di bellezza è il risultato di sacrifici fatti. Il giro del villaggiodi Gordes non può non avere come punto di riferimento il suo Castello, ricostruito secondo uno stile rinascimentale nel 1525: oggi ospita mostre ed eventi vari. Di fronte c’è la chiesa di San Firmino, patrono di Gordes, ma sono i sotterranei di Palazzo San Firmino a meritare attenzione mettendo in luce una città parallela in cui in passato si costruivano spazi plurimi dedicati alla conservazione del cibo o a varie attività artigianali. In un dislivello di venti metri potrete vedere mulini, cisterne, forni, cantine, tutto in quaranta stanze.
Bonnieux, il villaggio arroccato diventato set cinematografico
L’atmosfera provenzale è sempre quella del Luberon, il colpo d’occhio quello di case color rosa pastello che si incrociano tra vicoli e piazzette a formare uno scenario che sembra uscito da un dipinto. Siamo a Bonnieux, un altro borgo tipico conosciuto per essere stata la location di alcune scene del film ‘Un’ottima annata’ con Russel Crowe e Marion Cotillard.

Un’armonia di forme e colori che abbracciano la collina di questo villaggio pittoresco che sembra volersi nascondere dietro una parete di roccia tra vigneti, frutteti, campi di lavanda e cereali. Se di giorno la prima cosa che si nota è il campanile della chiesa, di notte Bonnieux illuminato diventa un piccolo presepe. Avventuratevi salendo gli ottantasei scalini di pietra che vi porteranno al punto più alto con una vista impagabile all’ombra dei cedri centenari e un panorama che spazia sui monti del Vaucluse e i villaggi di Gordes e Roussillon. Non mancano le residenze storiche che testimoniano il periodo di prosperità di Bonnieux, dimora preferita nell’ambiente del Papato. Oltreal Ponte Julien, esempio di architettura romana che serviva a contenere la pressione dell’acqua, non perdetevi una tappa al Museo della Panetteria che narra la tradizione e le tecniche di produzione del pane in Provenza.
