Il 90° compleanno della fontana che ha rivoluzionato l'ìntero centro storico di questa città della Liguria
Inaugurata negli anni Trenta, l’opera ha ridisegnato uno spazio centrale della città, diventando nel tempo punto di ritrovo, sfondo di eventi e memoria pubblica.
Nel cuore di Genova, piazza De Ferrari è molto più di un semplice punto di passaggio: è uno spazio che racconta la storia urbana della città, e la sua grande fontana in bronzo ne è il simbolo più immediato. Inaugurata il 24 maggio 1936 e arrivata nel 2026 alla soglia dei 90 anni, la fontana segna fisicamente e visivamente il confine tra i caruggi del centro storico e la città moderna fatta di palazzi istituzionali, uffici e asse commerciale. Intorno a questo bacile circolare scorrono ogni giorno cittadini, turisti, manifestazioni e appuntamenti pubblici. La piazza, descritta dagli operatori turistici come il principale luogo di ritrovo genovese, è diventata unasortadi salotto urbano all’aperto, dove storia, architettura e vita quotidiana si intrecciano. Capire come è nata e come è cambiata la fontana di De Ferrari significa leggere da vicino l’evoluzione del centro cittadino genovese.
Piazza De Ferrari, snodo tra centro storico e città moderna

Piazza De Ferrari occupa una posizione chiave nel tessuto di Genova: qui si incontrano il centro storico con Palazzo Ducale e i caruggi, il Teatro Carlo Felice, via XX Settembre e l’area della Nuova Borsa. Non è solo una piazza scenografica, ma un vero snodo, attraversato ogni giorno da chi si sposta a piedi fra le diverse anime della città. Il nome rimanda a Raffaele De Ferrari, duca di Galliera, il benefattore che nell’Ottocento contribuì in modo decisivo all’ampliamento del porto, legando il proprio nome allo sviluppo economico di Genova. Non stupisce quindi che questa piazza sia diventata il volto finanziario, civile e istituzionale della città. Attorno allospaziocentrale si affacciano edifici simbolici, e quando nel 1936 arrivò la grande fontana, lo spazio si organizzò definitivamente intorno a un centro visivo forte, tanto da farla conoscere a tutti come “la piazza della fontana”.
La fontana del 1936: il progetto di Crosa di Vergagni

La fontana che oggi conosciamo fu inaugurata il 24 maggio 1936, in una fase di ridefinizione complessiva di piazza De Ferrari. L’architetto Giuseppe Crosa di Vergagni scelse una soluzione netta e monumentale: una grande vasca centrale in bronzo, inserita in un sistema di vasche concentriche, pensata per dialogare con l’intero spazio urbano e non come semplice elemento decorativo. La vasca principale venne donata dall’ingegnere Carlo Piaggio, che diede seguito al desiderio del padre Erasmo di lasciare alla città un’opera destinata a durare. Il bacile fu fuso nei Cantieri Riuniti del Tirreno di Genova-Le Grazie e trasportato in piazza nell’aprile del 1936, conunintervento tecnico complesso e spettacolare per l’epoca. Ancora oggi, a novant’anni di distanza, la fontana si legge come un segno di ordine urbano: organizza i flussi, attira lo sguardo, racconta la Genova degli anni Trenta e le trasformazioni che sono seguite.
Dai tram all’acqua: come è cambiata la piazza

Prima dell’arrivo della fontana, il centro di piazza De Ferrari aveva tutt’altra funzione. Fino agli anni Trenta vi correva un grande anello di binari, utilizzato come capolinea dei tram cittadini. Quando nel 1934 questo carosello tranviario fu smantellato, lo spazio centrale rimase improvvisamente vuoto e nacque l’esigenza di ripensarne il ruolo, senza compromettere del tutto la circolazione. Tra le ipotesi discusse comparve anche una grande aiuola con palme, in continuità con altre sistemazioni urbane dell’epoca. La scelta non convinse e alla fine prevalse il progetto della fontana, che cambiò radicalmente la percezione della piazza. L’acqua introdusse movimento e suono, il bronzodiedesolidità al cuore dello slargo, le vasche circolari costruirono una forma chiara anche per chi arriva da vie diverse. La successiva riqualificazione del 2001 ha arricchito i giochi d’acqua, rendendo l’insieme più scenografico, ma lasciando intatto il disegno del 1936.
Un simbolo urbano tra eventi, luci e memoria cittadina

Nel tempo la fontana di piazza De Ferrari è diventata molto più di un arredo urbano: è sfondo riconoscibile per fotografie, appuntamenti, celebrazioni sportive, cortei ed eventi civili. L’acqua viene spesso illuminata o colorata in occasione di campagne sociali e ricorrenze, trasformando la fontana in una sorta di schermo urbano su cui la città proietta emozioni e messaggi condivisi. Il suo successo sta anche nell’accessibilità: non serve biglietto né percorso obbligato, la si incontra semplicemente attraversando la città. I genovesi ci passano accanto andando al lavoro, i turisti la raggiungono quasi naturalmente durante la visita del centro, i gruppi si danno appuntamento aisuoibordi. A novant’anni dall’inaugurazione del 1936, questo bacile in bronzo continua a tenere insieme memoria e contemporaneità, offrendo un volto immediato al cuore di Genova e un punto di riferimento costante nel paesaggio urbano.
