Il balcone dei due mari a 2476 metri: la vetta magica da cui l'Italia intera sembra un piccolo plastico
Alla scoperta del "vincitore" dei Monti Sibillini, la montagna più iconica di due Regioni
Scrivere del Monte Vettore per una persona nata e cresciuta a pochi chilometri di distanza in teoria dovrebbe essere abbastanza facile. Invece quest'esercizio è più complicato del previsto perché subito la mente è un turbinio di ricordi, racconti e aneddoti. Iniziamo allora dal presentare il "vincitore", appellativo da cui deriva il suo nome è che presto capiremo da cosa deriva. Siamo nel cuore dei Monti Sibillini, un gruppo montuoso - che è anche un parco nazionale - che si estende a cavallo tra le la parte meridionale delle Marche e quella orientale dell'Umbria, una zona tristemente divenuta nota nel 2016 per il terribile terremoto del Centro Italia. Il Monte Vettore con i suoi 2476 metri è la montagna più alta dei Sibillini - da qui il riferimento al vincitore - e seconda solo a sua maestà il Gran Sasso per quanto riguarda la parte centrale dell'intero arco appenninico nostrano.
Chiunque sia della zona conosce molto bene questo monte - dalla finestra di casa ogni mattino da ragazzo la prima cosa che vedevo alzando la serranda era la sua cima innevata d'inverno e assolata d'estate -, ma anche chiunque mastichi un po' di montagna almeno ne ha sentito parlare. Dalla cima del Monte Vettore infatti, nelle giornate limpide, si possono ammirare il Mar Adriatico a est e il Mar Tirreno a ovest, le colline umbre, i rilievi abruzzesi spaziando fino alla Toscana. Una sorta di balcone sul Centro Italia, impreziosito dalla presenza del Lago di Pilato con il suo colore verde smeraldo intenso. Cerchiamo di scoprire allora qualcosa di più su questo luogo così unico nel suo genere.
I sentieri che portano al Monte Vettore
Veniamo allora al punto focale di tutto il discorso: come salire al Monte Vettore. Ci sono due sentieri che salgono fino alla vetta, entrambi ben tenuti - sono frequenti anche le notturne in estate - e segnalati. Il sentiero più utilizzato - e anche più comodo - è quello che parte da Forca di Presta, un valico che divide le Marche dall'Umbria. Si tratta di un percorso abbastanza lineare, ma la parte finale del crinale naturalmente è più esposta: anche chi non è troppo esperto però può salire facilmente, con la presenza del Rifugio Zilioli lungo il percorso che è un'ulteriore comodità.
L'alternativa per conquistare il Monte Vettore è il sentiero che parte da Santa Maria in Pantano, nelle vicinanze di Montemonaco un piccolo borgo della provincia di Ascoli Piceno. In questo caso il percorso è più lungo e difficoltoso, ma è impreziosito dall'incontro lungo la strada con il magnifico Lago di Pilato che deve il suo nome alla leggenda che vuole sepolto nelle sue acque proprio Ponzio Pilato.
Cosa vedere e fare nelle vicinanze

Per chi volesse passare più giorni nella zona, oltre all'ascesa fino alla vetta del Monte Vettore sono molti altri i luoghi da vedere nelle vicinanze. Restando in tema di escursioni ecco che a poca distanza ci sono le Gole dell'Infernaccio, un canyon stretto e profondo solcato dal fiume Tenna dove si può arrivare anche al suggestivo Eremo di San Leonardo. Immancabile poi una visita a Castelluccio di Norcia, un autentico spettacolo tra la primavera e l'estate quando c'è la fioritura delle lenticchie: la voglia di fare una passeggiata in quest'esplosione di colori è tanta, ma va evitata visto che stiamo parlando di colture.
Facendo pochi chilometri di auto ecco allora che si arriva a Norcia, luogo che ora sta tornando al suo splendore dopo i gravi danni subiti a causa del terremoto, oppure ad Ascoli Piceno, magnifica città medioevale che incanta per la bellezza e l'eleganza del suo centro storico in travertino.
