Il borgo-fortezza è un gioiello dell'Abruzzo d'altri tempi: da qui in certi giorni vedi anche la Croazia
Civitella del Tronto: il borgo sospeso tra cielo, storia e roccia
C'è un luogo, nell’alto Abruzzo, dove la storia appare scolpita nella pietra e il tempo scorre con passo lento, tra le ombre dei vicoli medievali e il profumo di vento che arriva dai monti e dal mare. È Civitella del Tronto, uno dei gioielli nascosti d’Italia, incastonato tra il massiccio del Gran Sasso e le acque dell’Adriatico, e come posato su una rupe di travertino che domina la Val Vibrata.
Questo borgo, incluso con pieno merito nel circuito dei "Borghi più belli d’Italia", è molto più di un semplice paese: è un luogo di confine e di memoria, che per secoli ha vegliato sul passaggio tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio. La sua posizione, al confine tra Abruzzo e Marche, ne ha fatto un crocevia di storia, una terra contesa e difesa con forza, come dimostrano le sue possenti mura e la sua inconfondibile fortezza carica di simbolismo.
Le origini del borgo, la Porta d'ingresso e quel sapore antico che si sente in ogni vicolo

Passeggiare tra le stradine di Civitella è come sfogliare le pagine di un antico libro illustrato. Il nome stesso, “Civitella”, affonda le radici nel latino Civitas, a sottolineare l'antichità della sua origine. E il “Tronto”? È un omaggio al fiume che scorre nelle vicinanze, muto testimone di secoli di battaglie, alleanze e rivoluzioni. Fu proprio qui che, attorno ai secoli IX-X, alcune famiglie trovarono rifugio dalle incursioni saracene, dando vita a un primo nucleo abitativo che avrebbe scritto pagine importanti della storia italiana.
Il borgo ha conservato intatta la sua anima medievale: vicoli stretti, rampe di scale, case in pietra con portali scolpiti e cortili nascosti dove il tempo sembra essersi fermato. Una delle curiosità più amate dai visitatori è la “Ruetta”, la via più stretta d’Italia, che consente il passaggio di una sola persona alla volta. Un gioco architettonico e difensivo, una chicca che affascina e stupisce.
L’accesso al borgo avviene ancora oggi attraverso la Porta Napoli, l’unica delle antiche porte rimasta intatta, che introduce subito nel cuore del paese: Piazza Filippo Pepe, da cui si apre una vista spettacolare.
Il fascino senza tempo della Fortezza borbonica, le sue peculiarità e alcuni cenni storici

Ma è salendo verso la sommità del colle che si svela il vero cuore di Civitella: la Fortezza borbonica, una delle opere di ingegneria militare più imponenti d’Europa, seconda per estensione soltanto a quella di Hohensalzburg in Austria. Voluta nel XVI secolo da Filippo II d’Asburgo, la fortezza fu pensata come baluardo di difesa lungo una delle linee più delicate dello scacchiere italiano.
Con i suoi 25mila metri quadrati di superficie, le tre piazze d’armi, i bastioni, i camminamenti di ronda, le cisterne, la Chiesa di San Giacomo, le caserme e le carceri, rappresenta un vero e proprio monumento alla storia militare. Oggi è quasi interamente visitabile e ospita il Museo delle Armi e delle Mappe Antiche, una collezione affascinante che vi farà rivivere i momenti più intensi degli assedi e delle guerre che qui si sono combattute.
Proprio qui, tra novembre 1860 e marzo 1861, si svolse l’ultima e disperata resistenza dei soldati borbonici contro l’esercito piemontese. Anche dopo la proclamazione dell’Unità d’Italia, i fedelissimi della guarnigione continuarono a combattere, trasformando la Fortezza di Civitella nell’ultimo baluardo borbonico della penisola. Una pagina di storia epica, di orgoglio e tragedia, che fa di questo luogo un simbolo del passaggio tra due epoche.
Ma non è tutto. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la città fu segnata da un capitolo più cupo: qui sorsero tre campi di internamento dove furono reclusi quasi duecento ebrei. Un passato doloroso che oggi viene ricordato con il dovuto rispetto, a testimonianza della memoria collettiva che Civitella custodisce.
Come arrivare a Civitella del Tronto

Chi arriva a Civitella del Tronto non può fare a meno di rimanerne incantato. La si raggiunge facilmente da Teramo, percorrendo la strada statale 81 Piceno Aprutina, e dopo una curva improvvisa appare all’orizzonte, sopra una rupe come un dipinto che pare animato. In un attimo vi sentirete parte di quel mondo sospeso tra cielo, monti e mare.
Visitare Civitella del Tronto significa lasciarsi affascinare da una fortezza che ha fatto la storia, da un borgo che conserva la sua anima autentica, e da un paesaggio che vi riempirà gli occhi e il cuore. Non lasciate l’Abruzzo senza averla vista: vi regalerà emozioni che nessuna guida turistica potrà anticipare.
