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Il capolavoro sconosciuto della Costa Azzurra è un palazzo fatto di bolle, oblò e più di 100 cupole  

Forme curve, finestre circolari e terrazze affacciate sul Mediterraneo disegnano una residenza fuori dagli schemi, sospesa tra architettura e paesaggio.

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Sulle alture di Théoule-sur-Mer, lungo quel tratto di Costa Azzurra che guarda Cannes, il Palais Bulles appare come un miraggio di cemento color ocra sospeso tra roccia e Mediterraneo. Più che una villa, è una creatura architettonica che sfida l’idea stessa di casa: niente spigoli, nessuna facciata tradizionale, ma una sequenza di cellule sferiche, terrazze, oblò e piscine che si rincorrono sul pendio dell’Estérel.

Chi arriva fin qui non trova solo la residenza di Pierre Cardin, ma un vero laboratorio di architettura organica, nato dall’intuizione dell’“habitologue” Antti Lovag alla fine degli anni Settanta.

Oggi il Palais Bulles è un’icona fotografata da lontano e un luogo accessibile solo in occasioni selezionate, tra eventi privati, sfilate di moda e serate legate al Festival di Cannes: una meta affascinante per chi ama design, paesaggio e storie di architettura visionaria.

Palais Bulles: una casa-scultura affacciata sulla baia di Cannes

Il capolavoro sconosciuto della Costa Azzurra è un palazzo fatto di bolle, oblò e più di 100 cupole

Arrivando da Cannes verso Théoule-sur-Mer, lo sguardo corre inevitabilmente verso quel grappolo di volumi ocra che si aggrappa al pendio, a picco sul Mediterraneo. Il Palais Bulles è una villa di circa 1.200 metri quadrati, immersa in un’area di circa 8.000 metri tra giardini, piscine e strutture per eventi, concepita fin dall’origine come un organismo che cresce seguendo la roccia dell’Estérel.

L’idea è di Antti Lovag, progettista di origine ungherese naturalizzato francese, che amava definirsi “habitologue” più che architetto. Il suo obiettivo era disegnare spazi che seguissero i gesti quotidiani, non la rigida geometria dell’angolo retto. Da qui nasce questa grande casa-scultura: un insieme di cellule sferiche collegate, senza corridoi rettilinei, con sale e suite che si aprono su terrazze, vasche e oblò rivolti verso il mare della Costa Azzurra.

Tra cupole, oblò e piscine: come si presenta oggi il Palais Bulles

Molti materiali promozionali parlano di oltre cento cupole, ma le fonti ufficiali precisano che il Palais Bulles è formato da un grappolo di cellule sferiche attraversate da numerose aperture. Il sito della villa cita perfino “mille aperture”, includendo finestre, lucernari e oblò che modulano l’ingresso della luce durante il giorno. Visto dal mare, l’insieme assomiglia davvero a una cascata di bolle sovrapposte che scende verso il Mediterraneo.

I diversi livelli si organizzano attorno a tre piscine, terrazze panoramiche e giardini sospesi, con cascate artificiali e vasche a sfioro. All’interno si trovano una grande sala per ricevimenti, un salone panoramico in grado di ospitare centinaia di persone, due cucine, sala da pranzo e dieci suite. Letti, sedute e arredi seguono le curve delle pareti, con marmo e pietra che rivestono pavimenti e strutture fisse per accentuare il legame tra grotta, paesaggio e comfort contemporaneo.

Dagli esperimenti di Lovag alla scenografia firmata Pierre Cardin

Il capolavoro sconosciuto della Costa Azzurra è un palazzo fatto di bolle, oblò e più di 100 cupole

La storia del Palais Bulles prende forma negli anni Settanta, quando Antti Lovag sperimenta sulla costa francese strutture capaci di adattarsi al terreno e alla luce. L’industriale Pierre Bernard, che aveva già commissionato una casa familiare a Théoule-sur-Mer, affida a Lovag un nuovo progetto sulle colline dell’Estérel. Il cantiere parte nel 1979, con un primo nucleo consegnato nel 1984, poi la superficie abitabile raddoppia e il complesso cresce per fasi successive.

Dopo la morte di Bernard, nel 1991, la villa ancora in trasformazione viene acquistata all’asta da Pierre Cardin. Lo stilista completa molte parti, modifica il progetto del teatro e trasforma la proprietà in residenza, spazio espositivo e sede di ricevimenti. Qui si svolgono eventi legati alla moda e al Festival di Cannes, tra cui la presentazione della collezione resort Dior nel 2015, che porta il Palais Bulles definitivamente al centro dell’immaginario internazionale.

Come vedere il Palais Bulles: accesso, contesto e consigli di visita

Il Palais Bulles sorge lungo il boulevard de l’Estérel, su un pendio ripido tra roccia e macchia mediterranea, con le aperture orientate verso il mare, il cielo e le isole di fronte a Cannes. L’acqua scorre sotto forma di piscine, bacini e cascate, mentre gli oblò incorniciano il paesaggio come quadri. Dal 1999 il complesso compare nelle banche dati del Ministero della Cultura francese, all’interno del marchio dedicato al patrimonio architettonico del Novecento, oggi collegato alla denominazione Architecture contemporaine remarquable.

Per chi viaggia, è importante sapere che il Palais Bulles non funziona come museo aperto quotidianamente: l’accesso avviene tramite eventi privati, manifestazioni o iniziative programmate. Il portale ufficiale segnala la possibilità di riservare la struttura e fornisce un contatto per gli eventi, ma non un calendario di visite individuali. Prima di inserire Théoule-sur-Mer nel vostro itinerario, conviene verificare eventuali aperture straordinarie e considerare la villa soprattutto come tappa panoramica da osservare a distanza.

 
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