Il faro spirituale che svetta nel nulla: in Emilia Romagna c'è l'abbazia millenaria che ti lascerà senza fiato
Un luogo iconico per la storia e la cultura del territorio: la notazione musicale moderna nacque precisamente qui
Storia, cultura e arte racchiuse tra le mura di un luogo che vanta particolari davvero speciali. Una destinazione tutta da scoprire in una regione ricca di tesori nascosti, disseminati tra le province. In questo caso è Ferrara a regalare alcune perle inattese: una delle abbazie più importanti e più apprezzate di tutta l'Italia settentrionale.
L'Abbazia di Pomposa
In provincia di Ferrara, precisamente a Codigoro, sorge l'abbazia di Pomposa. Siamo lungo la strada Romea, la storica statale che collega Ravenna a Mestre sul litorale dell'Adriatico: un luogo di storia e arte nel cuore di un tragitto realizzato a poca distanza dal mare. Una destinazione tutta da scoprire che vanta un'origine antichissima, tra particolari segreti e un racconto che si arricchisce di dettagli da un'epoca all'altra, tra il suo campanile e il monastero. Una destinazione storica, iconica in Italia.
La storia dell'abbazia
Le prime notizie di un'abbazia benedettina costruita presso l'insula Pomposiana risalgono già al IX secolo. Arriva proprio da quest'epoca il primo documento storico che ne certifica l'esistenza: si tratta di una lettera che papa Giovanni VIII inviò nell'874 all'imperatore Ludovico II. Successivamente, l'abbazia passò alle dipendenze del monastero pavese di San Salvatore e nel 1026 fu consacrata dall'abate Guido. Una struttura che rappresentò un centro molto importante per la storia del territorio in relazione anche alle proprietà, nei terreni circostanti e nel resto d'Italia, governate fino al XIV secolo e ottenute grazie alle donazioni. E che svolse un ruolo chiave dal punto divistaculturale nel Medioevo grazie ai monaci amanuensi che risiedevano proprio presso l'abbazia, lì dove nacque la moderna notazione musicale grazie a Guido d'Arezzo.
Visitare l'abbazia di Pomposa
L'abbazia di Pomposa può essere visitata dal martedì alla domenica dalle 8:30 alle 19:30, mentre il lunedì l'ingresso alla chiesa sarà possibile solo per esigenze di culto. Così come la domenica tra le 11 e le 12 in cui l'ingresso sarà riservato ai fedeli.
Il biglietto d'ingresso ha un costo di 5 euro con riduzioni a 3 euro nei giorni festivi e 2 euro per i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, mentre l'ingresso sarà gratuito per tutti i cittadini di età inferiore ai 18 anni. È possibile però usufruire anche dell'ingresso gratuito all'abbazia la prima domenica di ogni mese e nelle date del 25 aprile, 7 maggio, 2 giugno, 4 novembre e 11 novembre. Il biglietto d'ingresso può essere acquistato anche online sul sito ufficiale dedicato ai musei italiani.
I particolari della visita
La visita presso l'abbazia di Pomposa riguarda i tre nuclei che la compongono: il campanile con la chiesa di Santa Maria, il chiostro con gli ambienti annessi e il Palazzo della Ragione. Il campanile rappresenta un mirabile esepio di stile romanico: alto circa 48 metri, ha un interno articolato in 9 piani percorribili fino a raggiungere le campane, lungo 201 gradini.
La chiesa di Santa Maria di Pomposa presenta invece una pianta a tre navate, tipica dell'ambiente ravennate. L'interno della chiesa è il risultato di un palinsesto composito formatosi nei secoli: prevalgono gli affreschi trecenteschi dell'abside e della navata centrale ed emerge, in particolare, la storia di Sant'Eustachio tra le decorazioni più rappresentative. Meritano uno sguardo approfondito anche il pavimento della navata centrale in mosaico, la sala del capitolo, la sala del refettorio e il museo pomposiano, un autentico excursus cronologico dal VI al XIX secolo. Un viaggio nella storia di questo luogo e di questo territorio che rivive tra le mura dell'abbaziadiPomposa.
