Il gigante di pietra che sfida il tempo: l'antico borgo fantasma vicino a un celebre lago del Lazio
Esplora il borgo fantasma del Lazio, tra storia, mistero e paesaggi mozzafiato. Questo luogo è perfetto per una gita domenicale in primavera.
A due passi dal Lago di Bolsena, in provincia di Viterbo, c'è un borghetto fantasma molto affascinante. Si tratta di Celleno, un posto dove storia e leggende si mescolano e dove le pietre sembrano ancora sussurrare racconti dimenticati. Le casette in tufo, i vicoli deserti e il Castello Orsini che domina tutto dall’alto catapultano i turisti in un un’epoca lontana, tra battaglie, conquiste, abbandoni e un ritorno selvaggio della natura. Celleno è un luogo che cattura l'anima, perfetto per chi ama perdersi nel passato e vivere un’esperienza unica e indimenticabile.
Celleno: il fascino del borgo fantasma

Celleno sorge su un colle di tufo, tra il Lago di Bolsena e quello di Alviano, a una ventina di chilometri da Viterbo e a circa 14 chilometri da Civita di Bagnoregio. La sua storia è un pugno allo stomaco: frane, epidemie e terremoti hanno svuotato le strade, lasciando solo ruderi che la vegetazione sta piano piano reclamando. L’accesso al borgo è costituito dal ponte ad arco in pietra, che porta dritto al Castello Orsini, con il suo fossato e la torre di guardia. Vicino, sorgono la Chiesa di San Carlo, con la facciata semplice e il campanile a vela, e la Chiesa di San Donato,patronodelpaese,dicui resta solo un portale gotico-romanico, che accende l’immaginazione su messe e processioni di secoli fa.
Nei vicoli, ex stalle, cantine e forni parlano di vita contadina, mentre da via Maggiore, lo sguardo spazia sulla Valle dei Calanchi, regalando un paesaggio lunare che toglie il fiato. Da non perdere il Convento di San Giovanni Battista, del XVII secolo, col chiostro affrescato e le antiche celle dei frati. Celleno è un luogo che porta con sé un fascino particolare, un posto dove la storia e la natura si intrecciano in modo unico.
Sapori autentici di Celleno e consigli per il soggiorno

Celleno non è solo rovine, ma rappresenta la tappa ideale per chi ama la buona cucina. Noto come "città delle ciliegie", a giugno si tiene la sagra dedicata proprio a questo prodotto, che riempie l'aria di dolcezza. Durante la manifestazione, è possibile assaggiare le ciliegie in molti modi differenti, ad esempio in confettura o nella “Crostatona”, una grande crostata lunga oltre 20 metri, fatta a mano dalle signore del posto.
Per mangiare, puntate su "San Rocco, Vino e Cucina Tipica", vicino al convento di San Giovanni Battista; coregone al forno, orata in crosta di zucchine e patate, zuppa di ceci e castagne, sono solo alcuni dei piatti tipici della Tuscia inclusi nel menù. In alternativa, "Ristorante Pizzeria Bar Mediterranea" offre piatti caserecci accompagnati da vini della Teverina.
Per dormire, ci sono dei bed and breakfast caratteristici, come il “B&B San Rocco” o “L'Antico Fienile”; una valida opzione è noleggiate una casa vacanze a due passi dal centro del borgo, per un’esperienza senza fronzoli o lussi ma autentica.
Come arrivare e consigli pratici
Raggiungere Celleno è semplice. Da Viterbo, basta prendere la SP5 Teverina, mentre dalle altre direzioni bisogna procedere lungo l'A1, uscire a Orte e proseguire sulla superstrada verso Viterbo. Parcheggiate al Convento di San Rocco e fate il resto del percorso a piedi (un chilometro scarso); le stradine sono ripide e strette, quindi scarpe da trekking e passo lento. Il borgo è aperto tutto l'anno, ma è preferibile chiamare gli uffici comunali, per accertarsi che non ci siano zone precluse ai turisti per lavori di restauro. In questo modo, avrete l’opportunità di pianificare al meglio la vostra gita.
Visitate Celleno con attenzione: ogni angolo nasconde un dettaglio, una leggenda di arpie o antiche guerre, e quel mix di natura e storia regala al borgo la sensazione di essere sospeso in un altro tempo. È una tappa imperdibile, se si ama l'Italia vera.
