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Il nido d'aquila della Valle d'Aosta: con questa passeggiata scopri il castello più selvaggio delle Alpi  

Un'escursione che conduce a una delle fortezze più antiche della regione, tra sentieri collinari, vigneti terrazzati e panorami sulla Dora Baltea.

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Sopra la media Valle d’Aosta, il Castello di Cly veglia da quasi mille anni sulla Dora Baltea, incastonato su uno sperone roccioso che domina vigneti, boschi e piccoli borghi. Raggiungerlo a piedi con il trekking ad anello da Chambave significa attraversare un paesaggio alpino diverso dal solito, più asciutto, dove la viticoltura di montagna disegna terrazze e muretti a secco. Il percorso, lungo 7,6 km per 383 metri di dislivello, è alla portata di chi ha un minimo di abitudine al cammino e regala scorci continui sulla valle centrale. L’arrivo alle rovine, con la torre quadrata che svetta sulle mura, completa un’esperienza che unisce natura, storia feudale e antichi sistemi irrigui.È un’uscita perfetta permezzagiornata, da vivere in primavera o in autunno, quando i colori dei vigneti esaltano la silhouette della fortezza millenaria.

Dove si trova il Castello di Cly e perché merita una visita

Il nido d'aquila della Valle d'Aosta: con questa passeggiata scopri il castello più selvaggio delle Alpi

Il Castello di Cly si trova nel comune di Saint-Denis, nella media Valle d’Aosta, affacciato sul fondovalle percorso dalla Dora Baltea. La sua posizione, su un promontorio roccioso, è prima di tutto strategica: da qui si controllavano le principali vie di comunicazione, compresa l’antica Strada delle Gallie che collegava la pianura padana ai valichi alpini.

Oggi quel punto di osservazione militare è diventato un balcone panoramico privilegiato sulla valle. Dalla sommità dello sperone, tra le mura merlate e la torre quadrangolare alta circa 18 metri, lo sguardo spazia sulle colline coltivate a vite, sui piccoli nuclei rurali e, nelle giornate più limpide, su alcune delle grandi cime valdostane. Per chi ama i castelli di montagna, Cly è una tappa quasi obbligata: non è scenografico come i manieri restaurati a fondo valle, ma racconta con sincerità la vita di una vera fortezza medievale.

Il trekking da Chambave al Castello di Cly tra vigneti e ru irrigui

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Per vivere davvero il Castello di Cly ti consiglio di arrivarci a piedi da Chambave, piccolo centro del fondovalle noto per il suo Chambave Muscat. Dal parcheggio presso il cimitero, a circa 485 metri di quota, parte un itinerario ad anello di 7,6 km, con 383 metri di dislivello positivo e una quota massima intorno agli 867 metri.

La prima parte della salita attraversa terrazze vitate e coltivi ben esposti, dove si percepisce la particolarità climatica della valle centrale, più secca rispetto ad altre zone alpine. Qui si costeggia anche il tracciato degli antichi ru, i canali irrigui valdostani: lungo il percorso trovi riferimenti al ru Marseiller e al ru Chandianaz, vere infrastrutture agricole storiche.

I segnavia da seguire in salita sono 4, 1 e 113, mentre in discesa si rientra con i numeri 1, 112 e 4. La difficoltà è classificata E (escursionistico): non ci sono tratti esposti, ma serve un minimo di allenamento alla camminata su sentieri collinari. Considerando soste e visita esterna al castello, calcola tre-quattro ore complessive.

Un tuffo nel Medioevo: torre, cappella romanica e vita nella fortezza

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Le analisi dendrocronologiche datano il mastio del Castello di Cly intorno al 1027, facendone una delle fortificazioni più antiche della Valle d’Aosta. Appartiene al modello delle prime strutture feudali: una grande torre centrale, o donjon, racchiusa da una cinta muraria merlata che segue il profilo irregolare della roccia.

La torre, a pianta quadrata, è alta circa 18 metri e fu costruita direttamente sullo sperone roccioso per resistere meglio agli assedi. L’ingresso originario era rialzato e raggiungibile solo tramite scala, prima lignea e poi in pietra, soluzione tipica delle architetture difensive medievali. All’interno si sviluppavano tre piani sovrapposti, cuore militare e simbolico del complesso.

Accanto agli spazi di guarnigione c’erano ambienti residenziali, cucine, stalle, depositi e soprattutto la cappella romanica di San Maurizio, che in origine custodiva un ciclo di affreschi oggi quasi del tutto perduti. Sul lato nordoccidentale, i resti di una seconda torre nascondono una cisterna con intonaco in cocciopesto: una riserva d’acqua preziosa per una fortezza isolata, fondamentale in caso di lunghi periodi di assedio o difficoltà di accesso ai villaggi vicini.

Come organizzare la visita: accessi, orari, stagioni e attrezzatura

Il Castello di Cly si trova nella frazione omonima di Saint-Denis e si raggiunge in auto seguendo la SS26 della Valle d’Aosta fino a Chambave, o tramite i collegamenti dall’autostrada A5 in zona Châtillon–Saint-Vincent. Da Chambave puoi scegliere se salire in auto verso Cly o affrontare l’intero trekking ad anello partendo dal fondovalle.

Attenzione però a distinguere tra passeggiata e visita interna. Il sentiero è percorribile liberamente quando le condizioni sono buone, mentre l’accesso alla fortezza segue gli orari indicati dal portale turistico regionale: apertura ordinaria dal 1° luglio al 30 agosto, dal martedì alla domenica, con ingressi limitati nelle altre stagioni solo su prenotazione e in base al meteo.

Per organizzarti al meglio, verifica sempre sul sito ufficiale eventuali aggiornamenti su orari, costi del biglietto e modalità di visita. Il periodo ideale per il trekking va in genere da febbraio a ottobre, con un picco di fascino in primavera e in autunno, quando i vigneti cambiano colore. Indossa scarpe da trekking con buona suola, porta acqua, giacca antivento e, in autunno avanzato, parti al mattino per rientrare prima del buio, sempre nel rispetto dei sentieri e delle proprietà agricole attraversate.

 
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