Il paese sul mare dove ogni vicolo porta a una terrazza: la Liguria più lenta e luminosa
Carruggi, scalinate e case affacciate sull’acqua accompagnano una passeggiata lenta, dove il mare compare all’improvviso tra archi e piccole terrazze.
Tellaro è uno di quei borghi liguri che sembrano disegnati per chi ama camminare lentamente, con il mare che compare all’improvviso in fondo a una scala o tra due facciate colorate. Siamo all’estremità orientale del comune di Lerici, nel cuore del Golfo dei Poeti, dove le case si stringono tra il Mediterraneo e le colline che salgono subito alle spalle. La struttura urbana è compatta, nata quando vivere vicino all’acqua significava pescare, commerciare ma anche difendersi dalle incursioni. Per questo i carruggi scendono decisi verso la marina e verso la chiesa di San Giorgio, che sembra quasi appoggiata sugli scogli. Tellaro, oggi inserito tra i Borghi più belli d’Italia, mantiene unequilibrioraro tra autenticità quotidiana e vocazione turistica, offrendo un’esperienza fatta più di scorci e dettagli che di grandi piazze sul mare, in un paesaggio che ha ispirato scrittori e viaggiatori da tutta Europa.
Panoramica di Tellaro, il borgo marinaro sospeso tra roccia e Mediterraneo

Tellaro si affaccia su uno dei tratti più raccolti e intimi della costa ligure, sul versante orientale del Golfo dei Poeti. Il paese cresce letteralmente sulla roccia, con il nucleo storico adagiato su uno sperone che guarda il mare aperto e le colline immediatamente alle spalle. Non c’è una grande passeggiata lungomare ad accogliere chi arriva, ma un intreccio di carruggi, gradini e passaggi coperti che guidano lentamente verso la marina.
Inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, Tellaro conserva ancora la sua anima di antico villaggio di pescatori. La vicinanza all’acqua non è solo una cartolina, ma una chiave per leggere l’impianto urbano: vicoli stretti per difendersi, case compatte per sfruttare ogni metro di roccia, minuscole aperture che improvvisamente lasciano entrare luce e mare. È un borgo da percorrere a piedi, senza fretta, lasciando che siano le curve delle scale a dettare il ritmo della visita.
Carruggi, case colorate e la chiesa di San Giorgio a picco sul mare

La prima immagine che si porta via da Tellaro è quella dei carruggi che finiscono quasi direttamente davanti alle onde. Qui i vicoli liguri diventano spesso scalinate: si scende, si svolta sotto un arco, si attraversa un passaggio stretto e, pochi metri dopo, il mare appare come un sipario che si apre. Molte di queste aperture non sono vere terrazze attrezzate, ma semplici interruzioni tra le case che regalano scorci improvvisi sul Mediterraneo.
Le facciate utilizzano le tonalità tipiche dei borghi costieri liguri, con colori caldi che cambiano aspetto a seconda dell’ora del giorno. Al mattino la luce entra obliqua nei vicoli più stretti, mentre nel tardo pomeriggio le pareti si accendono di riflessi rosati e arancioni. Al centro di questo scenario si impone la chiesa di San Giorgio, costruita sugli scogli e protesa verso il mare. La sua sagoma, fotografatissima, chiude idealmente il paese verso l’acqua e racconta con immediatezza il rapporto diretto tra comunità e costa.
Leggende di mare, incursioni e scrittori nel Golfo dei Poeti
La chiesa di San Giorgio è legata alla leggenda più famosa di Tellaro, quella del polpo salvatore. Secondo il racconto popolare, durante un attacco notturno dei pirati un grande polpo sarebbe emerso dal mare per suonare le campane, svegliando gli abitanti e permettendo loro di organizzare la difesa. Non ci sono prove storiche a sostegno di questo episodio, ma la storia è diventata parte dell’identità locale e riecheggia in feste e riferimenti gastronomici.
Dietro la leggenda, però, c’è una verità storica: per secoli le coste liguri furono esposte a incursioni dal mare, come testimoniano torri e fortificazioni diffuse in tutta la regione. In questo quadro va letta anche la struttura compatta di Tellaro, dove vivere affacciati sul Mediterraneo significava sfruttarne le opportunità controllando allo stesso tempo l’orizzonte.
Il territorio rientra nel Golfo dei Poeti, frequentato da scrittori italiani e stranieri. Tellaro e soprattutto la vicina Fiascherino sono legati a D.H. Lawrence, mentre le storie di Percy Bysshe Shelley e Lord Byron appartengono ad altri angoli del golfo. Camminando tra mare, vegetazione mediterranea e rocce, si riconosce quella stessa luce che affascinò viaggiatori e autori europei.
Come organizzare una visita a Tellaro tra sentieri, mare e parcheggi

Visitare Tellaro significa accettare da subito che l’auto non è la protagonista. Il nucleo storico non è pensato per il traffico moderno e i parcheggi nelle vicinanze possono essere limitati, soprattutto nei weekend e in alta stagione. Conviene informarsi in anticipo sulla posizione esatta del proprio alloggio e sulla distanza reale dai posti auto, perché trascinare valigie su scale e gradini non è sempre agevole.
Il borgo si esplora unicamente a piedi e i dislivelli possono rappresentare un ostacolo per chi ha difficoltà motorie. Le scale obbligano a rallentare, ma è proprio questo ritmo più lento a permettere di cogliere dettagli e scorci. Tellaro può essere inserita in un itinerario più ampio lungo la costa tra Fiascherino e Lerici, valutando però con attenzione salite, discese e stato dei sentieri, soprattutto dopo periodi di pioggia.
Settembre e l’inizio dell’autunno offrono spesso un buon compromesso tra temperature miti, minor affollamento e possibilità di fare ancora il bagno, se il mare lo consente. Qualunque sia la stagione, il segreto è lasciare che siano le scale, gli archi e le terrazze improvvise a guidare il percorso, con il mare che torna puntuale a chiudere l’inquadratura.
