Il Parco dei Mostri è il parco più spaventoso d'Europa
In Italia esiste un parco dalla bellezza davvero... mostruosa
Bomarzo è un piccolo comune della provincia di Viterbo, che sorge nel cuore della Tuscia (tra la vallata del fiume Tevere e le pendici dei monti Cimini) e che conta poco meno di 2.000 abitanti.
Un paesino di confine, che dista una manciata di chilometri dall’Umbria e che si distingue grazie al suo palio rionale e alle sue produzioni artigianali.
Eppure ogni anno Bomarzo viene letteralmente presa d’assalto da migliaia di turisti grazie ad una meraviglia più unica che rara, capace di fondere l’ingegno dell’uomo alla magia della Natura.
Stiamo parlando del magico Parco dei Mostri, anche noto come Villa delle Meraviglie o Sacro Bosco, celebre in tutto il mondo per le numerose sculture presenti al suo interno e ritraenti animali mitologici, divinità e, per l’appunto, creature mostruose.
La misteriosa storia del Parco dei Mostri
Il Parco dei Mostri nasce durante il XVI secolo su commissione del principe Vicino Orsini, che progettò e supervisionò tutta la sua realizzazione. Si tratta di un complesso monumentale che si articola in circa 3 ettari di parco, all’interno di una foresta all’insegna delle conifere. Un complesso reso unico dalla presenza di decine e decine giganteschi mostri di pietra: figure disturbanti e incomprensibili, che rimandano al mondo fantastico ed a quello mitologico tramite simbolismi tutt’altro che immediati.
Un altro dei soprannomi del Sacro Bosco di Bomarzo è “Bosco Iniziatico” e, a tal proposito, è in effetti probabile che fosse stato concepito come una specie di vero e proprio percorso iniziatico: il principe Orsini dichiarò più volte di volere un luogo dove “sfogare il core” ed è lecito pensare che avesse intenzione di stimolare tanto l’intelligenza quanto le emozioni di chi lo attraversava.

I mostri del Parco
Il Parco dei Mostri presenta tante diverse creature orrorifiche, che, nel corso degli anni, sono state studiate e addirittura catalogate. Ad esempio, appena entrati nel bosco è impossibile non notare le due Sfingi accollate su un basamento che fanno simbolicamente a la guardia all’intero complesso. Poco oltre si trova il Glauco, una strana maschera antropomorfa con la bocca spalancata che dà l’impressione di uscire direttamente dalle profondità terrestri.
Parlando di mostri è doveroso poi ricordare almeno il cosiddetto “Gruppo della Tartaruga e della Balena”, che sembra parlare in maniera metaforica di stabilità e longevità, con la tartaruga che rappresenterebbe niente meno che l’unione tra Terra e Cielo. Menzione d’onore infine per il “Colosso”, ovvero la statua più grande di tutto il bosco: un’imponente opera d’arte in pietra che rappresenta la lotta tra due giganti, osservati da alcuni guerrieri.

Il Parco dei Mostri, una storia d'amore
Detto ciò il Sacro Bosco di Bomarzo non è soltanto mostri, ma è anche, insospettabilmente, amore nella sua forma più pura. Secondo diversi studiosi infatti l’intero complesso sarebbe stato commissionato per celebrare i sentimenti da Vicino Orsini nei confronti di sua moglie Giulia Farnese.
Proprio a lei è infatti dedicato il Tempietto del parco, che sorge leggermente isolato rispetto al percorso principale: una costruzione singolare che accoglie stili architettonici di diverse epoche. Una struttura che si discosta nettamente dal fascino conturbante delle statue di cui sopra e che regala al Parco dei Mostri fascino ulteriore.

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