Il Parco Regionale dei Castelli Romani rimette la cultura al centro del dibattito
Domenica 10 Marzo 2024, tra le antiche mura barocche di Palazzo Chigi ad Ariccia, si è concluso un importante convegno sul presente e sul futuro del Parco Regionale dei Castelli Romani
Domenica 10 Marzo 2024, tra le antiche mura barocche di Palazzo Chigi ad Ariccia, si è concluso un importante convegno organizzato dall'ente del parco sul presente e sul futuro del Parco Regionale dei Castelli Romani. In occasione del quarantennale dell’ente, l’amministrazione comunale (nella persona del sindaco Gianluca Staccioli, coadiuvato dal direttore del Parco Emanuela Angelone) in collaborazione con l’Ordine dei Geologi del Lazio, ha dato spazio ad importanti voci del contesto storico culturale del territorio dei Castelli Romani ospitandoli nel meraviglioso palazzo barocco in modo da discutere e comunicare i valori e le potenzialità di un parco ricco di natura, storia e cultura. Andiamo ad approfondire i temi di cui si è discusso, in ottica tanto futura quanto presente.
La valorizzazione dei beni culturali come vettore di slow tourism ai Castelli Romani

Durante il convegno si sono susseguiti gli interventi di personalità tra geologi, rappresentanti delle istutuzioni e studiosi, con l'intento comune di parlare delll'importanza dei beni culturali sul territorio, tra cui impossibilie non citare il Parco dell'Appia Antica, forte candidato ad entrare a far parte della lista UNESCO dei patrimoni dell'umanità.
Mentre il contesto globale si riempie la bocca di parole pesanti come “potenza economica”, in Italia ci riserviamo l’onore di portare avanti il nostro paese come la prima potenza culturale del mondo, come affermato proprio dal sindaco Staccioli. Questa pesante qualifica però si porta dietro (come d’altronde tutti gli onori) l’onere di dover convertire questo patrimonio in qualcosa che sia utile nel pragmatico alla società che gli gravita intorno. Nel caso specifico del territorio dei Castelli Romani e dell’ente del Parco Regionale, i beni culturali di valore artistico – archeologico, ma anche naturalistico, creano il quadro che suscita il maggiore interesse nei turisti sia locali che di tutto il mondo. Parliamo di un volumeturistico di certificato spessore, ma a volte troppo mordi e fuggi. La sfida che impegnerà enti ed istituzioni nel futuro prossimo sarà proprio quindi far uscire i Castelli Romani da quell’ottica di gita fuori porta, ma, come precisato da Ivan Boccali Commissario Straordinario dell'ente del Parco dei Castelli Romani, convertire l’esperienza in un vero e proprio slow – tourism, ma tutto passerà dal valorizzare le innumerevoli bellezze e dare loro la giusta importanza. Risulta quindi più che fondamentale un’attenta valorizzazione, ma in un modo sostenibile, un compromesso tra fruizione e tutela, così da generare un flusso di turismo qualificato ben consapevole dell’ambiente e della sua fragilità.
Leggi l’elenco dei relatori del convegno e l’argomento dei loro interventi.
Il Parco Regionale dei Castelli Romani: un museo a cielo aperto da valorizzare e tutelare
Non esageriamo a definire il Parco un vero e proprio museo a cielo aperto. All’interno dei suoi confini (tanto dibattuti) infatti, sono sparsi decine di punti di interesse storico archeologici e culturali. Tra i tanti sparsi nel parco, possiamo citare il Santuario di Giunone Sospita ed il museo diffuso di Villa degli Antonini, entrambi nel comune di Lanuvio, testimoni dell’antichissima storia del territorio.
In quanto geosito però, il Parco dei Castelli Romani è un bene culturale a carattere geologico altamente vulnerabile, per questo è fondamentale che amministrazioni ed enti riescano a collaborare ad una visione comune, così da valorizzare e far conoscere le bellezze del territorio formando le persone sui suoi punti più sensibili, inserendo nella comunicazione naturalistica anche quella di conservazione culturale. Come affermato anche dal direttore Emanuela Angelone, il parco è un vero e proprio asset da prendere in considerazione per parlare dello sviluppo sociale ed economico del territorio, proprio per questo (grazie anche ad eventi come questo) l’effettiva resa turistica di un ente come il Parco dei Castelli Romani passa dal parlare , dibattere e conoscere, così da rendere consapevoli sia il locals quanto i turisti del reale valore del meraviglioso territorio in cui ci troviamo.
