È alta 14 metri e pesa 170 tonnellate, ma per scoprirla dovrai tuffarti in acqua: è l'unica del suo genere in Italia
In uno dei posti più belli e suggestivi d’Italia, le Cinque Terre, si trova un’insolita struttura a picco sul mare
Chi si reca a Monterosso al Mare, il piccolo borgo ligure al centro delle Cinque Terre, non può fare a meno di notare un’imponente statua raffigurante il dio Nettuno. La scultura è di una straordinaria bellezza e offre ai visitatori una visione unica al mondo. Alta più di 14 metri e pesante 1700 quintali, sovrasta il paesaggio circostante ed è diventata uno dei simboli di Monterosso. Ecco, quindi, alcune curiosità da sapere sulla storia della statua.
Statua del dio Nettuno a Monterosso al Mare

La statua di Nettuno si trova nei pressi della spiaggia di Fegina, direttamente a picco nel mare cristallino. La struttura fu costruita nel 1910 in cemento armato e ferro, da Arrigo Minerbi di Ferrara e dall’ingegnere Levacher, su incarico di Giovanni e Juanita Pastine, una ricca coppia del posto tornata dall’Argentina, che volle contornare la loro meravigliosa villa con questa scultura. La divinità, infatti, aveva tra le mani, oltre al tridente, una conchiglia gigantesca appoggiata sul capo, che formava l’enorme terrazza dell’abitazione. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la statua fu pesantemente danneggiata e nel 1966, in seguito a una forte mareggiata, fu necessaria un’accurata opera di ristrutturazione per risanarnelastruttura.Oggiladivinitàappare come un tronco senza braccia e senza una gamba e sono andati distrutti anche il tridente e la conchiglia. Della Villa Pastine, invece, è sopravvissuta soltanto una torre. L’edificio fu costruito tra il 1906 e il 1910 sulla Casa dei Doganieri (citata anche da Montale) ed era composta da tre piani, con la torre laterale, una terrazza, una loggia a colonne, un piccolo ponte e una grande scala di marmo a tre rampe. Dopo la morte di Giovanni Pastine, poco dopo la Prima Guerra Mondiale, Juanita ritornò a Buenos Aires e la struttura fu abbandonata, fino alla quasi completa distruzione durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale.
Negli anni ’80, grazie a un gioco contenuto nel libro Il Tesoro di Masquerade (molto famoso all’Estero, soprattutto nel Regno Unito), si ritornò a parlare della statua del dio Nettuno. Bisognava risolvere degli enigmi per trovare un tesoro nascosto e questa insolita caccia fu vinta dalla signora Carla Vignola, che riuscì a trovare il bottino nascosto proprio dietro il tallone del Gigante di Monterosso.
Come arrivare a Monterosso al Mare

I visitatori possono facilmente raggiungere la località sia via terra sia via mare. Per chi si muove in treno, la stazione di Monterosso è collegata con le principali città italiane e, da qui, si arriva in spiaggia dopo una breve passeggiata tra le vie del borgo. Nei mesi estivi ci sono traghetti e barche che collegano Monterosso con gli altri Comuni delle Cinque Terre e della Liguria. Se si arriva in auto, infine, bisogna solo fare attenzione alla zona a traffico limitato al centro della cittadina, ma ci sono numerosi parcheggi nelle vicinanze.
