In Abruzzo c'è la cascata segreta d'Italia: quella che scorre sembra pietra e non acqua
Nascosto tra i colli abruzzesi c’è un canyon con torrente e cascata, sovrastato da enormi pareti calcaree. Un gioiello che vale la pena visitare.
A Pennadomo, un paesino situato sul colle del versante sinistro della media valle del Sangro, in Abruzzo, ci sono delle caratteristiche falesie calcaree alte centinaia di metri, che si ergono maestose da millenni. Qui è possibile effettuare arrampicate e ammirare rare specie faunistiche e floristiche, tra cui l’asfodele giallo, il falco pellegrino e la rondine montana. Ma a catturare gli occhi meravigliati degli spettatori è la cascata con salto di 10 metri nel limpidissimo torrente.
Gole di Pennadomo e cascata della Gran Giara: l’incanto naturalistico nel cuore dell’Abruzzo

Pennadomo è un piccolo Comune abruzzese della provincia di Chieti. Non rientra tra le mete turistiche più famose, ma è un luogo che vale assolutamente la pena visitare. Lo studioso Ettore Paratore ha descritto il paesino come una “minacciosa fortezza naturale”, per via della presenza del Parco delle Lisce, un patrimonio naturalistico di ineguagliabile bellezza, nato millenni fa. Nascosto tra colline e boschi, è situato un piccolo canyon, con pareti altissime raccolte in un perimetro di poche decine di metri. Il nome Pennadomo deriva proprio dalle falesie che, da lontano, sembrano delle pinne (da qui la denominazione “Pinna in Dominu”, masso sporgente) e che, in passato, erano luogo prediletto perinascondigli dei briganti.
Le diverse stratificazioni e tonalità delle pareti formano dei meravigliosi e suggestivi giochi di luce a contatto con i raggi del sole. All’interno di queste gole, si trova il fiume San Leo e, in fondo al canyon, la straordinaria cascata della Gran Giara. La “forra” è nata dall’erosione del piccolo torrente e presenta un salto di circa 10 metri nelle limpide acque che è possibile anche risalire a piedi, soprattutto in primavera e in estate, quando la portata del fiume San Leo è minima. L’erosione dell’acqua, nel corso degli anni, ha formato delle stratificazioni orizzontali e verticali e delle deformazioni molto evidenti, con delle faglie e delle grinze nella roccia che ricordano le pagine di un libro. Si tratta di un vero epropriomuseo a cielo aperto, perché all’interno delle falesie non solo è possibile riconnettersi con la natura e provare un senso di serenità, ma anche avventurarsi in esperienze uniche ed adrenaliniche.
Consigli utili per visitare il Parco delle Lisce e la cascata di Pennadomo
Raggiungere il borgo di Pennadomo è molto semplice arrivando dalla costa Adriatica. Dall’autostrada A14, in direzione Taranto, bisogna prendere l’uscita Val di Sangro e, dopo, imboccare la superstrada SS652 fino alla località di Bomba. Da qui basta seguire le indicazioni fino a Pennadomo. Partendo dal centro del borgo, il percorso per la cascata è facilmente individuabile tramite Google Maps, non ha grandi difficolta ed è molto breve, ma trattandosi di un territorio roccioso e fangoso, perché a ridosso del fiume, è necessario prestare attenzione a una serie di elementi. Innanzitutto, è opportuno controllare le condizioni metereologiche, per evitare problemi lungo il tragitto. È, poi, consigliato munirsi di un equipaggiamentoadeguato:scarpe da trekking resistenti e impermeabili, abbigliamento comodo, caschetto di protezione, snack e acqua.
Una volta giunti alla cascata, l’attenzione viene catturata dalla bellezza del paesaggio. È possibile fermarsi per un picnic sulle rive del fiume oppure sedersi per ascoltare il fruscio rilassante dell’acqua. Si tratta di un posto imperdibile per chi vuole esplorare per bene l’Abruzzo e immergersi nella tranquillità di territorio di incomparabile splendore.
