In Basilicata c'è il borgo più colorato d'Italia: qui ci sono ben 150 murales
Ai piedi del Monte Carpineto sorge un paese in cui l'arte e la tradizione si fondono per regalare ai turisti delle opere originali e ineguagliabili.
La Basilicata è una regione ancora troppo sottovalutata, ma nasconde dei veri e propri tesori, immersi in un paesaggio naturalistico e architettonico di impareggiabile pregio. In particolare, alle pendici del Monte Carpineto, sorge Sant’Angelo le Fratte, un piccolo borgo abbellito da tantissimi murales e sculture di marmo e bronzo. Qui i turisti possono perdersi tra i vicoletti e le case variopinti e organizzare visite guidate ed escursioni, per un'esperienza davvero unica e suggestiva.
Sant’Angelo le Fratte: il gioiello lucano dei murales e delle sculture

Sant’Angelo le Fratte è un comune di poco più di mille abitanti, in provincia di Potenza, noto perché, dal 1430 al 1818, fu designato come sede vescovile provvisoria, dopo la distruzione di Satriano. Sull’origine del nome, ci sono due teorie prevalenti: la prima lo ricollega alla locuzione “Castrum Sancti Angeli de Fratis”, indicante l’appartenenza alla chiesa, mente la seconda (più avvalorata) ritiene che derivi dalla devozione all’Arcangelo Michele, Patrono del borgo. Il titolo “le Fratte”, invece, prenderebbe spunto dal participio passato passivo dal verbo latino “frango” (spaccare), perché questo luogo sorge sotto la spaccatura del monte Carpineto.
Il borgo è conosciuto soprattutto per i numerosi murales che caratterizzano i muri e gli edifici dei vicoletti. Coloratissime, queste 150 raffigurazioni sono state realizzate a partire dal 1995 e hanno portato a Sant’Angelo le Fratte artisti provenienti da tutto il mondo. I murales rappresentano scene di vita quotidiana e le tradizioni del comune lucano, con il tema della vendemmia che spicca su tutti. Tale peculiarità ha permesso che il comune venisse ricompreso nella cd. Valle più dipinta d’Italia, di cui fanno parte anche Satriano e Savoia di Lucania. Tra i meravigliosi vicoli del borgo, inoltre, è possibile ammirare statue bronzee e marmoree, che fotografano le tradizioni contadine delpassato.Nel2017,presso la località Croce, si è tenuta l’inaugurazione della statua in pietra dedicata al Patrono San Michele Arcangelo.
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Gita a Sant’Angelo le Fratte: ecco cosa vedere

Oltre ai murales, una delle principali attrazioni di Sant’Angelo le Fratte sono le cantine. In particolare, nel luogo denominato “Cupa“, ci sono cantine costruite nella roccia del Monte Carpineto e usate per la conservazione dei cibi (prevalentemente salumi, formaggi e vino) che, insieme, creano un vero e proprio percorso. Qui, a metà agosto, si tiene il famoso evento “Le Cantine Aperte di Sant’Angelo Le Fratte”.
Nel suggestivo centro storico, invece, merita assolutamente una visita il Palazzo Galasso, oggi sede del municipio, un luogo che offre una vista privilegiata sulla circostante Valle del Melandro. L’immobile ospita la Pinacoteca Civica “Michele Antonio Saverio Cancro”, in cui sono conservate 243 opere del noto artista locale. Tra i luoghi di interesse, annoveriamo anche la Chiesa Madre, nota come Santa Maria ad Nives, distrutta dal devastante sisma del 1694 e, in seguito, ricostruita. È caratterizzata da tre navate a croce latina dalle quali si scorgono l’altare maggiore in legno dorato, un crocifisso del 1726 e alcune statue del XVIII secolo (inclusa quella di San Michele Arcangelo). Degne di nota sono anche i ritratti della MadonnadelRosarioedella Natività, opera del pittore lucano di Giovanni De Gregorio, detto “Il Pietrafesa”. A completare il tour di questo straordinario angolo della Lucania, c’è il Campo di Venere, dove primeggiano le coltivazioni di frumento, orzo, grano e foraggio e dove è possibile organizzare escursioni per immergersi nel rilassante panorama naturalistico. In questo posto, infine, è situato l’eremo francescano, l’unico del Sud Italia, presso la cui chiesa si trovano affreschi e bassorilievi dedicati alle principali scene della tardizione cristiana.
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