In Piemonte c'è un borgo a forma di cuore: il suo nome è l'anagramma di amore
Ormea, il cuore nascosto delle Alpi Liguri
Se si osserva Ormea dall’alto, non si può non rimanere sorpresi. Il borgo si disegna nel paesaggio con un profilo preciso, quello di un cuore. Un segno del destino, forse, che ben racconta l’anima di questa cittadina incastonata a 750 metri di altitudine nell’Alta Val Tanaro, al confine tra Piemonte e Liguria.
La sua posizione è privilegiata: da qui lo sguardo abbraccia le vette delle Alpi Liguri – il Monte Antoroto, l’Armetta, il Mongioie e il massiccio del Marguareis – mentre il Pizzo d’Ormea, con la sua forma a cono, svetta come guardiano silenzioso. E nelle giornate terse, seguendo la SS28 che scende rapida, il mare di Imperia e Albenga sembra quasi a portata di mano per una gita tra rilievi e costa.
Storia e leggende tra vicoli e mura

Il nome Ormea deriva da Ulmeta, “luogo degli olmi”, per i boschi che un tempo avvolgevano il territorio. La storia qui ha lasciato tracce profonde: prima furono i Liguri Vagienni, poi i Romani, quindi – nel X secolo – le scorrerie saracene, che innalzarono una torre di guardia e la Balma, la più grande caverna fortificata delle Alpi Occidentali.
Nei secoli successivi Ormea passò ai Conti di Alba, ai Marchesi di Ceva e, dal 1665, ai Savoia. Nel 1794 arrivarono i francesi, che distrussero parte del locale castello e incendiarono il grande lanificio voluto dal marchese Carlo Vincenzo Ferrero. Poi il vento napoleonico portò nel 1804 il titolo di Città, e a fine Ottocento la ferrovia aprì le porte a un turismo elegante e internazionale: sorsero il Grand Hotel e il Casinò Municipale, attirando nobiltà e alta borghesia da tutta Europa.
Passeggiare per il centro storico di Ormea è come tornare indietro nel tempo. Via Roma, la spina dorsale commerciale del borgo, è animata da botteghe e attività, mentre tutt’intorno si snoda un labirinto di vicoli chiamati “Trevi” nel dialetto locale: stretti passaggi medievali che custodiscono antiche case con fregi, piazze senza tempo, statue e fontane scolpite nel caratteristico marmo nero di Ormea.
Un sistema ingegnoso, il Biale, accompagna ancora oggi la vita quotidiana: un canale che convoglia l’acqua da un torrente per lavare le strade e liberarle dalla neve, invenzione ottocentesca che sorprende per la sua attualità.
Sopra il borgo resistono i ruderi del castello, eretto nel X secolo a difesa dalle incursioni saracene e fortificato dai Savoia contro la Repubblica di Genova. Le sue rovine, ridotte così dall’esercito napoleonico, dominano ancora l’abitato come un ricordo di pietra.
Tesori d’arte e di fede e la natura che invita all'esplorazione

Il cuore religioso di Ormea batte nella parrocchiale di San Martino. Costruita sul finire del Quattrocento, custodisce affreschi del XIV secolo e un campanile romanico che un tempo era la torre d’ingresso della città. Non lontano, il giardino botanico forestale dell’antico cimitero accoglie un percorso tra le specie vegetali del territorio.
Tra i vicoli si incontrano poi la Casa dei Signori di Ormea, con decorazioni celtiche, la chiesa della Madonna degli Angeli con il Museo Etnografico annesso, oltre a varie chiesette, piloni votivi e opere scolpite nel marmo nero locale che costellano le frazioni e i boschi circostanti.
Ormea è circondata da un ambiente naturale incontaminato che invita a rallentare. I sentieri sono innumerevoli e adatti a ogni passo: a piedi, a cavallo o in mountain bike. La Balconata di Ormea, itinerario escursionistico di circa 40 km a un’altitudine media di 1200 metri, collega frazioni e borgate offrendo panorami spettacolari senza grandi dislivelli. Può essere percorsa a tappe, ad anello, o goduta in brevi tratti panoramici.
Gli amanti della montagna trovano qui pareti per arrampicare, percorsi per ciaspolate e il Centro Fondo Cantarana per lo sci nordico. Nei torrenti e nei laghi, le acque limpide invitano alla pesca sportiva, mentre nelle vicinanze del fiume Tanaro un parco giochi e un’area camper accolgono famiglie e viaggiatori.
Con le sue frazioni e le borgate disseminate nella valle, con il fascino del suo borgo medievale, i sapori della sua cucina, le testimonianze artistiche e i panorami che si spingono lontano, Ormea è molto più di una tappa alpina. È un luogo che incanta chi cerca natura, cultura e autenticità, racchiusi in un borgo che ha davvero la forma e l’anima di un cuore.
