In provincia di Sassari c'è la piccola capitale degli olmi della Sardegna
A Olmedo si score la Sardegna archeologica e autentica tra Nurra e meraviglie megalitiche
Nel cuore della Nurra, porzione nord-occidentale della Sardegna, tra Sassari e Alghero, si trova Olmedo, affascinante comune della provincia di Sassari che pulsa di storia, tradizione e dove un paesaggio autentico si fa custode di radici profonde. Con circa 4.000 abitanti, Olmedo – il cui nome deriva dal latino Ulmetum, ovvero olmeta – conserva ancora qualche olmo testimone del bosco che un tempo ne dava il nome, affiancato da lecci e sughere tipici della macchia mediterranea della Nurra.
Un viaggio tra pietre antiche e saperi del passato
Il territorio di Olmedo è disseminato di testimonianze che coprono una linea temporale impressionante: dalla preistoria fino all’età romana, passando per il Medioevo. Protagonista indiscusso è il Complesso prenuragico di Monte Baranta, situato a circa 2 km dal centro abitato, su un altopiano calcareo-trachitico a 120 metri sul livello del mare. Qui, tra muraglie megalitiche, circoli di ortostati e un monolite non rifinito di quasi quattro metri, si racconta la storia della cultura di Monte Claro (2500–2200?a.C.), occupata poi sporadicamente in età nuragica e romana. Il complesso è stato inserito nel 2025 nella lista UNESCO dedicata alle tradizioni funerarie prenuragiche. Il territorio ospita circa 25 nuraghi, tra i più noti il NuragheTalia, in prossimità della strada per la SS?291. Questo nuraghe presenta dimensioni importanti – 11 metri di diametro e un alzato di circa 4 metri – e un ambiente termale annesso, sintomo della vitalità antica del sito.
Passeggiare tra vicoli, artigianato e chiese
Nel centro storico, i vicoli di Olmedo si vestono di pietra locale, scanditi da edifici semplici ma ricchi di carattere. La chiesa più significativa è Nostra Signora di Talia, edificio romanico edificato tra 1100 e 1125 da maestranze tosco-lombarde, in conci di calcare, trachite basaltica e tufo rossastro. Al suo interno, tre navate e una copertura a botte nelle navate laterali, mentre la facciata sfoggia archetti pensili e una piccola apertura cruciforme. Un capolavoro di austerità e geometria sacra. Passeggiando si incontrano poi piccole case rurali, fonti in pietra, antichi palazzi ottocenteschi e angoli dove l’artigianato racconta mani e storie. L’atmosfera è quella di un borgo che respira nel presente, ma sa ancora leggersi attraverso lastricati,intrecci e silenzi.
