In Puglia c'è una città che sembra nascere dalla roccia, ed è la perfetta alternativa a Matera da scoprire a giugno
Tra i canyon di Puglia c'è un antico borgo che è stato scenario di un film di 007, ma il suo fascino resta antico
Nel cuore della Puglia più antica e selvaggia, là dove l'Alta Murgia si sfuma verso la Murgia Materana, sorge Gravina in Puglia: una città che non si limita a essere abitata, ma che sembra scolpita direttamente nella roccia e nel tempo.
- La città sospesa tra due sponde
- Tra centro storico e chiese rupestri, tutto il fascino antico di Gravina
- Una città nascosta sotto la città e la ricchezza dei musei
Qui il paesaggio non è uno sfondo, ma un protagonista. Le "gravine", profonde ferite della terra simili a canyon, sono il risultato di millenni di lenta erosione dell'acqua sulle rocce calcaree delle Murge. Ed è proprio da queste fenditure maestose che la città prende il nome e la sua identità più autentica.
La città sospesa tra due sponde
Il primo nucleo della Gravina medievale nasce quando le popolazioni che vivevano negli insediamenti rupestri circostanti, decidono di risalire e stabilirsi sulla sponda orientale del canyon del torrente Gravina. Ancora oggi, però, la memoria più antica non è scomparsa: sulla sponda opposta, quella occidentale, sopravvive il Parco archeologico di Botromagno, accessibile e gratuito, dove le tracce di insediamenti preistorici e antichi continuano a emergere dal terreno come pagine di un libro mai del tutto chiuso.
A collegare le due anime della città c'è un'opera che sembra uscita da un racconto epico: il Ponte dell'Acquedotto, noto anche come viadotto della Madonna della Stella. Non è solo un attraversamento, ma un'esperienza sospesa a 37 metri d'altezza: da un lato la città, dall'altro il vuoto del canyon.
La sua storia è complessa e stratificata: costruito tra XVII e XVIII secolo, distrutto da un terremoto nel 1722 e poi ricostruito dalla famiglia Orsini per trasportare le acque delle sorgenti di Sant'Angelo e San Giacomo, ha assunto nel tempo anche una funzione idraulica. Originariamente composto da 25 archi, fu poi modificato dopo i danni dell'alluvione di meta del XIX secolo.
Oggi è uno dei simboli più iconici di Gravina in Puglia e ha conquistato anche il cinema internazionale: qui sono state girate scene del film "No Time to Die" della saga di James Bond.
Tra centro storico e chiese rupestri, tutto il fascino antico di Gravina
Superato il ponte, si entra in un'altra dimensione. Il centro storico è un intreccio di vicoli lastricati, archi, case in pietra e piazzette che conservano un'atmosfera immutata nei secoli. Il borgo si sviluppa tra i rioni Piaggio, Fondovico e Borgo, formando quasi un cerchio di memoria medievale.
Tra i luoghi più importanti spicca la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Gravina, costruita in origine in epoca normanna nel XI secolo e poi ricostruita dopo un incendio nel 1508. Il suo interno è un incontro di epoche: decorazioni rinascimentali e barocche convivono con elementi più antichi, mentre il soffitto ligneo dorato domina la navata centrale. Non lontano si incontra il Palazzo Ducale di Gravina, residenza della famiglia Orsini, e la Biblioteca Capitolare Finya, che custodisce un patrimonio di oltre 11.000 volumi, alcuni dei quali antichissimi.
Se c'è un luogo dove il tempo sembra fermarsi, è la chiesa rupestre di San Michele delle Grotte. Scavata interamente in un blocco di tufo tra l'VIII e il X secolo, è considerata una delle più antiche della città: fu la prima cattedrale del territorio. Qui la pietra racconta storie dure e leggendarie. Secondo la tradizione, alcuni resti umani visibili all'interno sarebbero legati ai martiri dell'eccidio del 999, attribuito ai Saraceni. Altre chiese rupestri arricchiscono il territorio, come la Madonna della Stella, il Sepolcreto e San Basilio, tutte testimonianze di una spiritualità antica, nata e cresciuta nel silenzio delle grotte.
Sulle alture poco fuori dalla città si trovano i resti del castello fatto costruire da Federico II: una struttura a pianta rettangolare con quattro torri e ambienti sotterranei. Colpito da terremoti e alluvioni tra XV e XVII secolo, fu progressivamente abbandonato, passando dalla dinastia Orsini ai Pomarici Santomasi, che lo donarono infine alla città.
Una città nascosta sotto la città e la ricchezza dei musei
Ma Gravina non è solo ciò che si vede. Sotto le strade, sotto le piazze e le case, si estende un mondo parallelo: cantine, cisterne, cunicoli e antichi luoghi di culto. Grazie all'associazione Gravina Sotterranea è oggi possibile esplorare questo labirinto nascosto, dove la città si rivela nella sua forma più autentica e sorprendente.
Il viaggio nelle tradizioni e nella vita popolare continua tra i musei: dalla Fondazione Pomarici Santomasi al Museo Archeologico, fino al Museo della civiltà contadina e a quello Capitolare di Arte Sacra. Ogni spazio conserva un frammento dell'identità locale. In Piazza Benedetto XIII si incontra anche il laboratorio del "Cola Cola", i caratteristici fischietti in terracotta che raccontano una tradizione popolare tramandata da generazioni.
A completare il quadro c'è il respiro ampio del Parco nazionale dell'Alta Murgia: un paesaggio aspro e luminoso, perfetto per escursioni tra pietra, vento e silenzi antichi. A pochi chilometri, quasi come un'eco nel paesaggio, si trova Matera: due città diverse, ma unite dalla stessa anima rupestre.
Visitare Gravina in Puglia significa entrare in una narrazione stratificata, dove ogni pietra ha una storia e ogni panorama sembra aprire una finestra su un passato ancora vivo. È un luogo che non si visita soltanto: si attraversa, si ascolta, si ricorda.
