In Svezia hanno spostato una chiesa di 5 chilometri che pesa 672 tonnellate per salvarla da una miniera
Un evento unico ha interessato questa piccola cittadina svedese, ed è successo per un motivo ben preciso
D’inverno è una incredibile porta d’accesso all’aurora boreale e il posto perfetto per praticare escursioni a bordo di slitte trainate da cani. In estate si trasforma nel regno del sole di mezzanotte, uno dei fenomeni naturali più impressionanti al mondo, e punto di partenza ideale per fare trekking nei vicini parchi nazionali e visitare in compagnia di guide esperte la miniera, che nella storia che stiamo per raccontarti riveste un ruolo cruciale. A partire dall’estate del 2025, si aggiunge un altro motivo a quelli per cui vale la pena visitare almeno una volta la città di Kiruna. Nel profondo nord della Svezia e maggior centro della Lapponia svedese a 145 chilometri dal Circolo Polare Artico, Kiruna dimostra che il futuro può essere costruito senza cancellare il passato. E che persino una chiesa può mettersi in cammino, se a muoverla è l’amore di un’intera comunità.
Una città che si sposta per il suo futuro
Nel 1890 nel territorio di Kiruna fu scoperto un immenso giacimento di ferro che ha segnato per sempre il destino della città. La miniera, ad oggi la più grande miniera di ferro d’Europa, è gestita dalla compagnia statale LKAB che ha dato lavoro a intere generazioni. Questa ricchezza ha avuto però anche un prezzo: le gallerie sotterranee hanno progressivamente destabilizzato il terreno, minacciando il centro abitato con il rischio di cedimenti. Per questo, all’inizio del nuovo millennio, è stato deciso di trasferire l’intera città in un’area più sicura. Un’impresa che da quel momento richiederà anni di pianificazione, milioni di euro e un coinvolgimento costante della comunità. Nel 2018 è stato spostato il municipio, nel 2022 è stato inaugurato ilnuovo centro cittadino. Ecco che nell’estate del 2025 è il turno di uno dei simboli più amati della cittadina svedese, la chiesa di Kiruna che ha letteralmente camminato per 5 chilometri.Il trasferimento della chiesa si inserisce in un progetto più ampio che è quello di una città intera che cammina nel vero senso della parola, e che si traduce nello spostamento di circa 3000 abitazioni e oltre 450.000 metri quadrati di edifici pubblici e privati entro il 2035. Una trasformazione urbana che va ben oltre il semplice trasporto e spostamento degli edifici, ma che comporta modifiche a livelli più profondi. Significa ricostruire legami sociali, ripensare spazi pubblici, ricreare un senso di appartenenza. In questo, l’episodio della chiesa di Kiruna ha mostratoche è possibile muovere non solo muri e travi, ma anche emozioni e identità.
Il trasloco del secolo
Lo spostamento della chiesa di Kiruna è stato pianificato per anni nei minimi dettagli. Con le sue oltre 600 tonnellate di peso, non si trattava certo di un edificio facile da trasportare. Trasporto che invece è stato reso possibile grazie all’utilizzo di una gigantesca piattaforma mobile dotata di 220 ruote, capace di muoversi con estrema precisione e al tempo stesso solidità. Ci sono voluti ben due giorni per coprire 5 chilometri che non devono mai essere sembrati così lunghi. Bisognava infatti procedere con estrema lentezza per garantire che nessuna vibrazione danneggiasse l’edificio, muovendosi in alcuni tratti ad appena 40 metri l’ora. Sono state tantissime le persone – tra cui Carlo XVI Gustavo re di Svezia – ad aver seguito con partecipazione il trasferimento intutte le sue fasi, consapevoli di essere testimoni di un momento irripetibile e di trovarsi di fronte ad un episodio storico. Un’impresa che ha richiesto concentrazione, tecnologia e un importante investimento pari a circa 500 milioni di corone svedesi (oltre 50 milioni di dollari) interamente sostenuto dalla compagnia mineraria LKAB. Un’operazione da grandi numeri, dunque, ma necessaria per preservare quella chiesa rossa tanto cara ai cittadini di Kiruna. Costruita nel 1912, si lascia facilmente riconoscere sormontata com’è da tetti spioventi e dettagli che richiamano l’arte vichinga e le tradizioni sami. Questo piccolo capolavoro in legno progettato dall’architetto Gustaf Wickman è considerata una delle più belle di tutta la Svezia, capace di resistereal clima artico senza rinunciare all’estetica e alla funzionalità.
[foto copertina @Tommy Alven/Shutterstock.com/solo uso editoriale]
