In Val di Chiana c'è un romantico borgo-castello dove sembra di essere ancora nel Medioevo
Gargonza, il borgo medievale segreto della Val di Chiana dove sostò Dante
C’è un angolo di Toscana che sembra sospeso nel tempo, nascosto tra le colline della Val di Chiana e protetto da una vasta distesa di boschi. Si chiama Gargonza, un borgo fortificato che appare all’improvviso, come un miraggio medievale, a pochi chilometri da Monte San Savino.
Oggi è una proprietà privata, ma le sue porte sono aperte a chi desidera passegiare tra vicoli lastricati, piazze intime e scorci che raccontano otto secoli di storia.
Un castello sospeso tra storia e natura e il legame con Dante Alighieri

A dominare il borgo è il Castello di Gargonza, autentico esempio di villaggio agricolo fortificato. Le mura imponenti, la porta del Duecento e la torre svettante si stagliano contro la cornice verde di 500 ettari di boschi, un paesaggio che isola Gargonza dal rumore del presente e lo rende una meta unica per chi cerca pace e autenticità.
All’interno, i vicoli stretti si intrecciano intorno alla Chiesa romanica dei Santi Tiburzio e Susanna, risalente al XIII secolo, con il suo campanile a vela e la bifora che cattura lo sguardo. Sulla lunetta del portale, una terracotta della scuola del Rossellino raffigura la Madonna col Bambino e gli angeli, mentre all’interno sopravvivono affreschi quattrocenteschi e dipinti ottocenteschi che raccontano secoli di devozione e affascinano il visitatore.
Non è solo la bellezza architettonica a rendere celebre Gargonza. Questo borgo, infatti, custodisce un legame speciale con Dante Alighieri, che qui trovò rifugio nel 1304, durante il suo esilio. Proprio tra queste mura il poeta assistette all’incontro fra Guelfi Bianchi e Ghibellini, nel tentativo – fallito – di unire le forze contro i Guelfi Neri di Firenze. Un luogo che, dunque, non è solo storia, ma anche teatro di pagine cruciali della politica medievale toscana.
Dal Medioevo alla rinascita

Le prime notizie di Gargonza risalgono al 1150, quando era già un castello fortificato lungo la strada tra Arezzo e Siena. Passò dagli Ubertini ai Senesi, poi ai Fiorentini, fino a divenire nel Quattrocento una comunità agricola dedita alla lana e alla cura dei boschi. Nel corso dei secoli cambiò più volte padrone, fino a entrare nelle mani dei Guicciardini, che ancora oggi ne sono i proprietari. Negli anni Settanta del secolo scorso, Roberto Guicciardini Corsi Salviati diede nuova vita al borgo, restaurandolo con cura e trasformandolo in una delle più suggestive mete della Toscana, senza tradirne l’anima autentica.
Oggi Gargonza non è soltanto un luogo da visitare, ma anche da vivere. I locali medievali sono state trasformate in appartamenti e camere (Classic e Superior), capaci di ospitare fino a 100 persone in 47 soluzioni diverse. Gli ospiti possono scegliere la formula bed & breakfast o il self catering, e godersi la cucina del Ristorante La Torre di Gargonza, aperto anche ai visitatori esterni. Durante l’estate, la piscina con vista sulla Val di Chiana e il wine bar con degustazioni di vini e formaggi completano un’esperienza di fascino.
Il borgo dispone anche di sale per eventi e meeting, perfette per cerimonie, team building o convegni, grazie agli ampi spazi interni ed esterni e ai sentieri che attraversano i boschi circostanti. Gargonza è una base ideale per chi vuole esplorare questa parte di Toscana.
A pochi chilometri si trovano borghi autentici come Monte San Savino, Lucignano e Civitella in Val di Chiana, mentre le città d’arte di Arezzo e Siena distano rispettivamente 28 e 35 km. Più in là, Cortona e Montepulciano completano l’itinerario. Il borgo si inserisce inoltre nella rete delle Strade del Vino di Arezzo, del Chianti Classico, di Montalcino e Montepulciano, regalando al viaggiatore un percorso sensoriale fatto di vini e sapori tipici.
Passeggiare a Gargonza significa calpestare le stesse pietre che videro passare cavalieri, contadini e persino Dante. Significa perdersi tra le mura che hanno resistito a guerre e secoli, respirare la quiete dei boschi e ascoltare un silenzio che racconta più di mille parole.
Che sia per una visita di poche ore o per un soggiorno più lungo, questo borgo rimane una tappa imperdibile della Toscana autentica, un piccolo mondo medievale che non ha mai smesso di vivere.
