Inabissata a 17 metri di profondità: in Liguria c'è una statua unica che protegge i sub e il mare
Con le braccia rivolte verso la superficie, una figura di bronzo riposa sul fondale da oltre settant’anni, diventata simbolo e memoria di chi vive il mare.
A chi arriva via mare nella baia di San Fruttuoso, il colpo d’occhio è tutto per l’abbazia affacciata sull’acqua e per la mezzaluna di ciottoli stretta tra le pendici del Promontorio di Portofino. Ma sotto la superficie, a circa 17 metri di profondità, si trova uno dei luoghi più evocativi della subacquea italiana: il Cristo degli Abissi, statua bronzea con le braccia alzate verso la luce, posata sul fondale nel 1954. Nata come monumento commemorativo legato alla storia dei pionieri delle immersioni, è diventata nel tempo un simbolo per chi vive il mare, dai sub esperti ai semplici visitatori curiosi. Raggiungerla non significa solo programmare un tuffo, ma confrontarsiconun’area marina protetta, regole precise e una baia che detta i propri tempi, tra collegamenti stagionali, sentieri panoramici e un equilibrio delicato tra turismo e tutela dell’ambiente.
San Fruttuoso e il Cristo degli Abissi, un santuario sommerso nel cuore del Tigullio

Nel tratto di costa tra Camogli e Portofino, la baia di San Fruttuoso sembra già di per sé un piccolo mondo a parte. L’abbazia affacciata sull’acqua, la spiaggia raccolta, il verde del promontorio che precipita in mare creano un anfiteatro naturale che fa dimenticare, in pochi minuti, il traffico della riviera ligure.
Sotto la superficie, però, questo scenario continua. A circa 17 metri di profondità riposa il Cristo degli Abissi, figura di bronzo con le braccia rivolte verso l’alto, diventata uno dei simboli della subacquea italiana. La statua, posata il 29 agosto 1954, non è un semplice richiamo turistico ma un monumento commemorativo dedicato a chi vive, lavora e talvolta perde la vita in mare. Oggi è parte integrante dell’Area Marina Protetta Portofino, contesto in cui ogni immersione deve confrontarsi con regole, autorizzazioni e condizioni meteo-marine da rispettare con attenzione.
La baia, l’abbazia e il fondale: cosa vedere tra superficie e profondità

San Fruttuoso di Camogli è una piccola insenatura racchiusa tra mare e pendii del Promontorio di Portofino. Sulla riva domina l’Abbazia di San Fruttuoso, complesso monastico dalla storia lunga secoli, incorniciato da torri, case di pescatori e dalla stretta spiaggia di ciottoli, che in alta stagione si riempie rapidamente.
Al largo, là dove l’acqua si fa più scura, si trova il punto in cui sorge il Cristo degli Abissi. Dalla riva non è possibile coglierne i dettagli: la trasparenza del mare, i riflessi di luce e il moto ondoso influenzano ciò che si intravede dalla superficie. Chi non si immerge può comunque osservare il contesto naturale, le pareti rocciose che scendono sott’acqua e l’armonia tra abbazia, promontorio e mare.
L’intero tratto è incluso nell’Area Marina Protetta Portofino, che tutela fondali, biodiversità e paesaggio costiero. Navigazione, ancoraggi, immersioni ed escursioni seguono quindi regole precise, con zone a diverso grado di protezione.
Origini, significati e restauri del Cristo degli Abissi
La storia del Cristo degli Abissi nasce da un lutto legato alla nascente subacquea italiana. Nel 1947, durante un’immersione nelle acque di San Fruttuoso, perse la vita il subacqueo Dario Gonzatti, considerato tra i pionieri dell’uso dell’autorespiratore. Il suo amico Duilio Marcante, figura di riferimento per la cultura delle immersioni in Italia, maturò l’idea di un monumento sul fondale che ricordasse Gonzatti e, più in generale, chi è legato al mare.
L’opera fu affidata allo scultore Guido Galletti, che realizzò la statua in bronzo alta circa 2,5 metri, utilizzando anche materiali e donazioni confluiti nel progetto. Il 29 agosto 1954 il Cristo venne posato a circa 17 metri di profondità, con le braccia e il volto rivolti verso la superficie. La postura, così riconoscibile, ha contribuito alla fama dell’opera.
Nel tempo il monumento ha subito l’azione del mare, con concrezioni e organismi che hanno reso necessari interventi di manutenzione. Un importante restauro ha portato nel 2003 alla temporanea risalita della statua in superficie, prima del ritorno sul fondale nel 2004.
Come visitare il Cristo degli Abissi tra regole, sentieri e collegamenti
Pianificare una visita al Cristo degli Abissi significa prima di tutto capire come raggiungere San Fruttuoso. Non esiste una strada carrozzabile diretta: la baia si raggiunge via mare, con i battelli che collegano Camogli, Recco, Portofino e Santa Margherita Ligure secondo stagione e condizioni meteo, oppure a piedi lungo i sentieri del Promontorio di Portofino. I percorsi escursionistici sono panoramici ma richiedono allenamento, calzature adeguate e attenzione ai dislivelli.
Per vedere da vicino la statua è necessaria un’immersione con brevetto adeguato, organizzata tramite centri sub autorizzati che conoscono norme e limiti dell’Area Marina Protetta Portofino. Profondità, correnti, visibilità e traffico nautico rendono sconsigliata ogni improvvisazione. Chi non pratica subacquea può comunque vivere l’atmosfera della baia, visitare l’abbazia, informarsi sulla storia del Cristo e, in alcuni casi, osservare riproduzioni dell’opera a terra.
Prima di partire è sempre opportuno verificare orari dei battelli, stato dei sentieri, regolamenti aggiornati e previsioni del mare: il fascino del luogo va di pari passo con il rispetto dei suoi limiti naturali.
