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Questa minuscola isola privata del Lago d'Iseo è uno dei grandi luoghi del mistero della Lombardia: è piena di segreti  

L'Isola di Loreto: il mistero gotico del Lago d'Iseo

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L'Isola di Loreto galleggia come un gioiello segreto nelle acque placide del Lago d’Iseo, proprio di fronte al borgo di Carzano e a nord di Monte Isola. Minuscola eppure straordinariamente affascinante, cattura lo sguardo di chiunque passi accanto, sospesa tra storia, mito e mistero.

Oggi è proprietà privata, inaccessibile al pubblico, ed è proprio questo velo di segretezza a renderla ancora più seducente. Tra i suoi pini, i larici e le piante esotiche, appare una sontuosa villa in stile neogotico, simile a un piccolo castello: merlature, torretta panoramica e mura di pietra chiara si ergono su uno sperone di roccia a picco sul lago, mentre due torrette-faro custodiscono un minuscolo porticciolo privato. Ecco un'altra perla del Lago d'Iseo e un luogo da vedere in un viaggio tra le calme acque lombarde.

Un passato remoto e affascinante

Questa minuscola isola privata del Lago d'Iseo è uno dei grandi luoghi del mistero della Lombardia: è piena di segreti

L’isola non è sempre stata così silenziosa e appartata. Gli scavi hanno restituito tracce di antiche macine, frammenti di tegole forse di epoca romana e numerose monete, databili tra il 1100 e il 1781: segni inequivocabili di una presenza costante nei secoli.

Fu alla fine del Quattrocento che l’isola passò alle suore di Santa Chiara di Brescia, provenienti dal monastero cittadino. Qui eressero un convento, forse fondato nel Duecento da Bertrada Oldofredi, creando un piccolo centro religioso femminile che attirava pellegrini, mercanti e pescatori. Ma già nel 1575 Carlo Borromeo, durante una visita, ordinò la chiusura del complesso, giudicandolo mal tenuto e poco edificante. La visita apostolica del 1578 descriveva infatti una chiesa spoglia e priva di arredi, custodita solo da un eremita, fra’ Agricano.

L’abbandono fu rapido. Nel 1696 lo studioso Vincenzo Coronelli raccontava di un’isola ridotta a ruderi: alcune stanze, un romitorio e una chiesetta in rovina. Anche Gabriele Rosa, nel secolo successivo, parlò di “ruderi di mura e di due torricelle quadrate”, residui di antiche fortificazioni che conferivano al luogo un fascino decadente.

Tra rovine e romanzi, il mistero continua

Questa minuscola isola privata del Lago d'Iseo è uno dei grandi luoghi del mistero della Lombardia: è piena di segreti

Per tutto l’Ottocento, l'Isola di Loreto rimase disabitata, frequentata solo dai pescatori in cerca di riparo. Le sue rovine romantiche alimentarono la fantasia degli scrittori: Costanzo Ferrari, nel 1850, la rese protagonista del suo romanzo storico Tiburga Oldofredi, rendendola un luogo di suggestione letteraria prima ancora che turistica.

I passaggi di proprietà furono numerosi, finché la duchessa veneziana Felicita Bevilacqua lasciò l’isola all’Opera Pia Asilo Bevilacqua di Verona. Da lì, nel 1900, il destino di Loreto cambiò radicalmente: l’isola fu acquistata dal capitano di marina Vincenzo Richieri di Sale Marasino.

Ricco di visione e di ambizione, Richieri chiamò l’architetto Luigi Tombola, che nel 1910 trasformò quelle rovine in un castello neogotico. Fece sorgere una villa a pianta rettangolare, alta due piani, circondata da un parco rigoglioso di conifere ed essenze esotiche. Le torrette e il porticciolo, aggiunti per completare il quadro, resero l’isola un piccolo mondo a parte, misterioso e romantico, sospeso tra leggenda e realtà. Un viaggio nel viaggio per il visitatore del lago.

Oggi il fascino dell'Isola di Loreto è intatto. Osservandola dalle acque o dalla riva di Carzano, sembra di trovarsi di fronte a un luogo fuori dal tempo. La villa domina il paesaggio con la sua torretta merlata, mentre la vegetazione folta protegge segreti secolari. Non sorprende che ancora oggi, da queste parti, si raccontino storie mai del tutto chiarite, leggende e aneddoti che continuano ad alimentare la magia locale.

L’Isola di Loreto non si può visitare, ed è forse proprio questa inaccessibilità a renderla attraente e irresistibile: un tesoro proibito che si lascia ammirare solo da lontano, e che chiede al turista di lasciarsi conquistare dalla sua bellezza selvaggia e dalla sua aura di mistero. Quanto basta per fotografie che resteranno nel miglior album dei ricordi di viaggio.

 
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