C'è persino una copia del Vesuvio: la Napoli del Giappone, gemellata con l'originale da oltre 60 anni
Hai mai sentito parlare di Kagoshima? Forse non sai che nel Sol Levante c'è una cittadina che sembra davvero Napoli
Di Napoli, ce n’è una sola. Lo sappiamo, ce lo ripetiamo sempre e un po’ come succede per Venezia, anche la città della pizza e del babà non sfugge al fenomeno delle imitazioni. Non è forse vero che l’imitazione è la miglior formula di adulazione? Eppure, il capoluogo campano ha trovato una città emule a quasi diecimila chilometri di distanza. E in fondo, nelle similitudini che le accomunano c’è anche spazio per un “gemellaggio ideale” tra due località davvero molto belle. Kagoshima ricorda Napoli in maniera decisamente unica: simile negli affacci e nei panorami, benché certamente diversa per background storico e culturale, sembra quasi di assistere all’idea di qualcuno che, vista Partenope, abbia deciso di regalarne lo stesso impatto poetico al popolo del SolLevante.E del resto, l’amicizia tra Napoli e Kagoshima non è una novità: le due città sono gemellate da ben sessantadue anni. Un rapporto che si è sviluppato come una forma di stima e simpatia reciproche, celebrato con una dedica che Napoli ha fatto alla città giapponese con l’intitolazione di una salita del celebre quartiere Vomero; Kagoshima ha risposto intitolando al capoluogo campano un lungo viale alberato, Napoli-dori Avenue, che collega la Stazione di Shin-Yashiki a quella di Kahoshimachuo.
Dove si trova Kagoshima, la “Napoli giapponese”

Uno scorcio di Napoli-dori Avenue, la strada che Kagoshima ha dedicato al decennale gemellaggio con Napoli
Kagoshima è la quarta città per popolazione dell’isola di Kyushu, la più meridionale tra le “principali” del Giappone. Nonostante si trovi a una latitudine corrispondente all’incirca a Tunisi, il suo è un clima particolarmente umido, soprattutto tra giugno e luglio. Nonostante ciò le temperature estive sono piuttosto calde, e non mancano giornate di cielo limpido e terso grazie al quale è possibile ammirare il profilo del Sakurajima, l’equivalente del Vesuvio per la città giapponese. Il periodo migliore per visitare la città - che si raggiunge in circa 2 ore di aereo da Tokyo Haneda, 13 ore in treno (Shinkansen via Nagoya-Kobe-Kitakyushu-Fukuoka-Kumamoto) o 16 in automobile - è però sicuramente quello compreso tra aprile e maggio e tra ottobreenovembre. Anche in pieno autunno, infatti, le temperature non scendono sotto i 10 °C e ci sono giornate con massime sopra i 20 °C, perfette per un bagaglio meno pesante di quanto pensassi.
La fama del Sakurajima, il Vesuvio del Kyushu

Alti più o meno lo stesso, imponenti e dalla fama di imprevedibilità che li accompagna, il Vesuvio e il Sakurajima sono i due vulcani che definiscono lo skyline naturalistico delle loro città di appartenenza. Il Sakurajima si trova in una posizione particolare: in origine un’isola indipendente, le numerose eruzioni lo hanno reso una penisola, che dista dal centro di Kagoshima circa 4 chilometri. La sua è una storia di grandi eruzioni e di effetti spesso devastanti, un po’ come avvenuto per l’equivalente campano. La più potente dell’epoca recente è quella del 1914, che riversò tanto materiale alla base del vulcano da unirlo alla terraferma. Del resto, il Giappone si trova nel cosiddetto Pacific fire ring, l’anello di fuoco del Pacifico che unisce le duesponde(asiatica e americana) con una serie di vulcani senza soluzione di continuità. Per una curiosa coincidenza, la più violenta esplosione del Vesuvio nel corso del Novecento avvenne solo otto anni prima, nel 1906: fu un episodio estremamente grave, che distrusse la ricca città di Ottaviano e, un po’ come avvenuto in Giappone, cambiò la geografia della zona intorno al vulcano.
Cosa vedere a Kagoshima e nei dintorni

Abbiamo parlato del rapporto tra Kagoshima e Napoli, delle loro somiglianze, ma ora veniamo al sodo: cosa c’è da vedere a Kagoshima? Per chi volesse scoprire la bellezza del vulcano Sakurajima, che prende il suo nome dai fiori di ciliegio (Sàkura, per l’appunto), è possibile prendere un traghetto che in poche decine di minuti di navigazione arriva al porto dell’ormai ex-isola. Da qui, ci si sposta a piedi verso il Sakurajima Visitor Centre, che include anche un mini-museo dedicato alla storia del vulcano. Una full immersion nell’evoluzione geologica e anche culturale della zona, dove nella stagione primaverile si può assistere alla fioritura degli alberi di ciliegio. L’Hanami, del resto, è unodeglispettacoli che maggiormente richiama visitatori in Giappone da ogni parte d’Asia e del mondo. A Kagoshima è celebrata ancora oggi la figura di Saigo Takamori, uno dei più importanti samurai della storia del Giappone. Fu anche grazie a lui che venne abolito lo shogunato e ripristinata la legge imperiale tradizionale, dando finalmente al paese un governo civile e non militare.

La città, praticamente distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, è oggi un classico esempio di architettura giapponse contemporanea. Fanno bella mostra di sé gli amplissimi viali, larghi fino a 50 metri, spesso abbelliti da lunghe file di alberi, un po’ come succede in Napoli-dori Avenue. Bellissime anche le passeggiate verdi intorno al fiume Kotsuki, da dove è possibile ammirare la fioritura dei ciliegi in tutto il suo splendore. Chi ama gli scenari naturali non potrà perdersi la visita al Sengan-en, l’antico giardino giapponese del clan Shimazu che fa parte dei siti UNESCO della Rivoluzione industriale Meiji. Il parco, con le sue splendide residenze immerse nel verde, è celebre soprattutto per averospitatodignitari internazionali, dallo zar Nicola II di Russia (ucciso durante la Rivoluzione russa) al futuro re Edoardo VIII, che abdicò per sposare Wallis Simpson.
