L’isola sperduta nell’Oceano Atlantico, in parte emersa da una eruzione nel secolo scorso
Viaggio a Faial, tra vulcani sommersi, natura indomita e storie di mare
Itinerario e recensioni su Google Maps by @Voicesearch.travel
Giorno 1: arrivo nell’isola nata dal magma
Faial, la "Blue Island" delle Azzorre, è una briciola nel mare dove la natura racconta le sue storie con la forza degli elementi. È il caso del Vulcano di Capelinhos, che, alla fine degli anni '50, attraverso un'eruzione sottomarina ha dato vita a una nuova lingua di terra, espandendo l’isola senza però distruggere il faro che, maestoso, continua a vegliare sull’oceano.

Arriviamo sull’isola con il primo volo del mattino, provvediamo a ritirare l’auto a noleggio e ci dirigiamo verso il nostro alloggio: Quinta da Meia Eira, immersa nel verde di Castelo Branco. Una base perfetta per esplorare Faial. La nostra recensione su Google Maps descrive bene il luogo:
"Una ottima soluzione: posticino tranquillo nel verde, pulito, buona la prima colazione con ingredienti genuini e abbondanti (specie i formaggi e i dolci fatti in casa), vicino all'aeroporto e tanta gentilezza da parte della proprietaria e del personale. Molto consigliato come base per muoversi sull'isola"
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I colori di Faial
Faial incanta per i suoi colori brillanti e per la sua vegetazione, anche fuori stagione. Bellissimi alcuni (a noi) sconosciuti fiori blu che punteggiano (non solo a Faial) come gemme grandi tappeti di rampicanti i quali, a loro volta, si aggrappano qua e là a formazioni arboree di varia foggia e dimensioni. Dalla Caldeira, il punto più alto dell’isola a 1.043 metri, ammiriamo la bellezza di un sottostante cratere vulcanico foderato di verde. La strada è bella e ci dona panorami “lunghi” tra mare e terra, come fosse un dipinto cromatico in movimento.
Ma il paesaggio cambia drasticamente a Capelinhos, zona in cui il vulcano ha plasmato un mondo arido e grigio, un deserto scuro e affascinante che testimonia il potere della natura. Qui visitiamo il Centro Interpretativo del Vulcano di Capelinhos, che racconta in modo coinvolgente l’eruzione del 1957-58.
"Luogo eccezionale, direi unico al mondo. Un museo sotto a un faro che parla di una isola emersa a causa di una eruzione proprio... davanti a sé. Evento particolarissimo avvenuto negli anni '50 del secolo scorso che ha visto crearsi un’appendice di terra dinanzi al faro di Faial. Dario, la nostra giovane e competente guida del museo, ci ha accompagnato nella comprensione e nella scoperta di questo evento naturale e altamente scenografico. Da non perdere assolutamente."
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Una cena condita da storie di mare
Per la nostra prima serata a Faial scegliamo il Genuino Restaurant, il locale di Genuino Madruga, un uomo che sembra uscito dalle pagine di un romanzo sui mari del Sud. Due volte in solitaria completa intorno al mondo, Genuino, ex velista di gran razza, ha trasformato il suo ristorante in una cattedrale del mare ispirata alle sue avventure di marinaio senza paura. Più che il cibo, è significativo l’incontro col proprietario e l’atmosfera che si sprigiona dal locale.
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"Un luogo speciale di un uomo speciale. Parliamo di Genuino Madruga, titolare del ristorante e primo portoghese ad aver compiuto per ben due volte il giro del mondo in solitaria. Il locale, che ricorda una barca, celebra Genuino e le sue peripezie contenendo i cimeli e i ricordi delle sue straordinarie imprese sul mare. Un personaggio alla Hemingway tanto per intenderci, il cui libro 'Il vecchio e il mare' troneggia infatti in una delle bacheche del locale. Cibo verace a un passo dall'oceano."
Giorno 2: La storia dei balenieri

Visita alla Fábrica da Baleia di Porto Pim
La mattina seguente ci addentriamo nella storia dell’isola visitando la Fábrica da Baleia di Porto Pim, un museo che racconta la caccia alle balene, un tempo fulcro dell’economia locale. Il luogo merita per il suo carattere evocativo:
"Una bellissima emozione via via crescente nell'immergersi in questo museo sulla storia della pesca alle balene alle Azzorre. Sembrerà esagerato dirlo, ma si esce dalla Fabrica da Baleia cambiati, e magari anche migliori. La lotta dell'uomo contro un altro mammifero che porta al genocidio dei capodogli e, sullo sfondo, l'eterno e spietato gioco della sopravvivenza, tra prede e predatori. Un museo consigliatissimo, un percorso di consapevolezza per tutti."
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La vivacità della Marina di Horta
Il pomeriggio lo trascorriamo passeggiando per la Marina di Horta, una delle più note al mondo per chi naviga davvero. Qui ogni pietra racconta una storia: i murales sul molo lasciati dai marinai pare che portino fortuna per i viaggi di altri, secondo una tradizione che dura da decenni. Lasciamo temporaneamente la vivacità del porto, con le sue barche colorate e il panorama che sfocia sull’isola dirimpettaia di Pico, su cui svetta l’omonima montagna.

Il fascino discreto del Giardino Botanico
Concludiamo la giornata con una visita guidata al Giardino Botanico di Faial, un piccolo paradiso emblema della biodiversità unica delle Azzorre. Passeggiamo tra sentieri curati, serre che proteggono piante endemiche e una sezione dedicata alla conservazione. È un luogo piacevole, dove piante e paesaggio si fondono dolcemente.
"Un giardino botanico piccolo ma ben concepito, con sentieri e serre per mostrare la strepitosa biodiversità delle Azzorre. Filmato esplicativo, possibilità di sorseggiare un tè e ambiente allegro."
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Monte da Guia e la vista sulla Baia di Porto Pim
Visita a Monte da Guia, un promontorio vulcanico che si affaccia su uno dei panorami più belli dell’isola di Faial. Dalla cima, raggiungibile anche a piedi, si gode una vista eccezionale sulla Baia di Porto Pim, con le sue acque calme ornate da una grande spiagga sabbiosa.
La baia di Porto Pim reca tracce evidenti del passato baleniero dell’isola. È facile immaginare come questo scorcio sia stato rifugio per pescatori e naviganti nel corso dei secoli, grazie alla sua posizione riparata.
Cena all’ Oceanic Café. Il locale ha degli schermi che proiettano dei bellissimi documentari subacquei.

Giorno 3: un mare vivo: l’emozione dell’avvistamento delle balene
Uno dei momenti più intensi del nostro viaggio a Faial è stato sicuramente l’avvistamento delle balene. La mattina presto ci imbarchiamo con Norberto Diver, in collaborazione con l’équipe di biologi marini Naturalists. L’esperienza avvicina (e fa da monito rispetto) all’incredibile potenza dell’oceano e alla vita che pulsa sotto la sua superficie.
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"Esperienza emotivamente molto coinvolgente, in partnership con una equipe di biologi e ricercatori. Tutti i sensi sono in allerta ed entrano in subbuglio dinanzi alla potenza degli elementi oceanici che si evolvono imperiosi. Montagne di acqua, in un continuo e sinuoso cavalcare, si alzano e si abbassano in modo sempre diverso.

I colori dei flutti si trasformano via via che la luce li attraversa accendendoli o attenuandoli, tra un inaspettato grigio metallico e il blu cobalto. La brezza marina che taglia l'aria modificando la tavolozza cangiante del cielo, tra voglia di sole e desiderio cupo di pioggia. Un'apoteosi di forze dunque, spinte e controspinte, impreziosita dalla presenza di numerosi delfini e dai capodogli che, fugaci, si immergono mostrando la coda prima diandareanutrirsi nel Grand Bleu, a caccia di calamari giganti."
Scopri di più su questa esperienza su Voicesearch.travel.
Questa escursione consente ai comuni mortali di connettersi intimamente con la natura più misteriosa e profonda grazie ai colori danzanti dell’oceano, al suono dei delfini, allo sbuffo che fanno i capodogli prima di immergersi per cacciare e al maestoso apparente silenzio del blu. Clicca qui per leggere l'articolo "Azzorre: emozioni oceaniche e avvistamento di balene a Faial" su Voicesearch.travel".

Un tuffo a Varadouro: le piscine naturali
Nel pomeriggio andiamo a Varadouro, località che ospita bellissime piscine naturali addossate all’oceano e incastrate tra le rocce vulcaniche. Sono particolari perché, al riparo dal mare, sono mare anch’esse, piene di pesci e molluschi. Abbiamo anche avvistato una bellissima stella marina, di color bianco trasparente.
Queste piscine sono il luogo ideale per una pausa in sicurezza rispetto all’immergersi nell’oceano. Ci dirigiamo verso Horta, la superiamo per andare a vedere al crepuscolo la Playa do Almoxarife.

La serata a Nossa Senhora da Conceição: una vista d’insieme sulle isole del Triangolo
Concludere la giornata a Nossa Senhora da Conceição è stata un’esperienza indimenticabile. Questa collina, dominata da una croce alta 30 metri e dalla statua della Madonna della Concezione, è uno dei punti panoramici più suggestivi di Faial.
Arrivati proprio al calar del sole, l’atmosfera è di quiete assoluta. Da qui è possibile vedere le isole del Triangolo: Pico, São Jorge e Graciosa le cui sagome si disegnavano in lontananza sotto un cielo carico di stelle.
La vera magia, però, è stata ammirare la baia di Horta illuminata dalla luce delle barche e delle case lungo la costa. Il riflesso delle luci sull’oceano creava un gioco di scintillii che sembravano danzare sulle onde. È stato il perfetto epilogo di una giornata ricca di emozioni, un momento che ci ha permesso di apprezzare ancora una volta la bellezza senza tempo delle Azzorre.

Cosa sapere su Faial
Quando andare alle Azzorre
Il miglior periodo per visitare le Azzorre, secondo noi, non è l’estate, caotica e con lunghe attese ai ristoranti, bensì i mesi di settembre e ottobre oppure da marzo a maggio/inizio giugno.
Info: Visit Azores
Come arrivare
TAP Air Portugal offre voli per Lisbona da Milano, Roma, Venezia, Firenze, Bologna e Napoli, con comodi collegamenti per le Azzorre. Scopri tutte le opzioni su flytap.com.
Itinerario completo sulle Google Maps
Per scoprire l’itinerario dettagliato del nostro viaggio, visita il programma di viaggio completo su Google Maps.
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Se ti sei lasciato ispirare da Faial, ti consigliamo di continuare il viaggio nella vicina isola di Pico, raggiungibile anche via traghetto, celebre per i suoi vigneti Patrimonio dell’Umanità UNESCO e i paesaggi vulcanici. Clicca qui per l’itinerario alla Scoperta dell’isola di Pico
Itinerario su Google Maps di São Miguel Island
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Per l’itinerario su Google Maps di São Miguel Island, clicca qui
Itinerario su Google Maps di Pico Island
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