L’isola vulcanica tra Boston e Lisbona che narra storie di lava e di vini, un tempo apprezzati anche dagli zar di Russia
L’itinerario di Pico Island su Google Maps: tra vulcani, vigneti e tradizioni antiche nel cuore delle Azzorre
Itinerario e recensioni su Google Maps by @Voicesearch.travel
Pico Island è una meraviglia geologica, plasmata dalla potenza vulcanica e dall'ingegno umano. Conosciuta come l'isola grigia per le sue vaste distese di lava scura, chiamate lajidos o terras de biscoito, Pico racconta una storia fatta di sfide e adattamento dell’uomo. L’imponente Monte Pico domina l’isola con la sua maestosità, circondato a valle da vigneti che hanno trasformato questa terra aspra in una culla della viticoltura.

In questo terzo capitolo del nostro viaggio nelle Azzorre, esploriamo tutto ciò che Pico ha da offrire, dal patrimonio culturale (in particolare la fisionomia sorprendente delle vigne), alle eccellenze enogastronomiche, passando per paesaggi fantasmagorici e villaggi incantati, spesso aggrappati alle pendici dell’isola“nera”.

L’itinerario “Azzorre: Pico Island” con l’elenco dei luoghi visitati e nostre recensioni su Google Maps
Clicca qui per l’itinerario alla scoperta dell’isola di Pico, famosa per la sua produzione del vino e i cui vigneti sono annoverati tra i beni paesaggistici dell’Unesco. Il nostro itinerario è creato direttamente sulle Google Maps, per questo avrai accesso a tutte le funzionalità di Maps tra cui: indicazioni di viaggio, apertura/chiusura di musei e attività commerciali, recensioni (tra cui le nostre con l’account @Voicesearch.travel).
Giorno 1: Un’immersione nella cultura del vino e nei panorami vulcanici
Dopo una breve traversata in traghetto da Faial, sbarchiamo al porto di Madalena e noleggiamo un’auto per esplorare comodamente l’isola. La prima tappa del nostro viaggio è il Museo del Vino, situato in un antico convento carmelitano del Seicento.

Questo luogo ci permette di scoprire come Pico sia diventata una terra di vino nonostante le difficoltà del terreno vulcanico. La nostra esperienza è stata descritta così su Google Maps:
"Piccolo museo ricavato da un convento del Seicento poi diventato centro di produzione del vino per secoli e poi, dal 1982, un museo appunto. Spiegazioni accurate e interessanti sulla nascita del vino a Pico e nel mondo, nonché sui rudimenti dell'approccio alla scienza enologica. Nella botte piccola c'è il vino buono."
Leggi la recensione completa qui.

La Cooperativa Vitivinicola Da Ilha Do Pico che compie 75 anni quewsto anno
Ci dirigiamo in macchina verso Madalena dove andiamo a visitare la Cooperativa Vitivinicola Da Ilha Do Pico. Leggi la nostra recensione su Google Maps: "La cantina raccoglie la maggior parte dell'uva prodotta sull'isola. I responsabili della Cooperativa sono molto attivi e appaiono avere le idee chiare sul loro percorso di crescita che prevede per il prossimo anno anche la ristrutturazione completa della struttura. I vini proposti sono buoni e l'organizzazione è professionale". Clicca qui per la recensione completa di foto e video.

Fino alla vetta della montagna di Pico
Proseguiamo il nostro itinerario di avvicinamento alla vetta tra le nuvole salendo lungo i tornanti che portano al rifugio Mountain’s House, situato a 1.230 metri sul livello del mare. Lungo la strada, siamo quasi assaliti dai contrasti fra colori, a loro volta frantumati da repentine lame di luce appese ai capricci di rapide nubi: il verde brillante dei crateri, il grigio scuro della lava solidificata e l’azzurro, quest’ultimo diviso per sfumature tra oceano e cielo.

Questo lembo dell’isola ci ha lasciato senza fiato, ecco cosa abbiamo scritto su Google Maps:
"Un'esperienza sopra il cielo anche senza arrivare in vetta al Monte Pico. La strada per arrivare al punto più alto raggiungibile con la macchina è eccezionalmente bella..." Scopri di più nella recensione completa e guarda il reel qui sotto ...
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Dopo questa tappa, visitiamo i celebri Vigneti di Criação Velha, un paesaggio riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. I currais, muretti di pietra lavica quasi a nido d’ape, proteggono le viti dai venti e raccontano una storia di resilienza e creatività.
Dormire a Pico
La giornata si conclude all’Aldeia da Fonte, una struttura turistica diffusa sparpagliata nella natura a picco (questa volta con due “c”) sull’oceano. La nostra esperienza è riassunta così su Google Maps:
"Comoda struttura immersa nel verde, a picco sul mare. Panorami marini molto belli. Si mangia bene e il personale è gentile. Dispone anche di camere per persone con disabilità. Un buon indirizzo anche come base per spostarsi nell'isola."
[LegLeggi la recensione qui.

Giorno 2: Storia, natura e sapori unici
La seconda giornata ci porta a Lajes do Pico, un villaggio pittoresco con un arioso lungomare dove esploriamo le piscine naturali e il Museo dei Balenieri, che racconta dal punto di vista sociale la storia della caccia alle balene, fino a buona parte del ventesimo secolo una pratica centrale per l’economia locale. Da qui, ci dirigiamo verso la tranquilla (ma fredda e ventosa) Lagoa do Capitão, circondata da verdi pascoli e presidiata da anatre festose in cerca di un po’ di cibo.


Nel pomeriggio, esploriamo il villaggio di Lajido, con le sue peculiari casette di pietra lavica bianca e nera abbellite da infissi quasi tutti di color rosso. Qui visitiamo il Centro de Interpretação da Paisagem da Cultura da Vinha, che approfondisce la storia e la tecnica della viticoltura locale.
La migliore esperienza eno-gastronomia delle Azzorre: Adega Azores Wine Company
La giornata si conclude con una cena all’Adega Azores Wine Company, una sorta di ciliegina sulla torta del nostro viaggio. Ecco la nostra recensione:
"Luogo particolare e soffuso. L'elegante struttura è ancorata nella natura a un passo dall'oceano la cui vista filtra attraverso delle meravigliose vetrate interne. Tre in uno: cantina di produzione del vino, ospitalità (5 camere) e ristorante. Esperienza gastronomica di grande livello che si evolve davanti ai nostri occhi, animata da un’equipe di cuochi in azione. I piatti si materializzano quasi d'incanto e sono tutti caratterizzati da una linea di fondo molto chiara: la delicatezza. Da una invenzione a base di barbabietole al filetto di tonno, passando per uno stufatino di carne fino al dessert arricchito di tapioca, ogni portata è una carezza al palato. Il tutto accompagnato da vini eccezionali. Ristorante consigliatissimo."
Scopri di più con foto e video.


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Giorno 3: Villaggi remoti e viste sull’oceano
L’ultimo giorno ci porta a Calheta de Nesquim e Ponta da Ilha, due angoli remoti dove il tempo sembra essersi fermato. Concludiamo con una visita al Lava Homes, una struttura diffusa che unisce ospitalità di alto livello e viste sull’oceano.

Cosa sapere sull’Isola di Pico
Quando andare alle Azzorre
A nostro parere il miglior periodo per visitare le Azzorre non è l’estate, caotica e con lunghe attese ai ristoranti, bensì i mesi di settembre e ottobre oppure da marzo a maggio/inizio giugno.
Info: Visit Azores | Visit Portugal
Come arrivare
TAP Air Portugal offre voli per Lisbona da Milano, Roma, Venezia, Firenze, Bologna e Napoli, con comodi collegamenti per le Azzorre. Scopri tutte le opzioni su flytap.com.
Le isole delle Azzorre sono collegate tra loro dalla compagnia aerea locale Sata Azores Airlines e in ogni isola c’è un aeroporto.
Alcune isole particolarmente vicine, come per esempio Faial e Pico godono di ottimi collegamenti marittimi.
Esplora altre isole delle Azzorre con gli itinerari su Google Maps …
Questo viaggio a Pico completa il nostro percorso tra le isole delle Azzorre, iniziato con Faial e São Miguel. Scopri i nostri itinerari precedenti e consulta il nostro elenco dei luoghi visitati su Google Maps per pianificare la tua avventura. Le Azzorre ti aspettano con il loro mix unico di natura, cultura portoghese non continentale e autenticità!
Se ti sei lasciato ispirare da Pico, ti consigliamo di continuare il viaggio nella vicina isola di Faial.
Itinerario su Google Maps di Faial
Clicca qui per l’itinerario alla Scoperta dell’isola Faial, dove alla fine degli anni '50, da un'eruzione sottomarina, è emerso un lembo di terra che si è affiancato alla terraferma insulare lasciando miracolosamente intatto il faro sulla costa.
Itinerario su Google Maps di São Miguel Island
Natura, cucina vulcanica e panorami infiniti su São Miguel, l'isola più grande dell’arcipelago. Leggi l'articolo "Alle Azzorre c’è un’isola incantata da esplorare tra laghi color smeraldo, piantagioni d'ananas e specialità culinarie cotte sotto terra".
Per l’itinerario su Google Maps di São Miguel Island, clicca qui

