La città più alta d'Europa è lei: la riconosci per la fortezza, te ne innamori per le sue mura mozzafiato
È il comune più alto d'Europa, un capolavoro di architettura militare che la corona francese volle per blindare i propri confini
Superato il valico del Monginevro, la discesa verso la Francia si interrompe bruscamente davanti a una visione che non ha nulla di montano nel senso classico del termine. Non ci sono baite in legno o campanili a bulbo a dominare la valle della Durance, ma una corona di mura spesse, spigolose, impenetrabili. Briançon, con i suoi 1.396 metri, si annuncia così, come una fortezza che ha inghiottito una città. Briançon ha ben poco della località alpina a cui siamo abituati, ma somiglia piuttosto ad un trattato di ingegneria del Seicento dove la montagna è stata piegata alla balistica e alla geometria. Eppure, dietro i bastioni severi, si nasconde un'anima quasi provenzale, fatta di facciate color pastello, botteghe artigiane e un rumore costante di acqua che scorre, trasformando questa roccaforte in un salotto d'alta quota sospeso tra le nevi perenni e il sole del sud.
L'ossessione geometrica di Vauban

Tutto, a Briançon, porta la firma di Sébastien Le Prestre de Vauban, il geniale ingegnere militare del Re Sole. Fu lui, alla fine del diciassettesimo secolo, a intuire che per difendere la città non bastava cingere l'abitato, ma bisognava fortificare le cime circostanti. L'impatto visivo della Cité Vauban, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, è vertiginoso. Le mura disegnano una stella di pietra che asseconda le asperità della roccia, scendendo a strapiombo verso i fiumi Durance e Guisane. Per comprendere la portata di questo progetto faraonico, il punto di partenza obbligato è la Porte Pignerol, l'ingresso principale alla città alta. Appena varcata la soglia, si trova l'ufficio delService du Patrimoine. Invece di vagare senza meta, l'investimento migliore è prenotare una delle loro visite guidate (il biglietto costa circa 9 euro). Le guide sbloccano porte interdette al pubblico, permettendo di percorrere i camminamenti di ronda segreti e di comprendere come il Forte delle Tre Teste (Fort des Trois Têtes) e il Forte del Randouillet comunicassero tra loro incrociando i fuochi. Lasciate le cortine murarie, la Cité Vauban rivela un'intimità sorprendente. L'asse vitale del centro storico è la Grande Rue, ma nessuno qui la chiama così. Per tutti è semplicemente la Gargouille. Il nome deriva dal profondo canale di scolo in pietra che taglia in due la ripida via pedonale, dove l'acquasorgiva scorre limpida e perenne. Ben lontano dall’essere un mero vezzo estetico, fu progettato per garantire un approvvigionamento idrico immediato in caso di incendi, terrore costante di una città dove i tetti erano un tempo rivestiti di scandole di larice.
Briançon, ponti e colori

Briançon passo dopo passo si svela come un catalogo di architettura ibrida. Le case, strette e altissime, sfoggiano intonaci color ocra, rosa polvere e verde salvia, con le persiane in legno tipiche del Midi francese. Alzando lo sguardo, si nota un'altra peculiarità cittadina: le meridiane. Briançon vanta oltre trecento giorni di sole all'anno e i quadranti solari affrescati sulle facciate dei palazzi nobiliari ne sono la celebrazione, spesso accompagnati da motti latini che ricordano la caducità del tempo.
Costruito nel 1734 per collegare la città alta ai forti situati sull'altro versante della gola, il Pont d'Asfeld è infine uno di quei luoghi in cui l'ingegneria di Briançon sfida apertamente le leggi di gravità. Questo ponte è un virtuosismo di puro azzardo architettonico, una singola arcata di pietra che scavalca il precipizio scavato dal fiume Durance, con una luce di quaranta metri e un'altezza dal fondo del canyon che supera i cinquantacinque metri.
Come arrivare a Briançon

Per chi arriva dall'Italia, il percorso più fluido prevede l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, l'uscita a Oulx e il transito lungo la SS24 fino al colle del Monginevro, per poi scendere dolcemente verso la piana francese. Una volta arrivati, l'auto diventa un peso inutile. Il centro storico di Briançon è una zona a traffico limitato estremamente rigida. La mossa più intelligente è lasciare la vettura all'ampio parcheggio del Champ de Mars, situato proprio a ridosso della Porte Pignerol. La tariffa oraria si aggira intorno a 1,50 euro, ma garantisce un accesso immediato e in piano alla Cité Vauban. Da quel momento, le chiavi possono restare in tasca. Si prosegue a piedi, assecondando il ritmo verticale di una città che da oltre trecento anni guarda l'Europa dall'alto in basso, senzamai perdere la propria imperturbabile eleganza.
