La città vecchia di Taranto tornerà a splendere: al via il restauro!
Il patrimonio culturale di Taranto verrà restaurato, grazie al via libera del piano di lavori: circa 90 milioni di euro stanziati
La notizia tanto attesa è finalmente arrivata. Il Ministero per i beni culturali e per il turismo ha pubblicato il decreto tramite il quale viene dato il semaforo verde a dodici complessivi progetti che hanno l'obiettivo di restaurare la città vecchia di Taranto.
Si tratta di un'iniziativa ambiziosa, finanziata da risorse importanti (vengono stimati circa 90 milioni di euro), grazie all'intervento del Comitato interministeriale.
Secondo le prime indiscrezioni giornalistiche, il primo cittadino del Comune di Taranto avrebbe ricevuto il decreto del Mibact personalmente dal nuovo ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli (Movimento 5 Stelle).
Decisive le riunioni romane dello scorso mese di ottobre
Una tappa molto importante per il raggiungimento dell'obiettivo da parte del Comune di Taranto è stata quella che ha visto l'amministrazione comunale impegnata a Roma lo scorso mese di ottobre al tavolo del Cis (acronimo che sta a indicare il Contratto istituzionale di sviluppo) insieme al Ministero dello Sviluppo Economico.

Gli interventi di restauro per la valorizzazione della città vecchia di Taranto
I dodici progetti finanziati dai 90 milioni di euro ottenuti dal Comitato interministeriale per la programmazione economica si concentreranno sul restauro di alcuni dei principali luoghi d'interesse della città vecchia di Taranto.
Tra questi si annoverano i due lungomare (Mar Grande e Mar Piccolo), Piazza Fontana e Piazza Castello. Il piano di restauro prevede inoltre un intervento diretto anche per il miglioramento delle attuali condizioni dei siti archeologici e degli ipogei presenti all'interno del territorio comunale.
Rinaldo Melucci, primo cittadino di Taranto, è entusiasta di fronte all'imminente inizio dei lavori per il completo recupero dell'Isola Madre, come era stato promesso ai cittadini del comune pugliese riconosciuto patrimonio culturale, per quello che rimane uno dei piani più ambiziosi della giunta.
