La fortezza più bella d'Europa è lei: qui il Medioevo rivive ogni anno
Nel cuore della Spagna, dove il turismo di massa lascia spazio a cultura e approfondimenti unici per scoprire un luogo che unisce questo paese all'Italia
Una scenografia da documentario o da serie TV storica, i magnifici colori e le sfumature ocra che solo questo paese può regalare, una eredità millenaria che ci parla di come la Spagna abbia saputo trasformarsi senza dimenticare, integrando due identità, quella islamica e la cristiana, in un solo volto. A questi secoli di profonda e ricchissima cultura si associano strutture spesso conosciute a livello mondiale, come l’Alcázar e la Giralda di Siviglia o la Aljaferia di Saragozza. Eppure, di cultura è ricchissima la Spagna, ed è volgendo lo sguardo non lontano da Alicante che incontriamo un luogo unico nel suo genere, intorno al quale ogni anno si sviluppa una ricostruzione storica capace di coinvolgere fino aquindicimilafiguranti. Una di quelle destinazioni solo apparentemente secondarie, che invece hanno – soprattutto nel cuore degli appassionati – la capacità di fungere da attrattori di primissimo livello.
Dal XII secolo ai giorni d’oggi: la storia dell’Atalaya

Foto di Pablo Amoros Galbis
Il castillo de la Atalaya è il principale monumento storico di Villena, una cittadina di circa 34mila abitanti situata a circa 60 chilometri da Alicante e un’ora e mezzo da Valencia. Non un castello qualsiasi, ma una cartina da tornasole della storia spagnola, concentrata in un singolo luogo. Le prime fonti documentali lo vogliono risalente forse al XII secolo: se ne parla già nel 1172, ma probabilmente i potentati arabi della zona lo costruirono ben prima. Una fortezza ampiamente rimaneggiata nel XIV secolo, per volontà del principe di Villena Don Juan Manuela, dopo aver ceduto il passo alla Reconquista cristiana che qui ebbe il suo culmine con i tre assedi di Jaime Idel1240. La storia del castello di Villena vede una certastabilità,checoincide con ampliamenti e miglioramenti, alternarsi a un lungo periodo di abbandono, che termina solo negli anni ’50 del Novecento: è infatti negli ultimi settant’anni che una ritrovata sensibilità ha permesso di ridare vita nuova a mura, merlature e spazi interni, anche grazie alla decisione di installarvi il Museo Archeologico José Maria Soler, sin dal 1957.
Un castello da scoprire metro dopo metro

Foto di Reyes Cerdà Mira
Tipica struttura a doppio perimetro murario, con la protezione del barbacane che protegge l’importante Torre del Homenaje (il principale elemento murario), il castello di Villena vede una stratificazione significativa di elementi delle architetture islamiche e cristiane, a partire dalle mura della piazza d’armi, di origine almuhade e successivamente rivestite, sia con funzione di consolidamento che di conferma della riconquista da parte dei reali cattolici.
I numerosi scavi archeologici hanno permesso di dimostrare come l’originale impianto islamico abbia incluso delle tecniche costruttive particolarmente interessanti, come la casseratura tapial, che si avvale di una doppia muratura, oltre alla presenza di volte a crociera ed elementi estetici tipici dell’architettura mudejar, come le mani di Fatima.
Sempre tipiche degli stilemi almuhadi sono anche le volte a costoloni, di cui rimangono pochissimi esempi in tutta la Spagna, mentre dal XV secolo in poi si impongono ulteriori stili decorativi e costruttivi, come i graffiti realizzati durante la Guerra di successione spagnola, le torrette di stile spagnoleggiante e disegni che raffigurano degli edifici italianeggianti.
Las Fiestas de Moros y Cristianos, l’evento più atteso a Villena

Foto di Angel Granizo
Dal 4 al 9 settembre 2026, Villena tornerà ad animarsi grazie al suo evento più atteso e ricco di richiami alla millenaria storia della cittadina: Las Fiestas de Moros y Cristianos, una ricostruzione in costume dell’avvicendamento delle due dominazioni, quella islamica e quella cristiana, che fa parte del più ampio movimento di Reconquista che coinvolse tutta la Spagna fino alla fine del XV secolo.
Durante questi sei giorni, Villena si anima grazie a migliaia di figuranti, che danno vita a un vero e proprio scorcio del Medioevo traslato ai giorni nostri. Si tratta di un evento che richiama simili appuntamenti presenti proprio in Italia, come ad esempio lo Sbarco dei Saraceni di Positano o l’arrivo della Madonna delle Milizie a Scicli, e che ha come elemento focale la compresenza, nelle radici dei nostri due paesi, di elementi tipici delle culture islamico-cristiane, il loro avvicendarsi e l’eredità che hanno lasciato nel patrimonio storico, culturale e religioso.
Nel caso di Villena, la festa assume un carattere immenso, sia a livello spaziale che di attività a cui i visitatori possono prendere parte: dalla ricostruzione della Cavalcata (5 e 6 settembre), durante la quale per ore sfilano le comparse divise in diverse squadre, con oltre 2000 musici che animano la scenografia, fino all’incontro delle ambasciate more e cristiane, con la concessione della vittoria, per passare poi all’esibizione degli sbandieratori che pare quasi voler imitare le scenografie del Palio di Siena.
Las Fiestas de Moros y Cristianos è un evento atteso e che richiama visitatori da ogni parte della Spagna e non solo, poiché è la rappresentazione ideale per scoprire la cultura di Villena e delle zone circostanti, ma allo stesso tempo è un mix di elementi mediterranei e tipici della Meseta. È un evento che parla di inclusività, di apertura, di dialogo accessibile e di ancestralità: soprattutto, è un evento che ben si rivolge ai turisti italiani, poiché affonda le sue radici nella similitudine tra cultura spagnola e italiana, in un dialogo secolare tra le sponde del Mediterraneo. E, proprio per questo, è l’ennesima rappresentazione del legame speciale che unisce i nostri paesi.
