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La fortezza tra le nuvole del Nord Italia: è lui il castello più bello dell'inverno  

Saint Pierre, un borgo dove la storia si arrampica sulla roccia

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Ci sono luoghi che non chiedono di essere scoperti. Si lasciano intravedere fin da lontano, come un segreto sussurrato tra montagne antiche. Aspettano che qualcuno li raggiunga. Saint-Pierre, in Valle d'Aosta, è uno di questi. Qui, sulle rive della Dora Baltea, il passato non è mai davvero passato: vive nelle pietre, negli antichi muretti a secco, nei profili dei castelli che vegliano silenziosi sulle case e sui vigneti.

È un luogo che non pretende attenzione dal visitatore, ma la conquista passo dopo passo, sui sentieri che risalgono i pendii e che conducono a castelli che afferrano la roccia per non lasciarla andare.

Il territorio: dove l'Adret incontra la storia e il visitatore si immerge nella tradizione

Saint-Pierre si trova sull'Adret, il versante più luminoso e soleggiato della valle. Il suo territorio - 2.625 ettari di natura, storia e paesaggi rurali - si sviluppa sulla sinistra orografica della Dora Baltea, che segna i confini meridionali del comune e lo separa da Aymavilles. I comuni vicini sono Sarre, Gignod e Saint-Rhémy-en-Bosses verso nord-est, mentre Avise, Saint-Nicolas e Villeneuve si trovano a nord-ovest.

È un territorio lungo e stretto: tre chilometri da est a ovest, nove da nord a sud, dai monti Vertosan (2.822 m) e Fallère (3.059 m) fino all'abbraccio del fiume. Il dislivello complessivo è supera i 2.400 metri: una geografia che racconta altitudine, respiro e silenzi. Il clima, grazie all'esposizione meridionale, è terso e secco, con precipitazioni contenute. I bacini idrici sono pochi e discreti, come se il territorio preferisse il sole alla pioggia. Il paesaggio alterna pianura, collina - alta e bassa - e zone d montagna.

Ed è nella pianura che si trova il cuore pulsante del comune: il borgo. Oggi è il centro di attività commerciali, ma nel tempo ha cambiato volto. La sua anima più antica sopravvive in Via Chanoux, un tempo la strada principale che collegava Saint-Pierre ad Aosta e all'Alta Valle. Dagli anni Sessanta in avanti, invece, lo sviluppo si è spostato lungo la strada statale del Monte Bianco, ridisegnando l'abitato.

Nei villaggi sparsi nella parte bassa della collina, le tradizioni agricole resistono, orgogliose e autentiche. Bussan, La-Croix, Etavel e Ordines, un tempo quieti e rurali, negli ultimi anni hanno visto crescere la loro popolazione. Qui la vita scorre ancora secondo ritmi antichi, ma con finestre aperte sul presente.

Il castello di Saint-Pierre: un sogno di pietra

A circa dieci chilometri a ovest di Aosta, arroccato su uno sperone roccioso e circondato da meleti, vigneti e terrazzamenti sostenuti da muretti secolari, sorge il Castello di Saint-Pierre. È impossibile ignorarlo: le sue forme fiabesche richiamano subito l'immaginario dei castelli romantici, tanto da essere uno dei simboli della Valle d'Aosta insieme al castello di Fénis.

Le quattro torrette circolari che catturano lo sguardo non appartengono al Medioevo: furono aggiunte nell'Ottocento dall'architetto piemontese Camillo Boggio, incaricato dal barone Emanuele Bollati di ridare splendore a una fortezza ormai degradata. Il risultato? Un maniero dall'aspetto scenografico, talmente iconico e "fiabesco" da sembrare uscito da una storia illustrata.

Eppure la storia del castello è ben più antica. La sua esistenza è documentata già nel 1191 e deve il nome ai suoi primi proprietari, i De Sancto Petro, autori delle due torri originarie. Nei secoli passò ai Signori di Quart, ai Savoia, agli Challant e infine ai Roncas, che lo trasformarono in una dimora sfarzosa nel XVII secolo, ospitando ricevimenti e banchetti degni di una corte.

Gli interni oggi non conservano molto degli arredi originari, ma la struttura architettonica parla ancora di potere, ingegno e ambizione. Il mastio centrale, quadrato e massiccio, è circondato dalle eleganti torrette ottocentesche collegate da camminamenti sospesi. Sulla roccia sottostante si appoggiano la chiesa parrocchiale e il campanile romanico del XII secolo, con bifore, trifore e tetto in pietra piramidale.

Dagli anni '80 del secolo scorso il castello ospita il Museo Regionale di Scienze Naturali Efisio Noussan, che guida il visitatore alla scoperta di flora, fauna, ghiacciai e montagne della Valle d'Aosta, senza dimenticare la storia del maniero stesso. Nel 2008 il castello ha chiuso per importanti restauri e consolidamenti, riaprendo al pubblico il 25 novembre 2022 con un nuovo percorso espositivo.

Saint-Pierre non è solo un comune: è un racconto inciso nella pietra, fatto di montagne, borghi che resistono al tempo e un castello che sembra uscito da un sogno romantico. Chi percorre la Valle d'Aosta non può fare a meno di fermarsi almeno una volta, alzare lo sguardo e lasciarsi sorprendere da questa rocca che domina la valle come un personaggio silenzioso, ma impossibile da ignorare.

 
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