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Viaggio a Genova nei 5 luoghi di De André   

Da Sant'Ilario all'antico quartiere di Foce, ai piedi della Lanterna si sviluppa un affasciante itinerario "musicale".

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Genova è una delle città che maggiormente hanno influenzato la cultura musicale italiana del Novecento. Dai suoi carrugi, passando per il Porto Antico e fino al quartiere di Sant'Ilario, il capoluogo ligure è stato culla, ispirazione e interprete di una tradizione che ha visto succedersi cantanti e gruppi che hanno calcato la scena e, in alcuni casi, continuano a farlo, con una rilevanza che fa invidia al resto d'Italia. Ai piedi della Lanterna sono nati, fisicamente o artisticamente, nomi del calibro di Antonella Ruggiero (compresi i Matia Bazar), Luigi Tenco, Bruno Lauzi, UmbertoBindi e,piùdirecente,Bresh, Tedua e Alfa.

Il nome che tutti associamo a Genova è, però, quello di Fabrizio De André, filosofo e poeta della canzone, un artista indimenticabile che permette anche di tracciare un ideale itinerario turistico a Genova nei luoghi, nelle atmosfere di una città complicata ma belissima. E, per farlo, ci avvaliamo del lavoro letterario La Genova di De André, libro scritto da Giuliano Malatesta in occasione del ventennale della sua scomparsa, avvenuta l'11 gennaio 1999, e inserito all'interno della collana denominata Passaggi di dogana ed edito da Giulio Perrone, che ripercorre i luoghi della vita e delle canzoni di De André.

La Genova di De André, Lauzi e Renzo Piano

Viaggio a Genova nei 5 luoghi di De André

Nel libro La Genova di De André, Malatesta ha scelto di soffermarsi in particolare sugli anni trascorsi nel capoluogo ligure dal cantante. L'impianto narrativo è, in parte, incentrato sui rapporti di amicizia intrattenuti da Fabrizio De André durante gli anni genovesi, su tutti con Luigi Tenco (che sarebbe poi morto suicida all'età di 29 anni) e Riccardo Mannerini, anche se in questo caso sarebbe più opportuno parlare di amicizia impossibile.

Fabrizio De André era solito ripetere che Genova fosse sua moglie e, proprio la città degli anni Sessanta e Settanta, è l'oggetto narrativo del libro, da una parte affascinante ma al tempo stesso anche molto difficile. Basti pensare che tra i carruggi (i caratteristici vicoli della città ligure) era più semplice diventare uno spedizioniere anziché un cantautore, come lo diventarono De André, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Luigi Tenco e Umberto Bindi.

Renzo Piano, architetto (e genovese) di fama mondiale, direbbe che tutte le storie finiscono in mare, un concetto con cui è possibile esprimere le mille sfumature della città ligure. Fabrizio De André fu l'unico a riuscire, con la sua arte, a raccontare le diverse anime del capoluogo, dipingendo idealmente un quadro affrescato con scene da vita di strada e quelle di palazzo. Un esempio su tutti è il brano della canzone Dolcenera, con il quale il cantautore riuscì a mettere insieme la depressione di un matto innamorato con la terribile alluvione che investì Genova nel 1970.

I luoghi più amati di Fabrizio De André

Viaggio a Genova nei 5 luoghi di De André

I luoghi che Fabrizio De André ha amato di più della sua Genova sono il quartiere della Foce, Città Vecchia, il quartiere della Maddalena e via del Campo 29 rosso. Tanti altri, invece, li ritroviamo nelle sue canzoni, soprattutto la stazione di Sant'Ilario.

Residenziale, tipicamente Liberty e insindacabilmente razionalista, Foce fu una delle ultime espansioni di Genova, che lo inglobò facendolo diventare, da comune indipendente, un suo quartiere ideale. Oggi fa parte del Municipio VIII, il cosiddetto Medio Levante, ma un tempo era un borghetto di pescatori che, agli inizi del Novecento, si trasformò in una zona residenziale elegante, in cui si trovano ancora palazzi eleganti, uffici e il celebre Corso Italia, passeggiata d'autore di oltre 2 chilometri, amatissima dai genovesi. Una sorta di Broadway all'italiana, come la definiva il 'collega' di De André, Bruno Lauzi.

Città Vecchia è, per antonomasia, il centro storico di Genova. Caotico per la successione disarmonica, è qui che si può capire la stratificazione delle epoche genovesi, con antichi cartelli toponomastici nei quali ritroviamo la definizione di sestiere, il sostantivo con il quale erano definiti i quartieri ddel centro. In questa zona troviamo luoghi diversissimi tra loro, come la celebre fontanadi Piazza Sarzano, la torre degli Embriaci e la medievale Via San Luca. Senza dimenticare la straordinaria chiesa di San Matteo, con la sua facciata astrisce,i porticidiSottoripa e,ovviamente, i carrugi che sono l'essenza stessa di Genova e di buona parte della Liguria, vicoli stretti e tortuosi di una città dalla sorprendente bellezza. Nel centro storico, spicca un altro luogo caro a De André: il quartiere della Maddalena. Si tratta di una zona che ha ispirato alcuni dei capolavori del cantautore, grazie alle storie affascinanti (ma spesso controverse) dei suoi abitanti.

Via del Campo 29 rosso, invece, è la strada protagonista di una delle canzoni più celebri di De André, dove prima sorgeva un negozio di dischi che, negli anni, è stato tramutato in un museo dedicato proprio a Faber.

Appena scese alla stazioneNel paesino di Sant'IlarioTutti si accorsero con uno sguardoChe non si trattava di un missionario

Ed è, infine lei, una piccola stazione ferroviaria, il termine ideale del nostro viaggio nella Genova di Fabrizio De André. Sant'Ilario, non lontana da Genova Nervi, è la stazione in cui la protagonista di Bocca di Rosa arriva, sconvolgendo la vita di una comunità tradizionalista, oggi diremmo senza difficoltà "bigotta". Questo luogo rappresenta la narrazione poetica e filosofica di uno dei grandi maestri della nostra musica.

 
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